
Ondata di caldo globale: oltre 10mila morti in Europa, Italia nella morsa tra afa e nubifragi
Temperature record in Sardegna e negli Stati Uniti, mentre il Nord Italia è flagellato da grandine e venti a oltre 130 km/h. I ricercatori attribuiscono l’eccezionalità dell’evento al cambiamento climatico.
Un’ondata di calore di intensità eccezionale ha investito simultaneamente Europa, Nord America e Nord Africa, provocando un bilancio provvisorio di migliaia di vittime. Secondo i dati della rete di sorveglianza EuroMOMO, nella sola ultima settimana di giugno si sono registrati oltre 10.000 decessi in eccesso nei Paesi europei, concentrati soprattutto tra gli over 65. In Inghilterra e Galles, un’analisi congiunta dell’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene and Tropical Medicine ha quantificato in circa 2.736 i morti legati alle ondate di caldo di maggio e giugno, di cui 2.200 nell’ultima decade di giugno. In Italia, il ministero della Salute ha diramato per il 17 luglio il bollino rosso – massimo livello di rischio – per 16 città, tra cui Milano, Roma, Firenze e Bologna, mentre in Sardegna le temperature hanno raggiunto i 45 °C nelle zone interne.
Il quadro meteorologico presenta forti contrasti. Mentre il Centro-Sud e le Isole sono investiti dall’anticiclone africano, con polveri sahariane che aggravano la percezione dell’afa, il Nord è teatro di fenomeni convettivi violenti. Il servizio europeo Estofex ha emesso un’allerta di livello 3 – il massimo – per la Pianura Padana, segnalando il rischio di grandine con chicchi fino a 8 cm e raffiche di vento di intensità “uraganica”, superiori a 130 km/h. In Emilia-Romagna, un automobilista è morto a Bomporto, nel Modenese, in un incidente stradale avvenuto durante un nubifragio. Le autorità regionali hanno disposto il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole tra le 12.30 e le 16 nel Lazio, mentre a Milano un’ordinanza comunale ha sospeso le consegne a domicilio nelle ore più calde, suscitando proteste da parte dei rider.
Oltre Atlantico, un “duomo di calore” ha fatto scattare allarmi per oltre 100 milioni di persone dalla costa occidentale a quella orientale degli Stati Uniti. A New York il sindaco ha attivato il “Codice Rosso” e aperto centri di raffreddamento gratuiti, con temperature percepite superiori a 38 °C. In Giappone, le autorità sanitarie hanno segnalato più di 4.500 ricoveri per colpo di calore in una settimana, con punte di 38,4 °C nella prefettura di Kochi. In Marocco, la Direzione generale della meteorologia ha esteso fino a sabato l’allerta arancione per vaste aree interne, dove si attendono valori tra 43 e 45 °C.
La comunità scientifica, attraverso studi di attribuzione rapida del gruppo World Weather Attribution, ha stabilito che senza il riscaldamento globale di origine antropica le temperature registrate durante l’ondata di caldo sulla costa orientale statunitense sarebbero state “virtualmente impossibili”. I modelli climatici indicano che l’Europa si sta scaldando a un ritmo superiore alla media globale, e che eventi di questa portata sono destinati a diventare più frequenti. Tuttavia, permangono incertezze sulla possibilità che la Spagna possa effettivamente raggiungere i 50 °C, scenario evocato da alcune simulazioni del modello GFS ma giudicato “praticamente inverosimile” da diversi meteorologi, che lo considerano un’ipotesi estrema non ancora supportata da previsioni affidabili.
Sul fronte dell’adattamento, il sindaco di Londra ha appoggiato la proposta di introdurre un limite massimo di temperatura nei luoghi di lavoro, mentre il Comune di Milano ha presentato un piano di depavimentazione per contrastare le isole di calore, con proiezioni che indicano per il capoluogo lombardo fino a 120 notti tropicali l’anno entro fine secolo. Le operazioni di monitoraggio e soccorso proseguono in tutti i Paesi colpiti; il bilancio delle vittime è considerato provvisorio e le indagini epidemiologiche sono in corso per isolare il peso specifico del caldo rispetto ad altre cause concorrenti.
| Stampa europea continentale | −0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | −0.30 | critical |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
L'Europa affronta la crisi climatica con dati e allarmi, ma senza perdere la calma: la priorità è informare e proteggere i cittadini.
Si alternano bollettini ufficiali e resoconti di eventi estremi per creare un quadro di normalità nell'emergenza, rendendo la crisi gestibile attraverso la trasparenza.
Non si discute il ruolo delle politiche energetiche europee nell'aggravamento del riscaldamento globale, né si confrontano i dati con altre regioni del mondo.
L'Iran osserva l'Europa soccombere al caldo e trae una lezione: la preparazione conta più della temperatura assoluta.
Si confrontano i tassi di mortalità europei con quelli iraniani per stabilire una gerarchia di vulnerabilità, attribuendo la differenza a fattori culturali e infrastrutturali.
Non si menziona che l'Iran ha registrato migliaia di morti per caldo negli ultimi anni, né si citano le vittime dei paesi arabi vicini.
La Russia guarda altrove: il caldo uccide in Giappone, non in Europa.
Si seleziona un singolo evento in Giappone per spostare l'attenzione dal continente europeo, ridimensionando implicitamente la gravità della notizia principale.
Non si fa alcun cenno ai 10.000 morti in Europa, né alle ondate di caldo in Italia o altrove.
Allarga lo sguardo
Trump accusa la Cina di furto di dati elettorali, ma i documenti non provano manipolazioni
8 lingue · 21 testate
Da Economy & MarketsDazi USA al 25% sul Brasile: la Sezione 301 colpisce l’export, Lula prepara la ritorsione
2 lingue · 14 testate
Da TechnologyL’India accelera su spazio e ferrovie: il primo razzo orbitale privato e il treno a idrogeno
5 lingue · 10 testate