
La sterlina ai minimi dopo l’addio di Starmer: il Regno Unito verso il settimo premier in dieci anni
L’annuncio delle dimissioni del premier laburista alimenta l’incertezza fiscale, con la sterlina vicina ai minimi del 2026 e i rendimenti dei gilt ai massimi dalla crisi del 2008.
La sterlina è scivolata fino a 1,319 dollari, sui minimi da tre mesi, dopo che il primo ministro Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader laburista e capo del governo, aprendo la strada a una successione che dovrebbe concludersi entro settembre. I rendimenti dei titoli di Stato decennali britannici, i gilt, sono rimasti ancorati intorno al 4,85%, non lontani dai massimi toccati dopo la crisi finanziaria del 2008. Il Regno Unito sopporta già i costi di finanziamento più elevati del G7, appesantiti da un debito pubblico vicino al 94% del Pil, un deficit di bilancio attorno al 5% e anni di crescita anemica.
La pressione sulla valuta e sui bond riflette un disagio fiscale di lungo corso, che le dimissioni di Starmer – il settimo premier in un decennio – riportano in primo piano. Secondo gli analisti della City, il favorito Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, è percepito come più a sinistra del premier uscente, ma ha già dichiarato di voler rispettare le regole fiscali fissate dal ministro delle Finanze Rachel Reeves. Per gli operatori londinesi, una successione rapida e senza competizione accesa potrebbe offrire un sollievo temporaneo a sterlina e gilt; una contesa prolungata, al contrario, rischierebbe di trascinare i candidati in impegni di spesa difficili da finanziare, aggravando la volatilità.
Dalla prospettiva degli investitori internazionali, il nodo è la sostenibilità del debito britannico in un contesto di spesa sociale crescente e gettito fiscale già al limite. Gli economisti di Tokyo osservano che non è chiaro dove Burnham troverebbe le risorse per eventuali nuove uscite, mentre i gestori patrimoniali svizzeri sottolineano che il Regno Unito vive al di sopra delle proprie possibilità e dipende in misura crescente dalla disponibilità dei finanziatori esteri, che oggi detengono quasi un terzo dei gilt in circolazione. La pazienza di quegli «estranei gentili», già messa alla prova durante la crisi del governo Truss nel 2022, resta un fattore di rischio strutturale. Anche per l’Italia e l’Europa, la debolezza della sterlina – il cambio con l’euro viaggia attorno a 1,15 – si inserisce in un quadro di instabilità politica britannica che, dopo la Brexit, continua a generare un premio di rischio sulle attività denominate in pound.
Le candidature alla leadership laburista si apriranno il 9 luglio e si chiuderanno il 16 luglio. Il nuovo premier entrerà in carica prima della ripresa dei lavori parlamentari di settembre. I mercati terranno d’occhio non solo l’esito della selezione, ma anche i primi segnali sulla squadra economica e sulla credibilità degli impegni fiscali del successore di Starmer.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 2 lingue
La sterlina è scivolata e i costi di finanziamento britannici sono aumentati dopo le dimissioni del premier Starmer, lasciando gli investitori senza chiarezza sui piani economici del prossimo leader. Con Andy Burnham in netto vantaggio, i mercati guardano all'affidabilità fiscale in un contesto di debito già elevato e crescita anemica.
Le dimissioni di Starmer gettano il Regno Unito in un'ennesima fase di incertezza politica, con la sterlina ai minimi dell'anno. Il Paese si avvia ad avere il settimo primo ministro in dieci anni, riportando in vita quel caos che la vittoria schiacciante laburista avrebbe dovuto archiviare.
Articoli correlati
Sparatoria a Montreal: tre morti nel quartiere ebraico, ucciso anche l’aggressore
12 lingue · 35 testate
Crimini & DisastriDue bambini morti in auto in Francia, l’Europa soffoca per il caldo record
8 lingue · 36 testate
SportMessi riscrive la storia: 18 gol mondiali, Argentina agli ottavi
6 lingue · 42 testate