
San Firmino 2026: il corno, la folla e lo spettro della manada
Nel centenario del romanzo di Hemingway, l'encierro di Pamplona mescola turisti, corse e una riflessione latinoamericana sul gruppo maschile e la violenza.
Un toro nero si staccò dal branco subito dopo la curva di Santo Domingo. Mentre la massa di corridori in camicia bianca e fazzoletto rosso si accalcava sotto il municipio, l'animale si avventò su un gruppo compatto e colpì un uomo in pieno volto con un corno. Fu l'istante più cruento del quinto encierro di San Firmino, a Pamplona, nel luglio del 2026. In pochi secondi, corpi rotolarono sul selciato, altri inciamparono in cumuli di gambe e braccia, mentre i sei tori e i mansos percorrevano gli 875 metri che separano i recinti dalla plaza. L'ospedale universitario di Navarra registrò tredici feriti, uno dei quali con una cornata al volto.
La corsa di quel sabato, la più affollata della settimana, cadeva nell'anno del centenario di Fiesta (The Sun Also Rises), il romanzo con cui Ernest Hemingway trasformò una tradizione locale in un mito globale. Da allora, ogni luglio, migliaia di stranieri si uniscono ai mozos navarri per sfidare i tori per le stradine della città vecchia. L'ultima vittima risale al 2009, ma le incornate e le fratture restano frequenti, favorite dall'inesperienza di molti partecipanti. Eppure, come hanno osservato i cronisti iberici, i tori di José Escolar quel giorno mostrarono una «nobiltà impressionante»: non infierirono sui caduti ed entrarono nell'arena in fila indiana, quasi ignorando gli stimoli del ruedo.
Proprio l'immagine della mandria – la manada – ha innescato una lettura diversa da oltreoceano. Dalla Colombia, una voce ha collegato la coreografia dei corpi ammassati nell'encierro ad altre forme di aggregazione maschile: le marce dei suprematisti bianchi del Patriot Front a Washington, le esultanze a torso nudo per le vittorie del Paris Saint-Germain, e il ricordo della Manada, il gruppo che nel 2016 violentò una ragazza durante i Sanfermines. Quella vicenda, chiusa con una condanna a quindici anni per stupro, ha trasformato la parola: in Spagna e in America Latina «la manada» indica ormai un meccanismo di anonimato e impunità che, secondo questa prospettiva, si attiva quando gli uomini si muovono in branco. Ricerche colombiane e britanniche mostrano che, durante le partite della nazionale, le denunce di violenza domestica crescono in media del 19% in Colombia e fino al 38% in Inghilterra dopo una sconfitta – un dato che, per l'analisi latinoamericana, svela quanto certe esplosioni di gioia collettiva possano diventare un permesso.
Nel pomeriggio, la plaza de toros offriva un altro volto della festa. In cartello c'erano Morante de la Puebla e Borja Jiménez. Secondo la critica taurina spagnola, Morante disegnò attimi di pura arte – tre chicueline che «rallentarono il mondo» e una veronica monumentale – ma si scontrò con tori privi di razza, mentre Jiménez, pur avendo di fronte un esemplare di classe eccezionale, non seppe coglierne la profondità. «Dio è un pessimo appassionato», scrisse un cronista: a Morante toccarono tori svuotati, a Jiménez un toro da paradiso che lui non seppe interpretare. Il pubblico, venuto per vedere Morante, non sempre riconobbe la qualità del suo toreo, confermando l'adagio secondo cui, a volte, «la gente va a vederlo e non lo sa vedere».
Mentre la luce calava su Pamplona, restava sospesa la doppia natura di una festa che è insieme rito, spettacolo e specchio di dinamiche collettive. I tori, quel giorno, erano entrati nell'arena con passo quieto, senza infierire sui corpi a terra. Fuori, la manada umana aveva lasciato sul selciato non solo sangue, ma anche domande che, dal romanzo di Hemingway fino alle cronache latinoamericane, continuano a correre più veloci dei tori.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.80 | critical |
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
La corsa dei tori di San Fermín è un evento pericoloso che ha causato feriti.
Citando il numero dei feriti e descrivendo il caos, il resoconto presenta l'evento come un incidente di sicurezza che parla da sé.
Il resoconto omette qualsiasi riferimento al caso di stupro di gruppo del 2016 (La Manada) associato al festival.
Il festival di San Fermín è un luogo di violenza sessuale sistemica, esemplificato dal caso La Manada.
Proiettando il caso di stupro del 2016 sul festival attuale, la narrazione trasforma la corsa dei tori in un simbolo di violenza patriarcale piuttosto che in un evento a sé stante.
Il resoconto omette i dettagli della corsa dei tori (incornate, feriti, caos della folla) per concentrarsi esclusivamente sul caso di aggressione sessuale.
La corsa dei tori di San Fermín è stata pericolosamente caotica a causa di un toro ribelle, e la successiva corrida è stata artisticamente deludente.
Fornendo descrizioni dettagliate e da insider del comportamento del toro e della performance dei matador, il resoconto stabilisce autorità e inquadra l'evento come una questione di critica tecnica e culturale.
Il resoconto omette qualsiasi riferimento al caso di aggressione sessuale La Manada del 2016 e alla più ampia critica sociale sulla violenza di genere.
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