
Mondiali 2026: maxi-operazioni contro scommesse illegali, merci contraffatte e abusi online
Dalle scommesse clandestine sui Mondiali di calcio al materiale pedopornografico, le forze dell'ordine di Asia ed Europa hanno inferto colpi significativi a reti criminali transnazionali.
Cinquantasette persone sono state arrestate e 158 vittime protette nell’ambito del «Progetto Medusa», l’operazione coordinata da Europol contro le reti di abuso sessuale online che utilizzano sostanze incapacitanti. Secondo quanto comunicato dall’agenzia dell’Unione Europea, l’iniziativa – avviata nella primavera del 2026 sotto la guida di Germania e Regno Unito – ha permesso di identificare 156 tra vittime e sospetti nell’ultima fase operativa, svoltasi a Londra con investigatori di sette Paesi, tra cui Francia, Spagna e Paesi Bassi. Le indagini hanno rivelato l’esistenza di gruppi misogini su piattaforme cifrate, dove gli autori condividevano metodi per aggredire partner o conoscenti dopo averle narcotizzate, in un modello che gli analisti di Bruxelles accostano al caso francese di Mazan.
Parallelamente, le autorità di Malesia e Taiwan hanno smantellato due distinti circuiti di scommesse clandestine legate alla Coppa del Mondo FIFA 2026. A Kuala Lumpur, la polizia ha arrestato 32 cittadini cinesi – 29 uomini e 3 donne – che gestivano un centro operativo di betting online attraverso il sito 6288.com, sequestrando 28 computer e numerosi telefoni cellulari. A Tainan, nel sud di Taiwan, otto persone – cinque delle quali entrate con visto turistico da Hong Kong e Macao – sono state fermate per un giro di scommesse che, secondo le stime della polizia locale, avrebbe movimentato oltre 300 milioni di dollari statunitensi. In entrambi i casi, le reti avevano affittato spazi per la sola durata del torneo, segno di una logistica pensata per operazioni mordi e fuggi.
Sul fronte della contraffazione, il Ministero del Commercio Interno malese ha sequestrato in un magazzino di Kuala Lumpur migliaia di maglie da calcio false, importate dalla Cina a un costo di circa 1,30 euro e rivendute online a un prezzo fino a dieci volte superiore. Tre lavoratori locali sono stati arrestati e il valore complessivo della merce è stato stimato in circa 80.000 euro. L’operazione, condotta con la collaborazione dei titolari dei marchi, si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo che, secondo fonti governative di Kuala Lumpur, proseguirà per tutta la durata della manifestazione sportiva.
In un’azione distinta ma coeva, la polizia malese e la Commissione per le comunicazioni e il multimedia hanno reso noti i risultati di quattro operazioni condotte dal dicembre 2024 contro lo sfruttamento sessuale minorile online. Gli interventi, che hanno coinvolto anche Singapore, Thailandia, Brunei, Hong Kong, Corea del Sud e Giappone, hanno portato a 117 arresti in 162 località, con il sequestro di 272 dispositivi digitali e l’individuazione di oltre 1,47 milioni di file sospetti. Nell’ultima fase, più di 204.000 file di materiale pedopornografico sono stati isolati, e 101 persone sono già state incriminate. Le indagini, coordinate a livello regionale, restano aperte e potrebbero portare a ulteriori identificazioni.
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Le autorità malesi hanno condotto una serie di raid contro la criminalità transnazionale, arrestando 32 cittadini cinesi per scommesse illegali sui Mondiali e sequestrando maglie contraffatte per un valore di 375.000 ringgit. Parallelamente, dal 2024 sono state arrestate 117 persone in operazioni contro lo sfruttamento minorile online, evidenziando la natura transfrontaliera di questi reati e la necessità di un'azione coordinata.
Un'importante operazione guidata da Europol in tutta Europa ha portato all'arresto di 57 persone coinvolte in abusi sessuali online su minori, con 158 vittime protette. L'iniziativa, parte del Progetto Medusa, sottolinea la crescente minaccia dello sfruttamento digitale e la necessità di una collaborazione transfrontaliera tra le forze dell'ordine.
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