
Apple tra rincari delle memorie e rinascita del design: la doppia sfida dell’era Ternus
L’aumento dei costi delle memorie DRAM e NAND fa lievitare i prezzi di smartphone e laptop, mentre il futuro CEO John Ternus dovrà rilanciare il design Apple per distinguersi in un mercato sotto pressione.
Un’ondata di rincari sta attraversando il mercato globale dell’elettronica di consumo, innescata dall’impennata dei prezzi delle memorie. Nell’ultimo trimestre il costo delle DRAM è cresciuto di circa il 30 per cento e quello delle NAND del 25 per cento, spinto dalla domanda esplosiva dei data center per l’intelligenza artificiale. L’impatto è già misurabile: in Europa e Nord America i prezzi dei laptop sono saliti tra il 5 e il 10 per cento in un mese, con rincari fino a 120 dollari sui modelli più equipaggiati; le console per videogiochi rischiano aumenti del 10-15 per cento perché la memoria GDDR è contesa dagli stessi attori dell’AI. Secondo il CEO di Nothing, Carl Pei, la memoria è ormai la componente hardware più costosa in uno smartphone, superando processore e display e arrivando a rappresentare oltre la metà del costo dei componenti.
La pressione sui costi sta già ridisegnando le strategie dei produttori. Negli Stati Uniti, Tim Cook ha avvertito che un aumento dei prezzi dei prodotti Apple è «inevitabile», citando l’ascesa dei costi dei chip; il Mac Mini entry-level ha già subito un ritocco il mese scorso. Sul versante opposto, il sub-brand CMF del gruppo Nothing ha annunciato che non lancerà alcun nuovo smartphone nel 2025: con gli attuali prezzi delle memorie, ha spiegato il co-fondatore Akis Evangelidis, è impossibile offrire un vero salto tecnologico a un prezzo accessibile. La forbice tra premium e budget si allarga, e la memoria diventa un discrimine industriale.
In questo scenario, Apple si prepara a un passaggio di consegne che potrebbe ridefinirne l’identità. Secondo le analisi di Mark Gurman (Bloomberg), il design Apple ha perso parte della coerenza che lo aveva reso iconico sotto Jony Ive: le linee di prodotto sono meno riconoscibili e le interfacce software sacrificano chiarezza. Il futuro CEO John Ternus, che assumerà l’incarico il 1° settembre 2026, proviene dall’ingegneria hardware e ha già lavorato a stretto contatto con il team di design industriale. Gurman riferisce che Ternus intende riportare il design al centro delle decisioni strategiche, ricostruendo un gruppo capace di influenzare la direzione dei prodotti. Le prime avvisaglie sono attese con il MacBook Neo e con l’«iPhone 20» del 2027, che promette uno schermo senza pulsanti, riconoscimento facciale sotto il display e bordi curvi.
La scommessa sul design arriva mentre i costi rischiano di appiattire le differenze tra i dispositivi. La capacità produttiva di memorie resterà limitata ancora per 12-18 mesi, il tempo necessario perché i nuovi impianti entrino a regime. Il prossimo appuntamento da osservare è l’insediamento di Ternus, mentre il mercato consumer dovrà convivere con listini in tensione almeno fino al 2027, quando la promessa di una nuova estetica Apple potrebbe coincidere con un allentamento della morsa sui componenti.
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Il vertice di Apple avverte che l'impennata dei costi delle memorie renderà inevitabile un aumento dei prezzi di iPhone e altri dispositivi. L'azienda sta cercando di attutire il colpo, ma la situazione è ormai fuori controllo. I consumatori devono prepararsi a rincari, anche se non sono stati ancora comunicati tempi e modelli coinvolti.
I mercati digitali globali sono scossi da una crisi dei chip che ha fatto lievitare i prezzi delle memorie tra il 20 e il 40 per cento. Laptop, console da gioco, smartphone e dispositivi di archiviazione subiscono tutti rincari violenti. Quella che era solo un'allerta sui giornali economici è ormai una preoccupazione concreta per i consumatori di tutto il mondo.
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