
Emirati smentiscono il trasferimento di fondi all'Iran: 'Notizie completamente false'
Nonostante le indiscrezioni di Reuters su un presunto accordo per liberare asset iraniani, Abu Dhabi definisce le notizie 'completamente false e infondate' e invita i media a fare affidamento su fonti ufficiali.
Con una nota diffusa nella tarda serata di venerdì, il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha respinto con forza le notizie di stampa internazionale che ipotizzavano un trasferimento di fondi verso l’Iran, in particolare la somma di tre miliardi di dollari. La dichiarazione, rilanciata dall’agenzia ufficiale WAM, definisce le accuse «completamente false e prive di fondamento» e precisa che «nessun fondo iraniano congelato è stato rilasciato, trasferito o agevolato attraverso gli Emirati».
L’intervento di Abu Dhabi segue un’inchiesta di Reuters, che citando fonti anonime aveva parlato di un accordo per lo sblocco di asset iraniani per un valore compreso tra i dieci e i venti miliardi di dollari. Secondo il rapporto, una prima tranche da tre miliardi sarebbe già stata consegnata a Teheran nel quadro di un’intesa politico-sicurativa più ampia. Notizie analoghe erano rimbalzate su diverse testate in lingua persiana e araba, alimentando speculazioni sulle relazioni tra le due sponde del Golfo.
La fermezza della smentita emiratina è parsa tanto più decisa alla luce del contesto: gli Emirati, hub finanziario globale, devono costantemente bilanciare le richieste di conformità alle sanzioni internazionali contro l’Iran con la necessità di mantenere aperti canali diplomatici ed economici con Teheran. Non a caso, il comunicato ministeriale richiama i media «all’accuratezza e all’uso esclusivo di fonti ufficiali», un monito che tradisce la preoccupazione per le ripercussioni di indiscrezioni non verificate sulla reputazione del Paese.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, tradizionale partner commerciale dell’Iran, la vicenda getta luce sulla complessa matassa dei capitali iraniani bloccati all’estero. Il meccanismo delle restrizioni finanziarie resta un nodo cruciale nei negoziati sul nucleare, e ogni notizia sui movimenti di fondi può influenzare gli equilibri diplomatici. Da Bruxelles, dove si segue con attenzione l’evolversi dei rapporti tra Paesi del Golfo e Iran, la smentita di Abu Dhabi viene letta come un segnale volto a rassicurare gli alleati occidentali e a ribadire la propria affidabilità come attore regionale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Gli Emirati Arabi Uniti hanno negato categoricamente le notizie di un trasferimento di fondi all'Iran, definendo le accuse infondate e non supportate da fatti. Hanno sottolineato che nessun bene iraniano congelato è stato sbloccato o trasferito attraverso il paese, invitando i media a verificare le informazioni presso fonti ufficiali.
Fonti anonime hanno riferito che gli EAU avrebbero acconsentito a sbloccare 10 miliardi di dollari di fondi iraniani, in coincidenza con le fasi finali dei negoziati per porre fine alla guerra. Gli EAU hanno poi categoricamente negato, definendo infondate le notizie, alimentando l'incertezza diplomatica nella regione del Golfo.
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