
Joey Chestnut vince ancora: 66 hot dog per il 18° titolo a Coney Island
Sotto un caldo torrido, il 'Jaws' americano domina la gara del Nathan's Famous, mentre Miki Sudo trionfa per la 12° volta tra le donne.
Joey Chestnut ha divorato 66 hot dog in dieci minuti, aggiudicandosi per la diciottesima volta la Mustard Belt, il cinturone giallo che incorona il vincitore della tradizionale gara di Coney Island. Sotto un sole che faceva percepire temperature vicine ai 38 gradi (100 Fahrenheit), il quarantaduenne originario dell'Indiana ha staccato nettamente il rivale più accreditato, Patrick Bertoletti, fermo a 51. «Mangiare qui il 4 luglio è un sogno; è elettrico. Non c'è posto migliore sulla Terra», ha dichiarato dopo la gara, ammettendo però che il caldo gli ha impedito di avvicinare il proprio record di 76 panini, stabilito nel 2021.
L'assenza del 2024, dovuta a un accordo con un'azienda concorrente di Nathan's, non ha intaccato il dominio di Chestnut, che dal 2007 ha perso una sola edizione, nel 2015, e ora conta diciotto titoli. Il suo ritorno nel 2025 era stato celebrato con 70,5 hot dog, e la vittoria di sabato conferma un'egemonia che non ha eguali nello sport del competitive eating. La gara, quest'anno parte delle celebrazioni per il 250° anniversario dell'indipendenza americana, ha attirato migliaia di spettatori nonostante l'afa.
Tra le donne, la vittoria è andata a Miki Sudo, che con 38,75 hot dog ha conquistato la sua dodicesima cintura rosa, migliorando il risultato dell'anno precedente e avvicinando il record personale di 51. La Sudo, dominatrice incontrastata della categoria dal 2014, ha preceduto Michelle Lesco (22) e Domenica Dee. Entrambi i campioni hanno ricevuto un premio di diecimila dollari.
La partecipazione di Chestnut era stata messa in dubbio da una condanna per percosse minori, dopo che ad aprile si era dichiarato colpevole di aver schiaffeggiato un uomo in un bar dell'Indiana. Attualmente in libertà vigilata, gli è stato concesso di viaggiare per l'evento. La Major League Eating ha precisato che la vicenda giudiziaria non ha influito sull'idoneità dell'atleta.
Ora sotto la nuova proprietà del colosso Smithfield Foods, il Nathan's Famous contest resta un appuntamento fisso del patriottismo popolare a stelle e strisce, capace di unire performance sportiva e folklore in una competizione che non conosce crisi.
| Stampa europea continentale | −0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
L'ironia smonta la retorica del campione: Chestnut è solo un mangiatore competitivo, non un eroe.
Utilizza le virgolette e i punti interrogativi per mettere in dubbio la serietà della competizione, suggerendo che il titolo di 'campione' è esagerato.
Omette la dimensione patriottica e di festa nazionale che rende l'evento così popolare negli Stati Uniti, preferendo un'interpretazione riduttiva.
Joey Chestnut is the undisputed GOAT, and his 18th victory proves his unmatched dominance in a beloved American tradition.
Relies on superlatives and historical comparisons to build a narrative of legendary status, while downplaying any negative aspects like his legal issues.
Omits the economic burden on Americans and any skepticism about the legitimacy of competitive eating as a sport.
The hot dog contest is a fun event, but one cannot ignore the ever-increasing cost for Americans to celebrate the holiday.
Juxtaposes the festive coverage of the event with concrete economic data, creating a contrast that invites critical reflection.
Omits the purely festive coverage and carefree entertainment that would be the focus of the Atlantic and European blocs.
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