
Lituania e Lettonia accusano Mosca: piani di attacco alle infrastrutture baltiche
I servizi di intelligence segnalano preparativi russi per sabotaggi e operazioni ibride contro reti energetiche e di trasporto, mentre il Cremlino parla di 'storie dell'orrore' per giustificare la militarizzazione Nato.
I presidenti di Lituania e Lettonia, Gitanas Nausėda ed Edgars Rinkēvičs, hanno dichiarato congiuntamente che i rapporti dei servizi di intelligence indicano una pianificazione russa di attacchi contro infrastrutture critiche negli Stati baltici o in Polonia. Secondo Vilnius, le operazioni in preparazione – definite «operazioni cinetiche limitate» – potrebbero colpire impianti energetici e di trasporto, inclusi i collegamenti con la rete elettrica europea, con l’obiettivo di perturbare il funzionamento dell’intero sistema. Rinkēvičs ha precisato che le informazioni, condivise anche da altri Paesi Nato, mostrano «tentativi di preparare atti di sabotaggio e attacchi ibridi», senza tuttavia indicare obiettivi o tempistiche precise.
Dal Cremlino, il portavoce Dmitrij Peskov ha respinto le accuse come «un nuovo lotto di storie dell’orrore», sostenendo che servano a «continuare il lavaggio del cervello e preparare la popolazione a una ulteriore militarizzazione». Secondo Mosca, la costruzione di un’immagine della Russia come nemico è funzionale a giustificare l’espansione delle infrastrutture militari Nato negli Stati baltici, in un momento in cui l’attenzione statunitense appare distratta dalla crisi in Medio Oriente. Peskov ha inoltre negato l’esistenza di messaggi speciali del presidente Putin per Volodymyr Zelensky tramite il presidente serbo Vučić.
Le dichiarazioni di Vilnius e Riga si inseriscono in una sequenza di allarmi lanciati nelle ultime settimane dal fianco orientale dell’Alleanza. Il primo ministro polacco Donald Tusk aveva già avvertito a fine giugno che «diversi tipi di escalation» sono attesi nei prossimi mesi, definendo la situazione «molto instabile». Fonti giornalistiche polacche avevano riferito di un’informativa dell’intelligence statunitense su possibili provocazioni russe, incluse incursioni di soldati presso le aree di confine e operazioni con droni. I Paesi baltici e la Polonia, tutti membri Ue e Nato, hanno rafforzato la protezione delle proprie infrastrutture strategiche e attribuiscono a Mosca una serie di incidenti recenti, tra cui incendi dolosi, cyberattacchi e sabotaggi ferroviari.
Per gli analisti di Bruxelles, l’intensificarsi delle accuse reciproche riflette una fase di crescente tensione sul confine orientale dell’Europa, in cui la guerra in Ucraina funge da catalizzatore per una ridefinizione delle posture difensive. Rinkēvičs ha esplicitamente collegato le possibili provocazioni russe al desiderio di «mettere alla prova indirettamente l’Articolo 5 e i meccanismi di risposta dell’Alleanza e dell’Unione Europea», anche in assenza di una vittoria totale russa in Ucraina. Al momento, non sono stati annunciati passi diplomatici o vertici straordinari, ma il rafforzamento della vigilanza sulle reti energetiche e di trasporto procede, mentre i governi baltici continuano a sollecitare una presenza militare alleata più robusta.
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Il Cremlino respinge le accuse come un pretesto, mentre i presidenti baltici denunciano piani russi.
Presentando entrambe le versioni senza gerarchia, il blocco evita di prendere posizione e lascia al lettore la valutazione.
Manca il dettaglio dei rapporti di intelligence e il contesto del sostegno occidentale all'Ucraina, che rafforzerebbero la credibilità delle accuse.
I presidenti baltici avvertono che la Russia sta pianificando attacchi su infrastrutture critiche, con la piena responsabilità di Mosca.
Citando fonti di intelligence e dichiarazioni ufficiali, il blocco costruisce una narrazione di minaccia imminente e attribuisce l'aggressione direttamente alla leadership russa.
Omette la smentita del Cremlino, presentando le accuse come fatti accertati.
I leader baltici e polacchi mettono in guardia da possibili provocazioni ibride russe, mentre la NATO monitora la situazione.
Utilizzando un linguaggio condizionale e riferendosi a valutazioni di intelligence, il blocco mantiene un tono misurato ma sottolinea la serietà della minaccia, invitando alla prudenza.
Manca l'attribuzione diretta della pianificazione al Cremlino e la smentita russa, presentando la minaccia come ipotetica.
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