
Panchine in movimento: da San Lorenzo allo Zenit, la nuova geografia degli allenatori
Il valzer delle panchine ridisegna le ambizioni di club in Argentina, Italia, Russia e Scozia, tra calcio e basket, in cerca di rilancio immediato.
La danza degli allenatori non conosce confini né soste. In una sola settimana, quattro club di tre continenti hanno voltato pagina, affidando le proprie panchine a volti nuovi o ritrovati. Il San Lorenzo, orfano di Gustavo Álvarez dopo una rottura sulla gestione della rosa, ha individuato in Eduardo Berizzo il profilo per ripartire: un tecnico che ha già guidato Celta Vigo, Siviglia e le nazionali di Cile e Paraguay, e che ora è atteso da una videoconferenza per limare gli ultimi dettagli. A Bologna, il calcio e il basket hanno cambiato pelle quasi all’unisono: il Bologna FC ha sostituito Vincenzo Italiano con Domenico Tedesco, mentre la Virtus ha chiuso il ciclo di Ivanovic (appena approdato allo Zenit San Pietroburgo) per abbracciare il catalano Mumbrú, reduce dall’oro europeo con la Germania. Più a nord, a Edimburgo, gli Hearts hanno ufficializzato il belga Wouter Vrancken, chiamato a raccogliere l’eredità di Derek McInnes, passato ai Rangers dopo aver sfiorato il titolo scozzese in un finale segnato dall’invasione di campo dei tifosi del Celtic.
Le motivazioni dietro ogni avvicendamento raccontano pressioni diverse ma ugualmente stringenti. In Argentina, secondo la prospettiva sudamericana, il nodo è stato lo scontro tra la visione tecnica di Álvarez, intenzionato a escludere alcuni giocatori, e la dirigenza, preoccupata di salvaguardare il patrimonio economico della rosa. In Scozia, il trauma sportivo ha pesato: gli Hearts avevano condotto la Premiership per quasi tutta la stagione, per poi crollare a Celtic Park in una partita decisa da un rigore e da due gol nel finale, con il campo invaso prima del triplice fischio. La partenza di McInnes verso i Rangers ha aperto la strada a Vrancken, due volte allenatore dell’anno in Belgio e reduce da un terzo posto con il Sint-Truiden, alla sua prima esperienza fuori dai confini nazionali.
Sul fronte del basket, il movimento delle panchine disegna traiettorie di rilancio ambizioso. Lo Zenit, dopo una stagione senza medaglie in VTB League e tre cambi in panchina (Sekulić, Radonjić e due traghettatori), ha puntato su Duško Ivanović, tecnico montenegrino che in carriera ha vinto campionati in cinque Paesi e raggiunto due finali di Eurolega con la Baskonia. Il contratto fino al 2029 segnala la volontà di stabilità, dopo un’annata in cui la squadra di San Pietroburgo aveva sprecato un vantaggio di 3-1 in semifinale contro l’UNICS Kazan’. A Bologna, la Virtus ha invece scelto Mumbrú, che con la nazionale tedesca ha conquistato l’oro agli Europei 2025 in Lettonia, per rilanciare la sfida eterna con l’Olimpia Milano, mentre la Fortitudo, in Serie A2, si affida a Demis Cavina per tentare la risalita.
Tutti questi movimenti convergono verso un orizzonte comune: l’inizio della prossima stagione. Il San Lorenzo attende di chiudere l’accordo con Berizzo per avviare la preparazione; lo Zenit esordirà in VTB League il 25 settembre con un roster ridisegnato; gli Hearts di Vrancken proveranno a confermarsi competitivi contro Celtic e Rangers; il Bologna di Tedesco e la Virtus di Mumbrú cercheranno di riaccendere l’entusiasmo di una piazza che, come ricorda la stampa locale, resta fedele e appassionata. La girandola delle panchine, in fondo, è il riflesso di una ricerca incessante di equilibrio tra progetto tecnico e risultato immediato.
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Il San Lorenzo si sta muovendo rapidamente per coprire il vuoto in panchina lasciato dall'uscita inaspettata di Gustavo Álvarez. Eduardo Berizzo è emerso come il candidato principale, con i dirigenti già in contatto e in procinto di organizzare una videochiamata per approfondire le trattative. L'addio improvviso ha costretto il club a una ricerca accelerata per assicurarsi un nuovo allenatore.
La scena sportiva bolognese sta vivendo una curiosa svolta tedesca, con entrambe le società di calcio e basket che nominano allenatori legati alla Germania. Il passaggio da una guida italiana a una tedesca viene sottolineato con ironia, dato che persino l'allenatore italiano della Fortitudo ha solo una conoscenza superficiale della cultura tedesca. Il commento evidenzia come un storico asse Roma-Berlino stia riemergendo nell'identità sportiva cittadina.
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