
Regno Unito nella morsa del caldo: rete elettrica sotto stress e 15 milioni di persone colpite
La terza ondata di calore dell'anno mette a dura prova la rete elettrica britannica, mentre un'indagine rivela che oltre 15 milioni di persone hanno accusato disturbi di salute, con le donne particolarmente vulnerabili.
Il gestore della rete elettrica britannica, National Energy System Operator (Neso), ha diramato un allarme per margini di fornitura ridotti nella serata di giovedì, mentre il Paese affronta la terza ondata di calore dell’anno. È il terzo avviso di questo tipo nel 2025, uno strumento solitamente utilizzato nei mesi invernali, quando la domanda per riscaldamento raggiunge i picchi. Le temperature estreme in Europa, ha spiegato Neso, riducono l’efficienza della generazione da impianti nucleari, a gas e dei sistemi di raffreddamento ad acqua, mentre l’uso massiccio di ventilatori e condizionatori spinge la domanda verso l’alto. L’avviso, in vigore dalle 18:30 alle 22:30, non segnala un rischio imminente di blackout, ma indica la necessità di un cuscinetto di sicurezza più ampio tra domanda e offerta.
Sul fronte sanitario, i dati diffusi dalla End Fuel Poverty Coalition – un cartello di oltre cento organizzazioni – mostrano che più di 15 milioni di britannici (il 28% degli adulti) hanno accusato malesseri durante le recenti ondate di calore. L’impatto è stato sproporzionato tra chi versa in difficoltà economiche (47%) e tra le persone con disabilità (44%). Parallelamente, un sondaggio YouGov per Greenpeace su 2.135 adulti ha documentato una «privazione di sonno di massa»: due persone su tre faticano a dormire e quasi la metà ha perso almeno tre ore di sonno per notte. Una revisione scientifica pubblicata a gennaio ha calcolato che per ogni grado centigrado in più nelle temperature notturne si perdono tra 7 e 14 minuti di sonno, con effetti a cascata su lucidità mentale, sistema immunitario e rischio di incidenti.
La vulnerabilità femminile al caldo estremo emerge con nitidezza dalle osservazioni cliniche e dagli studi osservazionali. Le donne producono meno sudore e iniziano a sudare a temperature più elevate, hanno una temperatura corporea interna e una percentuale di grasso più alte, e le fluttuazioni ormonali legate a ciclo mestruale, perimenopausa, gravidanza e allattamento alterano la termoregolazione, spiega la dottoressa Nighat Arif del servizio sanitario britannico. A ciò si sommano fattori socioeconomici: redditi mediamente più bassi e il ruolo di caregiver prevalente, ricorda Cat Pinho-Gomes dell’University College di Londra, coautrice di una revisione sulle differenze di genere nella mortalità da ondate di calore. Anziani e lavoratori a basso reddito in alloggi poco ventilati restano tra i gruppi più esposti.
Il 65% degli adulti britannici teme che le ondate di calore diventino più frequenti e intense a causa del cambiamento climatico. Nell’immediato, l’attenzione è concentrata sul picco previsto tra giovedì e venerdì, con temperature che secondo il Met Office supereranno diffusamente i 30°C e potranno toccare i 36°C in alcune zone dell’Inghilterra. I due precedenti avvisi Neso di giugno erano stati revocati prima dell’orario critico, segnalando un margine sufficiente. Resta da verificare se la rete supererà anche questa finestra di stress senza conseguenze per la fornitura, mentre i servizi di emergenza segnalano un aumento delle chiamate legate a disidratazione e colpi di calore.
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L'ondata di calore mette a nudo la crisi sanitaria tra i poveri e i disabili britannici, richiedendo un sostegno sociale urgente.
Citando uno studio della coalizione, il blocco inquadra l'ondata di calore come un problema di disuguaglianza sociale piuttosto che infrastrutturale.
Il blocco omette l'avvertimento del gestore della rete elettrica sulle carenze di fornitura, concentrandosi solo sugli impatti sanitari.
Il gestore della rete britannica avverte di margini ridotti e chiede più generazione mentre le ondate di calore mettono sotto pressione il sistema.
Affidandosi alle dichiarazioni ufficiali del Neso, il blocco inquadra l'ondata di calore come una sfida infrastrutturale e di sicurezza energetica, non sociale.
Il blocco omette lo studio sugli impatti sanitari sui gruppi vulnerabili e gli effetti di genere, concentrandosi solo sull'affidabilità della rete.
Le ondate di calore danneggiano in modo sproporzionato la salute delle donne, richiedendo risposte di salute pubblica attente al genere.
Utilizzando la testimonianza di esperti medici, il blocco inquadra l'ondata di calore come un problema di salute di genere, tralasciando gli aspetti infrastrutturali e di povertà.
Il blocco omette l'avvertimento sulla fornitura di rete e lo studio sulle difficoltà finanziarie, concentrandosi solo sul genere.
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