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La nonna senza gambe e l’urna della madre: il nuovo horror non muore mai

Mentre 'Evil Dead Burn' porta in sala la brutalità di una saga infinita, il cinema dell’orrore indipendente e i franchise di ieri ridisegnano le regole dell’intrattenimento globale.

Una strada di campagna, il sangue che cola sull’asfalto, una sagoma che si trascina senza una gamba. Polly, la nonna posseduta di Evil Dead Burn, è sopravvissuta all’incendio della casa di famiglia amputandosi un arto, e ora chiede aiuto a un’automobilista di passaggio: «Grazie al cielo, mi aiuti? Mi ha rubato le gambe». Poi, con la voce roca del demone che la abita, aggiunge: «Ma le sue andranno benissimo». La scena, che compare a metà dei titoli di coda del sesto capitolo della saga creata da Sam Raimi, è un concentrato di tutto ciò che il franchise è diventato: grottesco, sadico, capace di trasformare un gesto di solidarietà in un agguato. Diretto dal francese Sébastien Vaniček, il film abbandona l’umorismo slapstick degli esordi per abbracciare un body horror estremo, in linea con la nuova trilogia reboot avviata nel 2013 da Fede Álvarez e proseguita con Evil Dead Rise.

Vaniček, scelto da Raimi dopo averlo visto all’opera nel suo esordio Vermines (Infested), porta nel cuore del Michigan una sensibilità che la critica francese ha definito una “French touch” dell’orrore: inquadrature rovesciate, una colonna sonora ansiogena firmata dal duo Double Danger, e una violenza che cita senza remore la tradizione d’oltralpe di film come Haute Tension e Martyrs. La trama ruota attorno ad Alice, vedova straniera malvista dalla famiglia del marito, costretta a difendersi dai Deadites risvegliati per errore dal cognato Joseph, che ha scovato tra le carte del nonno il Pugnale Kandariano e i segreti del Necronomicon. La connessione con i capitoli precedenti è tessuta con cura: la posseduta Jessica esce dal lago di Evil Dead Rise per dare il via alla mattanza, mentre i diari del nonno rivelano legami con il professor Knowby del film originale e un ritaglio di giornale sull’incendio del cabin del 2013. Secondo i dati di Rotten Tomatoes, con questo episodio l’intera serie – sei film – mantiene un punteggio di gradimento superiore al 60%, un primato che nessun altro franchise horror, da Halloween a Venerdì 13, è mai riuscito a eguagliare.

Il successo di Evil Dead Burn si inserisce in un’estate che ha visto il cinema dell’orrore dominare le classifiche globali. Obsession, prodotto con appena 750mila dollari, ha superato i 400 milioni di incasso in tutto il mondo, costringendo Universal Pictures a posticipare l’uscita in streaming per non frenare la corsa nelle sale. Backrooms, opera prima del ventenne Kane Parsons, è diventato il film indipendente più redditizio del 2026, con 357 milioni di dollari, e ora torna nei cinema messicani in versione estesa con sedici minuti inediti. In Italia e in Europa, queste pellicole hanno riempito le sale in un periodo tradizionalmente debole, confermando un pubblico disposto a pagare il biglietto per esperienze viscerali che i servizi on demand faticano a replicare. Le major, dal canto loro, affinano le strategie di distribuzione: Warner Bros., stando alle analisi degli addetti ai lavori americani, manterrà per Evil Dead Burn la finestra di cinque weekend prima del passaggio al PVOD, con l’approdo su HBO Max previsto per fine settembre, un modello ormai standard per massimizzare i ricavi senza cannibalizzare la sala.

Eppure, dietro i numeri e le strategie, ciò che resta impresso è la natura parassitaria di queste storie, che si nutrono di corpi e di memorie per generare sempre nuovi capitoli. La scena dopo i titoli di coda di Evil Dead Burn mostra un’urna funeraria con il nome di Ellie Bixler, la madre diventata Deadite in Rise, mentre una bambina fissa uno specchio in attesa del prossimo balzo demoniaco. È un’immagine che parla di un franchise incapace di finire, proprio come la nonna Polly che, senza una gamba, è già pronta a prendersene un’altra.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Entusiasmo vs. Neutralità
50%Media
2 blocchi · posizioni da 0.00 a +1.00
NeutralitàTrionfo
LATATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana+1.00aligned
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Le testate latinoamericane e atlantiche coprono il film, ma i diretti interessati (produttori, registi) non sono rappresentati in questo cluster.
Stampa latinoamericana+1.00
Voce

Il film è un trionfo, un ritorno alle origini che soddisfa i fan con sangue e terrore.

Meccanismotrionfalismo

Utilizza un linguaggio iperbolico e appelli emotivi per creare aspettativa e coinvolgimento, senza offrire analisi critica.

Omissione

Non menziona le recensioni negative o le critiche sulla mancanza di originalità, presenti invece nella copertura atlantica.

TrionfoAllarme
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

Il film è un miscuglio: da un lato un successo al botteghino, dall'altro un'opera in declino che non eguaglia l'originale.

Meccanismocontrapposizione

Presenta punti di vista contrastanti per dare l'impressione di obiettività, ma la critica negativa è più incisiva.

