
La stretta australiana sulle scommesse finisce in commissione: opposizioni unite chiedono regole più dure
Il disegno di legge del governo laburista, che limita la pubblicità del gioco d’azzardo, slitta per un’inchiesta parlamentare voluta da conservatori e Verdi, mentre in Brasile si moltiplicano le richieste di controlli.
La proposta di riforma del governo australiano per limitare la pubblicità del gioco d’azzardo, attesa da oltre mille giorni, è stata rinviata a una nuova inchiesta parlamentare per l’opposizione congiunta dei conservatori del Partito Liberale e dei Verdi. La mossa, decisa durante una riunione di partito a Canberra, avrà come conseguenza immediata lo slittamento dell’iter legislativo e un probabile rinvio dell’entrata in vigore delle norme, prevista per il gennaio 2027. Secondo fonti parlamentari, il governo laburista del premier Anthony Albanese non dispone dei voti necessari al Senato senza il sostegno di almeno una delle due forze, rendendo quasi certo un negoziato sugli emendamenti.
Le posizioni dei partiti riflettono una frattura sulla portata dell’intervento. Per gli esponenti dell’opposizione conservatrice, come il deputato Simon Kennedy – che ha raccontato di aver accompagnato un ex insegnante alle riunioni di Giocatori Anonimi – la legge rappresenta una «capitolazione» di fronte alle lobby del settore e resta molto al di sotto delle raccomandazioni del rapporto Murphy, che nel 2023 aveva chiesto un divieto totale della pubblicità e un’autorità nazionale di regolamentazione. I Verdi, attraverso la portavoce Sarah Hanson-Young, bollano il testo come una misura «timida» che non protegge le famiglie. Il governo, per voce della ministra delle Comunicazioni Anika Wells, difende il pacchetto definendolo «significativo» e mette in guardia dal rischio che ulteriori consultazioni parlamentari ritardino tutele già discusse per tre anni.
Il disegno di legge introduce un tetto di tre spot televisivi all’ora tra le sei del mattino e le otto e mezza di sera, il divieto di pubblicità durante gli eventi sportivi in diretta in quella fascia oraria, lo stop agli annunci radiofonici negli orari di accompagnamento a scuola, l’obbligo di un meccanismo di opt-out per la pubblicità online e il bando di testimonial famosi, delle insegne negli stadi e dei marchi sulle divise. Restano invece esclusi il divieto totale e l’istituzione di un regolatore nazionale, punti su cui si concentrerà l’inchiesta del Senato. Le associazioni di riduzione del danno criticano inoltre la consultazione-lampo di poche settimane che ha preceduto la stesura del testo, mentre l’ex leader conservatore Peter Dutton propone una soluzione più restrittiva: vietare le scommesse nell’ora prima e dopo lo sport in tv.
Il dibattito australiano si inserisce in un contesto globale di ripensamento della regolamentazione del gioco d’azzardo e delle piattaforme digitali. In Brasile, la deputata Erika Hilton ha chiesto di estendere i controlli sulla pubblicità delle scommesse a tutte le emittenti, dopo che l’autorità di vigilanza ha sospeso alcune campagne della CazéTV durante i Mondiali di calcio, e il ministro delle Finanze ha annunciato nuove restrizioni. Sul fronte opposto, l’autorità britannica per la concorrenza (CMA) ha proposto di allentare le regole sui pagamenti negli app store di Apple e Google per favorire la concorrenza, segnalando come gli interventi pubblici nell’economia digitale seguano traiettorie divergenti. In Australia, intanto, il governo prepara anche una riforma radicale del settore della revisione contabile dopo lo scandalo KPMG, a conferma di una stagione di attivismo regolatorio su più fronti. Il voto finale sulla legge delle scommesse è atteso non prima della conclusione dell’inchiesta, prevista dopo la pausa invernale del Parlamento.
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La proposta del governo laburista per limitare la pubblicità del gioco d'azzardo è stata accolta con scetticismo e rinviata a una nuova commissione d'inchiesta. L'opposizione, unita, accusa l'esecutivo di aver ceduto alle lobby del settore e chiede misure molto più severe per proteggere le famiglie.
In Brasile, la deputata Erika Hilton chiede un controllo più rigoroso sulla pubblicità delle scommesse su tutte le emittenti televisive. L'iniziativa segue le polemiche sugli annunci trasmessi durante le partite della Coppa del Mondo 2026, accusati di superare i limiti della legalità.
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