
Wimbledon, l’Italia ritrova Paolini e scopre Cobolli: non c’è più solo Sinner
La toscana piega in tre set la filippina Eala, il romano travolge De Minaur e festeggia alla Ronaldo; Fery eroe di casa, Osaka elimina Sabalenka.
Il Centre Court ha spento il sogno di Alexandra Eala ma ha restituito a Jasmine Paolini la certezza di poter tornare grande. La ventunenne filippina, che al turno precedente aveva eliminato la campionessa in carica Iga Świątek, ha ceduto 6-4, 4-6, 6-3 dopo due ore e ventidue minuti di scambi intensi, nei quali la toscana ha costruito la rimonta aggrappandosi a un servizio ritrovato e a una presenza a rete chirurgica (diciotto punti su ventisette). Nelle Filippine, dove le imprese di Eala sono seguite con la stessa devozione che un tempo si riservava ai match di Manny Pacquiao, la sconfitta non scalfisce l’orgoglio: la prima giocatrice del paese a raggiungere gli ottavi di uno Slam nell’era Open è già un simbolo. Paolini, finalista qui nel 2024, diventa la prima italiana a centrare i quarti a Wimbledon più di una volta e raggiunge quota tre quarti di finale Slam, al pari di Errani, Pennetta, Schiavone e Vinci. Ora l’attende l’ucraina Marta Kostyuk, mai così avanti sull’erba dei Championships, in un duello che misurerà la solidità ritrovata dell’azzurra.
Sul Campo 1, Flavio Cobolli ha firmato la giornata perfetta del tennis italiano. Il romano ha liquidato in tre set (7-5, 7-6, 6-3) l’australiano Alex de Minaur, quinta testa di serie, e dopo il match point ha esultato con il salto e il «Siuuu» di Cristiano Ronaldo, strappando al pubblico inglese un coro complice. «Adoro la sua esultanza, stasera tiferò Portogallo per lui», ha dichiarato Cobolli, cresciuto nel settore giovanile della Roma. Il successo assume un rilievo ulteriore perché arriva poche ore prima del match di Jannik Sinner, campione uscente, e perché in tribuna reale sedevano Roger Federer e il pilota Mercedes Kimi Antonelli, a certificare un’edizione in cui l’Italia non è più una presenza di contorno. Il caldo torrido (31 gradi) ha reso faticosa la resistenza di De Minaur, ma Cobolli ha mostrato una maturità tattica che lo proietta verso i quarti contro la sorpresa britannica Arthur Fery.
Fery, ventitreenne wild card cresciuto a cinque minuti dall’All England Club, ha compiuto un’impresa che a Londra già definiscono storica: ha rimontato il bulgaro Grigor Dimitrov, ex numero tre del mondo, vincendo 7-5, 3-6, 4-6, 6-4, 7-6(10-7) in quasi quattro ore di battaglia. È il primo britannico a raggiungere i quarti di uno Slam partendo da un invito nell’era Open, e il giocatore con il ranking più basso (114) a spingersi così avanti in un Major dal 2021. La stampa locale ha ribattezzato la collinetta degli appassionati «Arthur’s Seat», in continuità con Henman Hill e Murray Mount. Fery, figlio di una ex tennista e del presidente del Lorient, ha giocato con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere, e ora troverà Cobolli in un quarto di finale che promette spettacolo.
L’altra notizia della giornata arriva dal tabellone femminile, dove Naomi Osaka ha inflitto alla numero uno del mondo Aryna Sabalenka un 6-2, 7-6(2) che la proietta per la prima volta ai quarti a Wimbledon. La giapponese, che non ha ancora ceduto un set nel torneo, ha vendicato la sconfitta subita al Roland Garros e ha spiegato di trarre forza dal sostegno familiare e dalla cucina della madre. In Giappone, la sua rinascita è letta come il ritorno di una campionessa capace di competere per il titolo. Affronterà la ceca Karolina Muchova, mentre nel doppio misto si è fermata ai quarti l’indonesiana Aldila Sutjiadi, in coppia con l’argentino Guido Andreozzi, sconfitta dagli australiani Polmans e Hunter. Il programma dei quarti, con Paolini-Kostyuk, Cobolli-Fery e Osaka-Muchova, disegna un torneo sempre più aperto e internazionale, nel quale l’Italia si presenta con due carte da giocare e la consapevolezza di non dipendere più soltanto dal suo campione altoatesino.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.40 | aligned |
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| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | +0.70 | aligned |
La favola di Eala può essere finita, ma lei ha già conquistato il cuore di una nazione e dimostrato di meritare il palcoscenico più grande.
Inquadrando la sconfitta di Eala come una vittoria morale e paragonandola a un'icona nazionale, la narrazione eleva il suo risultato al di là del risultato della partita, facendo sembrare la sconfitta una vittoria.
Il blocco atlantico omette la copertura dettagliata del risultato di Paolini nel raggiungere i quarti e del suo status di ex finalista, concentrando invece la narrazione sulla sconfitta di Eala.
Paolini ha fermato la corsa di Eala, ma il risultato della giocatrice filippina rimane degno di nota.
La cronaca mantiene un tono equilibrato e fattuale, evitando una cornice emotiva e limitandosi a esporre l'esito e il contesto.
Il blocco sud-est asiatico omette gli aspetti personali ed emotivi della vittoria di Paolini, come il suo commento autoironico, e non inquadra la partita come una favola.
Paolini è tornata ai quarti di Wimbledon e la sua concentrazione è incrollabile nonostante le distrazioni.
Evidenziando una citazione personale e autoironica, la narrazione umanizza Paolini e rafforza la sua forza mentale, rendendo la sua vittoria impressionante e allo stesso tempo vicina.
Il blocco europeo continentale omette il significato del percorso di Eala per il tennis filippino e il suo paragone con eroi nazionali, concentrandosi esclusivamente sulla prospettiva di Paolini.
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