
L’eliminazione della Norvegia e l’odio social: minacce di morte a Sorloth dopo il mancato assist a Haaland
Dopo la sconfitta ai quarti contro l’Inghilterra, l’attaccante norvegese è stato bersaglio di messaggi violenti; il ct Solbakken denuncia la tossicità dei social e la compagna Selnes annuncia azioni legali.
La Norvegia saluta il Mondiale 2026 ai quarti di finale, piegata 2-1 dall’Inghilterra al termine di una partita decisa da un episodio che ha scatenato un’ondata di odio digitale. Al 44’ del primo tempo, con i norvegesi in vantaggio per 1-0 grazie a una rete di Andreas Schjelderup, Alexander Sorloth si lancia in un contropiede due contro uno con Erling Haaland. Invece di servire il compagno, libero al centro dell’area, l’attaccante dell’Atlético Madrid sceglie la conclusione personale: il tiro viene respinto da John Stones. Pochi minuti dopo, Jude Bellingham firma il pareggio, e lo stesso centrocampista del Real Madrid segna il gol della vittoria nei tempi supplementari, regalando all’Inghilterra la semifinale contro l’Argentina.
Il pareggio inglese non è stato esente da polemiche: le riprese televisive hanno mostrato un possibile contatto del pallone con un cavo della spidercam dopo un rinvio del portiere Ørjan Nyland, ma la FIFA ha confermato la regolarità della rete. A fine partita, Sorloth ha difeso la propria scelta: «L’unica cosa che volevo era passare a Erling, ma Stones aveva chiuso la linea di passaggio, così ho tirato». Una spiegazione che non ha placato la frustrazione dei tifosi norvegesi, che hanno riversato sull’attaccante una valanga di messaggi violenti.
Nelle ore successive, la compagna di Sorloth, Lena Selnes, ha reso pubbliche le minacce ricevute sui social: screenshot di messaggi che incitano il giocatore al suicidio («buttati da una scogliera», «ucciditi, idiota») o contengono esplicite minacce di morte («lo ucciderò»). La donna ha annunciato l’intenzione di procedere per vie legali contro gli account più aggressivi. Il commissario tecnico norvegese Ståle Solbakken ha definito «tragico» l’accaduto e ha rivelato di aver consigliato ai giocatori di evitare i social network, soprattutto dopo le sconfitte. La stampa scandinava ha chiesto indagini e misure di protezione per il calciatore e la sua famiglia, mentre il dibattito sulla violenza digitale nel calcio si allarga.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio: già durante questo Mondiale, la FIFA aveva segnalato migliaia di account responsabili di discorsi d’odio e promesso azioni legali. La Norvegia, che mancava dalla fase finale di un Mondiale dal 1998, lascia il torneo con l’amarezza di un’occasione storica sfumata, mentre l’Inghilterra si prepara ad affrontare l’Argentina in semifinale.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | −0.20 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
L'America Latina denuncia la violenza digitale e si schiera dalla parte di Sorloth, chiedendo giustizia e protezione per la vittima.
Si enfatizza la sofferenza personale e familiare per mobilitare l'indignazione contro l'aggressore digitale.
Non si discute la decisione tattica di Sorloth né la smentita del presunto unfollow di Haaland.
Il Sud-est asiatico giudica la scelta di Sorloth come egoista e mette in dubbio la sua professionalità, pur riconoscendo l'eccesso delle minacce.
Si analizza la decisione tattica come un errore morale, creando una gerarchia di colpa tra il giocatore e gli haters.
Non si riportano le minacce di morte specifiche né l'estensione dell'abuso alla compagna.
Il Levante arabo-Maghreb lancia l'allarme sulle minacce di morte e chiede un'indagine, senza giustificare l'errore di Sorloth.
Si selezionano gli elementi più scioccanti (minacce di morte, inviti al suicidio) per creare un senso di urgenza e condanna indiscutibile.
Non si menziona la smentita del presunto unfollow di Haaland né la spiegazione tattica di Sorloth.
L'India e il Sudasia smontano la voce virale su Haaland e Sorloth, riaffermando i fatti contro la speculazione.
Si utilizza la verifica incrociata e la prova diretta (Instagram) per neutralizzare una narrazione emotiva, presentandosi come arbitro oggettivo.
Non si riportano le minacce di morte né l'impatto emotivo sulla famiglia di Sorloth.
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