
Marocco, la Francia spegne ancora il sogno: ma il 2030 è già cominciato
La sconfitta per 2-0 nei quarti di finale del Mondiale 2026 chiude la corsa dei Leoni dell’Atlante, che ora guardano al torneo che co-ospiteranno con Spagna e Portogallo.
Il muro francese si è eretto ancora una volta sulla strada del Marocco. A Boston, nel quarto di finale del Mondiale 2026, i Leoni dell’Atlante sono caduti con lo stesso punteggio di quattro anni fa in Qatar: 2-0. Dopo un primo tempo in cui Yassine Bounou aveva illuso parando un rigore a Kylian Mbappé, la Francia ha preso il controllo nella ripresa: il fuoriclasse del Paris Saint-Germain si è riscattato con un tiro a giro dal limite, poi ha servito l’assist per il raddoppio di Ousmane Dembélé. Un copione che, al di là di un possibile tocco di mano di Rabiot nell’azione del primo gol – episodio su cui lo stesso selezionatore Mohamed Ouahbi ha attirato l’attenzione senza farne un alibi – ha messo in luce la superiorità tecnica e fisica dei Bleus.
La stampa marocchina ha reagito con un misto di orgoglio e autocritica. Testate come Le Matin e Le360 Sport hanno celebrato il «percorso notevole» e la conferma di una presenza stabile tra le grandi del calcio mondiale, sottolineando come il Marocco sia diventato la prima nazionale africana a raggiungere due quarti di finale consecutivi. Non sono mancate, tuttavia, voci più severe: analisti locali hanno puntato il dito contro le scelte tattiche di Ouahbi, reo di aver schierato un undici troppo timoroso, con Noussair Mazraoui adattato a centrale difensivo e un attacco privo di un vero punto di riferimento, incapace di impensierire una retroguardia francese che pure conviveva con i problemi alla schiena di William Saliba. L’assenza per infortunio di Ismaïl Saibari ha pesato, ma la sensazione diffusa è che la squadra sia apparsa «irriconoscibile» rispetto alle uscite precedenti, spenta e senza la profondità che aveva messo in difficoltà Brasile e Paesi Bassi.
Dall’Europa, l’analisi si è concentrata sulla solidità del progetto marocchino. Commentatori francesi e spagnoli hanno riconosciuto la crescita esponenziale di un movimento che, dopo la semifinale del 2022, ha vinto il Mondiale Under-20 e continua a pescare talenti binazionali – su tutti il diciottenne Ayyoub Bouaddi, che ha scelto il Marocco nonostante la corte dei Bleus e che dopo l’eliminazione ha dichiarato: «Nessun rimpianto, è stata una scelta di cuore». La sensazione, condivisa anche da Didier Deschamps, è che la giovane età media della rosa e la solidità federale rendano il Marocco un avversario strutturale per il futuro, non più una semplice sorpresa.
Lo sguardo è già rivolto al 2030. Il Marocco co-ospiterà il prossimo Mondiale insieme a Spagna e Portogallo, un traguardo che trasforma questa eliminazione in una tappa di avvicinamento. Prima, però, ci saranno le qualificazioni alla Coppa d’Africa, in programma a settembre contro Gabon, Lesotho e Niger, e l’obiettivo dichiarato da Ouahbi è vincere il trofeo continentale per arrivare all’appuntamento casalingo con lo status di pretendente legittimo. «Se continuiamo su questa strada, il futuro sarà luminoso», ha assicurato il tecnico, consapevole che il vero banco di prova sarà trasformare la continuità di rendimento in un titolo che manca dal 1976.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.30 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa africana subsahariana | +0.20 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.40 | aligned |
Il Marocco guarda avanti con orgoglio e determinazione, trasformando la sconfitta in un trampolino verso il 2030.
La narrazione sposta l'attenzione dall'esito immediato della partita al progetto a lungo termine, utilizzando le dichiarazioni del tecnico per ancorare la fiducia nel futuro.
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Il Marocco accetta la sconfitta con dignità e si proietta verso il futuro, con la promessa di tornare più forte.
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Il Marocco non si arrende: la sconfitta diventa carburante per la rivincita futura contro la Francia.
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