
Messi e Mbappé a sei gol, duello nella storia
L’argentino diventa il miglior marcatore di sempre ai Mondiali con 19 reti, il francese guida la corsa alla Scarpa d’Oro grazie agli assist.
Lionel Messi e Kylian Mbappé sono appaiati in vetta alla classifica cannonieri del Mondiale 2026 con sei reti ciascuno, ma il francese conduce la graduatoria della Scarpa d’Oro per aver servito due assist, mentre l’argentino è a quota zero. Il dato, che in Sudamerica viene letto come un’ulteriore prova dell’efficacia assoluta del capitano albiceleste, in Europa alimenta il dibattito su chi stia davvero dominando il torneo. Messi, a trentanove anni, ha firmato la sua prima tripletta iridata contro l’Algeria, una doppietta all’Austria e un gol alla Giordania, diventando con 19 centri il cannoniere più prolifico nella storia della Coppa del Mondo, davanti al tedesco Miroslav Klose (16). Mbappé, dal canto suo, ha risposto con tre doppiette consecutive a Senegal, Iraq e Svezia, portandosi a 18 gol in carriera in sole diciotto partite mondiali.
Dietro i numeri c’è una partita nella partita che la ricerca sportiva sta decifrando. Studi di biomeccanica condotti in Europa nell’ultimo decennio mostrano che Messi è il giocatore che percorre meno chilometri in campo – appena 8,1 ogni novanta minuti – ma compensa con una frequenza di scansione visiva fuori dal comune: nei secondi che precedono la ricezione del pallone, il suo capo ruota di continuo per mappare la posizione di compagni e avversari, consentendogli di scegliere la giocata prima ancora di toccare la sfera. È un’intelligenza spaziale che Johan Cruyff definiva «intuizione» e che oggi spiega come un atleta non più esplosivo possa restare il più pericoloso in area di rigore.
La sfida a distanza tra i due fuoriclasse si intreccia con la rincorsa al record assoluto. Messi ha superato Klose già nella fase a gironi, ma Mbappé, a quota 18, può scavalcarlo già nei prossimi turni. Intanto la classifica marcatori del torneo vede alle loro spalle Erling Haaland e Harry Kane a cinque gol, con Vinícius Júnior e Ousmane Dembélé a quattro. Analisti del calcio europeo osservano che l’abbondanza di reti è favorita anche da una certa penuria di coppie difensive di altissimo livello, un vuoto generazionale che rende questo Mondiale una passerella per i grandi attaccanti.
Il tabellone a eliminazione diretta offre ora scenari concreti. L’Argentina affronterà Capo Verde nei sedicesimi, un impegno che in ottica sudamericana appare propizio per allungare il bottino personale di Messi. La Francia, forte di un organico profondo, si affida a Mbappé per proseguire il cammino verso la finale del 19 luglio al MetLife Stadium. La Norvegia di Haaland, invece, incrocia il Brasile: una serata di grazia del centravanti del Manchester City potrebbe rimescolare le carte. Lo stesso Mbappé, dopo l’ultima doppietta, ha dichiarato di non pensare alla Scarpa d’Oro e di essere «sicuro che Leo segnerà ancora», spostando l’attenzione sull’obiettivo collettivo. La prossima giornata di gare dirà se il duello resterà in equilibrio o se uno dei due prenderà il largo, con la prospettiva che il record storico possa cambiare padrone prima della fine del torneo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Messi ha riscritto la storia dei Mondiali infrangendo il record di Klose con 19 gol. Una tripletta all'esordio ha sancito il suo nuovo status di massimo goleador della competizione.
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