
La Russia rientra nel ranking mondiale del volley: la FIVB revoca le sanzioni
Dopo la decisione del CIO di sospendere le restrizioni, la federazione internazionale riapre le porte a squadre e atleti russi, scatenando reazioni opposte tra Kiev e le capitali europee.
Con un comunicato che ha il sapore di un verdetto sportivo atteso da oltre quattro anni, la Federazione Internazionale di Pallavolo (FIVB) ha annunciato il reintegro immediato di tutte le nazionali e dei club russi nelle competizioni ufficiali. Le selezioni maschili e femminili tornano nel ranking mondiale con gli stessi punti congelati nel marzo 2022, quando l’invasione dell’Ucraina aveva spinto il massimo organismo a escludere atleti e squadre. La Russia figura ora al terzo posto nella classifica maschile e al nono in quella femminile, pronta a riprendere il proprio posto nel circuito che porta ai Giochi di Los Angeles 2028.
La mossa della FIVB è la prima applicazione concreta, in uno sport di squadra di vertice, della svolta impressa dal Comitato Olimpico Internazionale il 7 luglio scorso. In quella data, il CIO ha temporaneamente revocato la sospensione del Comitato Olimpico Russo, in vigore dall’ottobre 2023, dopo aver verificato che l’organismo non include più consigli sportivi delle regioni ucraine occupate e ha confermato per iscritto che non vi opererà. La presidente Kirsty Coventry ha ribadito il principio che «gli atleti non devono rispondere delle azioni dei loro governi», ma ha anche precisato che l’uso di bandiera e inno sarà deciso «al momento opportuno» e che i test antidoping restano un requisito stringente: ogni atleta russo dovrà sottoporsi a controlli multipli gestiti dall’International Testing Agency prima di qualsiasi rientro.
La decisione ha immediatamente riaperto la frattura tra la visione olimpica e quella di altre federazioni. Mentre la pallavolo accelera, il calcio europeo frena. Secondo fonti vicine alla UEFA, riportate dalla stampa britannica, non esiste «alcuna prospettiva reale» di un ritorno della Russia nei tornei continentali. Le federazioni di Inghilterra, Germania e Francia restano fermamente contrarie, e il presidente Aleksander Čeferin, in cerca di rielezione nel 2027, difficilmente si opporrà ai suoi principali elettori. Anche la FIFA, pur annunciando una nuova valutazione, non ha ancora mosso passi concreti. In questo scacchiere, la pallavolo si ritaglia uno spazio di autonomia che potrebbe influenzare altri sport di squadra, ma che al momento resta isolato.
Da Kiev, la reazione è stata di dura condanna. Il ministero degli Esteri ucraino ha definito la scelta del CIO «un segnale preoccupante per l’intera comunità internazionale», ricordando che la guerra continua a mietere vittime civili ogni giorno. L’atleta di skeleton Vladyslav Heraskevych, squalificato per aver indossato un casco con le foto degli oltre 680 sportivi ucraini morti nel conflitto, ha parlato di «ipocrisia» e di un CIO che «tocca il fondo». La tensione si inserisce in un quadro più ampio: il CIO aveva già rimosso a maggio 2026 le restrizioni per la Bielorussia, e ora completa il percorso per la Russia, pur mantenendo il divieto di organizzare eventi sul territorio russo e l’esclusione dei funzionari governativi.
Per l’Italia e l’Europa pallavolistica, il ritorno della Russia ridisegna gli equilibri competitivi. Le nazionali azzurre, campioni del mondo in carica nel maschile e medaglia d’oro olimpica a Parigi 2024, dovranno confrontarsi con un avversario che storicamente ha dominato la scena. La CEV dovrà ora decidere sul reintegro dei club russi nelle coppe europee, un passaggio che il presidente della Federazione russa, Stanislav Ševčenko, ha definito in attesa del consiglio amministrativo. Intanto, il ranking sbloccato proietta la Russia direttamente nella corsa per i pass olimpici: a Los Angeles 2028 si qualificheranno i vincitori dei campionati continentali, le prime tre del Mondiale 2027 e le migliori tre del ranking mondiale. Un percorso che, dopo anni di assenza, torna a includere anche i colori russi.
| Stampa russa e CSI | +0.90 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.40 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
La Russia celebra il ritorno come una vittoria del buon senso e del diritto fondamentale allo sport, ringraziando la FIVB per aver seguito le raccomandazioni del CIO.
La Russia universalizza la decisione come applicazione di principi universali (diritto allo sport) e minimizza il contesto politico, presentando il ritorno come una normale procedura tecnica.
Le critiche ucraine e le preoccupazioni europee sulla sicurezza non vengono menzionate.
L'Ucraina condanna la decisione come un cedimento alla Russia aggressore, mentre il Brasile registra il fatto senza giudizio.
La critica ucraina personifica lo stato russo come aggressore e presenta la decisione come una minaccia alla sicurezza, mentre il Brasile adotta un tono distaccato e tecnico.
La prospettiva russa sulla legittimità del ritorno e il principio del diritto allo sport non vengono rappresentati.
L'Indonesia riporta la decisione come un fatto tecnico, citando le dichiarazioni ufficiali senza aggiungere interpretazioni.
Adotta un approccio di cronaca pura, evitando qualsiasi giudizio e limitandosi a registrare i fatti e le dichiarazioni ufficiali.
Non vengono menzionate le reazioni critiche di Ucraina o di paesi europei, né la celebrazione russa.
La Germania denuncia la decisione come una vittoria per il Cremlino e un pericolo per lo sport, mentre un report in russo la presenta come un normale aggiornamento.
La critica tedesca utilizza la gerarchia di minacce, collegando la decisione a un rafforzamento del regime russo e a un rischio per la sicurezza europea, mentre il report in russo adotta un tono tecnico e neutrale.
La celebrazione russa e la prospettiva del diritto allo sport non vengono incluse.
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