
Belgio e Iran a reti bianche: il Gruppo G resta senza padrone
I Diavoli Rossi dominano ma non segnano, l’Iran resiste in dieci e con Beiranvand eroico: tutto rinviato all’ultima giornata.
Lo 0-0 del SoFi Stadium di Los Angeles è un verdetto che non accontenta nessuno e tiene in ostaggio il Gruppo G. Il Belgio, ancora una volta favorito e ancora una volta sterile, colleziona il secondo pareggio consecutivo dopo l’1-1 con l’Egitto; l’Iran, che aveva già strappato un 2-2 alla Nuova Zelanda, porta a casa un punto sudato, costruito con una difesa a oltranza e con i guanti di Alireza Beiranvand, autore di sette interventi decisivi. La cronaca dice che i Diavoli Rossi hanno tenuto il pallone per oltre due terzi della partita, hanno tirato ventidue volte verso la porta avversaria, ma sono rimasti a secco per la seconda gara di fila – l’unica rete belga in questo Mondiale resta l’autogol egiziano della prima giornata.
La partita si accende subito, con Romelu Lukaku che dopo tre minuti entra con i tacchetti sul portiere iraniano e rimedia un giallo che ne condiziona la partita. L’Iran, schierato con la difesa a cinque e con l’età media più alta di sempre in una fase finale (32,52 anni), sceglie di soffrire e ripartire. Al 25’ Mehdi Taremi illude i tifosi persiani, numerosissimi a Los Angeles: su punizione elaborata, Ehsan Hajsafi lo serve rasoterra, lui controlla e gira di sinistro battendo Courtois. L’arbitro argentino Darío Herrera, dopo revisione VAR, annulla per un fuorigioco millimetrico. Il Belgio spinge con De Bruyne, Tielemans e De Cuyper, ma Beiranvand si oppone a tutto, compreso un miracolo a terra su De Cuyper al 59’. La svolta arriva al 66’: Nathan Ngoy sbaglia un retropassaggio, Taremi gli ruba palla e si lancia verso Courtois; il difensore lo atterra e viene espulso. In superiorità numerica, l’Iran non affonda, mentre il Belgio in dieci crea ancora le occasioni più nitide, ma Lukebakio colpisce la traversa e Beiranvand dice no fino alla fine.
Secondo gli osservatori europei, il Belgio paga la fine di un ciclo: la generazione d’oro è al crepuscolo, De Bruyne appare isolato, Lukaku fuori ritmo, e l’assenza per malattia di Jérémy Doku toglie imprevedibilità. Nell’ottica iraniana, invece, il punto ha il sapore dell’impresa, ottenuta nonostante le restrizioni di viaggio imposte dagli Stati Uniti, che costringono la squadra a rientrare in Messico subito dopo le partite e ad arrivare in California solo sedici ore prima del fischio d’inizio. Sugli spalti, la numerosa diaspora persiana ha fischiato l’inno nazionale – gesto rivolto al regime, non ai giocatori, poi acclamati per tutta la gara – in un clima che ha reso il SoFi Stadium un’enclave emotiva.
Con due punti a testa, Iran e Belgio guidano il girone solo per differenza reti, mentre Nuova Zelanda ed Egitto, che si affrontano a Vancouver, possono ancora ribaltare la classifica. Tutto si deciderà sabato 27 giugno nella terza giornata: il Belgio se la vedrà con la Nuova Zelanda, l’Iran con l’Egitto. Servirà vincere, perché il margine di errore è esaurito e il Gruppo G è un labirinto in cui ogni combinazione resta aperta.
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Il Belgio inciampa di nuovo: la squadra dei campioni non riesce a scalfire il muro difensivo iraniano e precipita nel dramma sportivo. Dominio sterile e un rosso a Ngoy lasciano i Diavoli Rossi con la corda al collo, costretti a vincere nell’ultimo turno per sopravvivere. L’Iran, grazie alle prodezze di Beiranvand, accarezza il sogno storico degli ottavi.
Il Belgio fatica ancora al Mondiale e resta a secco di vittorie dopo lo 0-0 con un Iran stoico. I Diavoli Rossi hanno dominato il possesso e creato occasioni, ma sono stati frustrati dalle parate di Beiranvand e da un rosso a Ngoy. Ora servono punti nell’ultima partita, mentre l’Iran rimane in corsa per il passaggio del turno.
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