ScetticismoPragmatismoTrionfoVoci divise

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Yamal: «Francia? Nessun timore. Siamo campioni d'Europa e ci vediamo campioni del mondo»·Droni di superficie in combattimento: gli Stati Uniti colpiscono una base navale iraniana a Bandar Abbas·Detenzione e accuse a Nadezhdin: la campagna elettorale russa parte con l’opposizione sotto pressione·Oltre i finanziamenti: istituzioni e fiducia come architrave dello sviluppo·L’export cinese accelera oltre le attese: +27% a giugno, l’intelligenza artificiale traina la domanda globale·Caldo record e alluvioni: l’emisfero nord nella morsa del clima estremo·Washington lancia la campagna per smantellare la Corte penale internazionale·Deschamps scarica la pressione: «La Spagna è favorita», ma i numeri raccontano un equilibrio assoluto·Yamal: «Francia? Nessun timore. Siamo campioni d'Europa e ci vediamo campioni del mondo»·Droni di superficie in combattimento: gli Stati Uniti colpiscono una base navale iraniana a Bandar Abbas·Detenzione e accuse a Nadezhdin: la campagna elettorale russa parte con l’opposizione sotto pressione·Oltre i finanziamenti: istituzioni e fiducia come architrave dello sviluppo·L’export cinese accelera oltre le attese: +27% a giugno, l’intelligenza artificiale traina la domanda globale·Caldo record e alluvioni: l’emisfero nord nella morsa del clima estremo·Washington lancia la campagna per smantellare la Corte penale internazionale·Deschamps scarica la pressione: «La Spagna è favorita», ma i numeri raccontano un equilibrio assoluto·
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venerdì 10 luglio 2026

La nonna senza gambe e l’urna della madre: il nuovo horror non muore mai

Mentre 'Evil Dead Burn' porta in sala la brutalità di una saga infinita, il cinema dell’orrore indipendente e i franchise di ieri ridisegnano le regole dell’intrattenimento globale.

Una strada di campagna, il sangue che cola sull’asfalto, una sagoma che si trascina senza una gamba. Polly, la nonna posseduta di Evil Dead Burn, è sopravvissuta all’incendio della casa di famiglia amputandosi un arto, e ora chiede aiuto a un’automobilista di passaggio: «Grazie al cielo, mi aiuti? Mi ha rubato le gambe». Poi, con la voce roca del demone che la abita, aggiunge: «Ma le sue andranno benissimo». La scena, che compare a metà dei titoli di coda del sesto capitolo della saga creata da Sam Raimi, è un concentrato di tutto ciò che il franchise è diventato: grottesco, sadico, capace di trasformare un gesto di solidarietà in un agguato. Diretto dal francese Sébastien Vaniček, il film abbandona l’umorismo slapstick degli esordi per abbracciare un body horror estremo, in linea con la nuova trilogia reboot avviata nel 2013 da Fede Álvarez e proseguita con Evil Dead Rise.

Vaniček, scelto da Raimi dopo averlo visto all’opera nel suo esordio Vermines (Infested), porta nel cuore del Michigan una sensibilità che la critica francese ha definito una “French touch” dell’orrore: inquadrature rovesciate, una colonna sonora ansiogena firmata dal duo Double Danger, e una violenza che cita senza remore la tradizione d’oltralpe di film come Haute Tension e Martyrs. La trama ruota attorno ad Alice, vedova straniera malvista dalla famiglia del marito, costretta a difendersi dai Deadites risvegliati per errore dal cognato Joseph, che ha scovato tra le carte del nonno il Pugnale Kandariano e i segreti del Necronomicon. La connessione con i capitoli precedenti è tessuta con cura: la posseduta Jessica esce dal lago di Evil Dead Rise per dare il via alla mattanza, mentre i diari del nonno rivelano legami con il professor Knowby del film originale e un ritaglio di giornale sull’incendio del cabin del 2013. Secondo i dati di Rotten Tomatoes, con questo episodio l’intera serie – sei film – mantiene un punteggio di gradimento superiore al 60%, un primato che nessun altro franchise horror, da Halloween a Venerdì 13, è mai riuscito a eguagliare.

Il successo di Evil Dead Burn si inserisce in un’estate che ha visto il cinema dell’orrore dominare le classifiche globali. Obsession, prodotto con appena 750mila dollari, ha superato i 400 milioni di incasso in tutto il mondo, costringendo Universal Pictures a posticipare l’uscita in streaming per non frenare la corsa nelle sale. Backrooms, opera prima del ventenne Kane Parsons, è diventato il film indipendente più redditizio del 2026, con 357 milioni di dollari, e ora torna nei cinema messicani in versione estesa con sedici minuti inediti. In Italia e in Europa, queste pellicole hanno riempito le sale in un periodo tradizionalmente debole, confermando un pubblico disposto a pagare il biglietto per esperienze viscerali che i servizi on demand faticano a replicare. Le major, dal canto loro, affinano le strategie di distribuzione: Warner Bros., stando alle analisi degli addetti ai lavori americani, manterrà per Evil Dead Burn la finestra di cinque weekend prima del passaggio al PVOD, con l’approdo su HBO Max previsto per fine settembre, un modello ormai standard per massimizzare i ricavi senza cannibalizzare la sala.

Eppure, dietro i numeri e le strategie, ciò che resta impresso è la natura parassitaria di queste storie, che si nutrono di corpi e di memorie per generare sempre nuovi capitoli. La scena dopo i titoli di coda di Evil Dead Burn mostra un’urna funeraria con il nome di Ellie Bixler, la madre diventata Deadite in Rise, mentre una bambina fissa uno specchio in attesa del prossimo balzo demoniaco. È un’immagine che parla di un franchise incapace di finire, proprio come la nonna Polly che, senza una gamba, è già pronta a prendersene un’altra.

Divergenza — chi la racconta come
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Il film è un miscuglio: da un lato un successo al botteghino, dall'altro un'opera in declino che non eguaglia l'originale.

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