
Rimonta storica: il Congo si prende i sedicesimi e cancella 52 anni di attesa
Con una doppietta di Yoane Wissa, la RD Congo ribalta l’Uzbekistan 3-1 e conquista per la prima volta la fase a eliminazione diretta del Mondiale, dove troverà l’Inghilterra.
All’ultimo respiro del girone K, la Repubblica Democratica del Congo ha scardinato un’altra porta della sua storia. Battendo 3-1 l’Uzbekistan all’Atlanta Stadium — dopo essere andata sotto e dopo essersi vista annullare un gol — la squadra di Sébastien Desabre ha agguantato uno degli otto posti da miglior terza, conquistando il primo successo in una fase finale di Coppa del Mondo e il conseguente pass per i sedicesimi. Un traguardo che cancella l’umiliante 9-0 contro la Jugoslavia del 1974, ultima e finora unica apparizione dei Leopardi, quando correvano sotto il nome di Zaire.
La serata era cominciata in salita. I Lupi Bianchi di Fabio Cannavaro — già matematicamente eliminati ma determinati a lasciare un segno — erano passati al 10’ con un pallonetto di rara fattura del capitano Eldor Shomurodov, abile a beffare Mpasi da posizione defilata. Il Congo aveva creduto di pareggiare sette minuti più tardi con un sinistro di Nathanaël Mbuku, ma il VAR ha ravvisato un contatto del braccio sul viso del difensore Nasrullaev in costruzione. Fino all’intervallo, il possesso costante dei congolesi si è infranto su una difesa disciplinata e sul dispiacere per l’occasione sfumata.
La ripresa ha raccontato un altro film. Al 68’ Abdukodir Khusanov, pilastro del Manchester City, ha steso maldestramente Yoane Wissa in area: lo stesso attaccante del Newcastle — già a segno nel prestigioso pari contro il Portogallo — ha trasformato con freddezza, spiazzando Nematov. Dieci minuti dopo, una conclusione deviata di Meschack Elia ha innescato Fiston Mayele, che con un tocco felpato ha infilato il portiere uzbeco in uscita. Il sigillo l’ha messo ancora Wissa al 91’, con un destro a giro dal limite che si è spento nell’angolo lontano, scatenando la marea giallo-blu dei quasi 70.000 spettatori.
La vittoria condanna la Corea del Sud di Son Heung-min, che fino al fischio d’inizio sperava in un passo falso dei Leopardi per restare tra le migliori terze. Per il calcio africano è invece l’ennesimo acuto di un mondiale già prolifico: su dieci partecipanti, solo la Tunisia è eliminata, mentre le squadre del continente hanno raccolto risultati insperati — dal Capo Verde, altra sorpresa assoluta, fino alla stessa RD Congo, capace di strappare un punto a Cristiano Ronaldo e compagni. Mercoledì 1° luglio, sempre ad Atlanta, Desabre ritroverà l’Inghilterra di Tuchel: il palcoscenico è quello dove si misurano le favole, e i Leopardi non hanno nessuna intenzione di uscire di scena.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa del Sud-est asiatico si concentra sulle conseguenze dell'eliminazione della Corea del Sud dai Mondiali, evidenziando le dimissioni dell'allenatore Hong Myung-Bo. La narrazione sottolinea le scuse dell'allenatore e il peso della responsabilità, dipingendo il fallimento come una delusione nazionale. Il tono è fattuale ma velato di simpatia per la decisione dell'allenatore di dimettersi.
La stampa atlantica fornisce un aggiornamento neutrale sulle squadre qualificate alla fase a eliminazione diretta dei Mondiali, elencando le squadre avanzate. L'eliminazione della Corea del Sud è implicita dalla sua assenza dall'elenco, ma non viene offerto alcun dramma o analisi. La cornice è puramente informativa, concentrandosi sul risultato fattuale della fase a gironi.
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