
Tokyo quintuplica i visti turistici: prima stretta dal 1978
Il Giappone alza le tariffe d’ingresso per allinearle al G7, mentre Venezia propone un rincaro del 900% per i visitatori giornalieri.
Il governo giapponese ha annunciato un aumento del 500% delle tariffe per i visti d’ingresso, il primo ritocco dal 1978. A partire dal 1° luglio 2026, il visto a ingresso singolo passerà da 3.000 a 15.000 yen (circa 90 euro), quello a ingressi multipli da 6.000 a 30.000 yen. La decisione, comunicata dal ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi, è stata motivata con la necessità di «riflettere l’inflazione e le fluttuazioni dei tassi di cambio» e di allineare le tariffe a quelle delle altre economie del G7. Contemporaneamente, la Camera alta della Dieta ha approvato un disegno di legge che innalza i costi per i permessi di soggiorno: il rinnovo o il cambio di status potrà arrivare a 100.000 yen, mentre la richiesta di residenza permanente toccherà un massimo di 300.000 yen, trenta volte il tetto attuale.
Secondo fonti governative a Tokyo, l’impatto immediato sul turismo inbound sarà contenuto, perché i cittadini di oltre sessanta Paesi – tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Corea del Sud, Stati membri dell’Unione Europea e Regno Unito – beneficiano dell’esenzione dal visto per soggiorni fino a novanta giorni. Restano invece esposti al rincaro i viaggiatori provenienti da Cina, Russia, gran parte del Medio Oriente e dell’Africa, nonché quanti entrano per motivi di lavoro, studio o ricongiungimento familiare. La Federazione degli ordini forensi giapponesi ha definito «radicale» l’entità degli aumenti, avvertendo che il maggior onere finanziario, deciso senza consultare i residenti stranieri, avrà «un impatto grave sui loro mezzi di sussistenza» e ricadrà su imprese e amministrazioni locali.
La stretta si inserisce in un quadro di revisione complessiva delle politiche migratorie e turistiche dell’arcipelago. Il governo conservatore della premier Sanae Takaichi sta esplorando misure più restrittive, sullo sfondo di un’impennata dei flussi turistici – 42,7 milioni di arrivi internazionali nel 2025, record storico – e di un crescente consenso per la destra radicale di Sanseito, che cavalca il malcontento verso l’overtourism e la presenza straniera. Dal 1° luglio triplicherà anche la tassa di uscita inserita nei biglietti aerei internazionali, destinata a finanziare infrastrutture aeroportuali e la manutenzione di siti storici. Per gli analisti di Bruxelles, il Giappone segue una traiettoria comune a molte destinazioni mature: non si tratta solo di coprire costi amministrativi, ma di usare la leva tariffaria per modulare i flussi e catturare risorse da un turismo che, con lo yen ai minimi da quarant’anni, percepisce i rincari come relativamente contenuti.
Il fenomeno non è isolato. A Venezia, il nuovo sindaco Simone Venturini ha proposto di portare il contributo d’accesso per i visitatori giornalieri da 5 a 50 euro nei giorni di picco, con l’obiettivo dichiarato di creare «un deterrente più forte durante i periodi di massima pressione turistica». La misura, che dovrà passare al vaglio del parlamento italiano, si applicherebbe una volta raggiunte determinate soglie di prenotazione. Per i viaggiatori italiani, l’esenzione dal visto per il Giappone resta confermata, ma il segnale che arriva da Tokyo e da Venezia indica una fase in cui le democrazie avanzate, dall’Asia all’Europa, stanno ridisegnando il costo dell’accesso al proprio territorio. L’entrata in vigore dei nuovi visti giapponesi è fissata al 1° luglio; le tariffe per i permessi di soggiorno saranno ritoccate entro la fine dell’anno fiscale, il 31 marzo 2027.
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Il Giappone ha quintuplicato le tasse sui visti per la prima volta dal 1978, adducendo inflazione e yen debole, mentre i turisti esenti da visto non sono toccati. Nel frattempo, il nuovo sindaco di Venezia propone di aumentare il ticket d'ingresso per i visitatori giornalieri da 5 a 50 euro come deterrente contro il sovraffollamento stagionale. Entrambe le misure sono presentate come aggiustamenti pragmatici dei costi, senza allarme per impatti immediati sul turismo.
Il Giappone ha annunciato bruscamente un aumento di cinque volte delle tariffe per i visti, il primo in quasi 50 anni, con le nuove tariffe in vigore quasi immediatamente. L'aumento improvviso colpirà i cittadini stranieri che necessitano di visto, mentre il governo cita inflazione e tassi di cambio. La notizia è riportata con un senso di urgenza, sottolineando il breve preavviso e la portata del cambiamento.
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