
Telegram riappare in India dopo il blocco governativo, ma restano ombre e disservizi
L'app di messaggistica torna su Google Play allo scadere del divieto temporaneo legato alla fuga di quiz per l'esame medico NEET, mentre permangono difficoltà di accesso per alcuni operatori e si allarga il dibattito globale sulla regolamentazione delle piattaforme cifrate.
Allo scadere della mezzanotte del 22 giugno, Telegram è ricomparso sul Google Play Store indiano, ponendo fine a una settimana di blocco governativo che aveva impedito nuovi download e, per molti utenti, l'accesso al servizio. Il ripristino sull'App Store di Apple ha richiesto più tempo, e nella giornata di martedì 23 giugno diversi abbonati alle reti Jio e Airtel segnalavano ancora problemi di connessione o login, risolvibili solo tramite VPN. La sospensione era stata ordinata dal Ministero dell'Informatica indiano per contrastare la circolazione di domande d'esame contraffatte e schemi fraudolenti legati al National Eligibility Entrance Test (NEET-UG), la porta d'accesso alle facoltà di medicina contesa da oltre due milioni di candidati. La ripetizione della prova, svoltasi il 21 giugno sotto misure di sicurezza senza precedenti – compreso il trasporto dei questionari con aerei militari – non ha registrato nuove fughe di notizie.
Il provvedimento indiano ha colpito Telegram in modo mirato: le autorità hanno sostenuto che le caratteristiche tecniche della piattaforma – canali pubblici con identità anonime, chat cifrate e la possibilità di far ricomparire canali banditi – rendevano estremamente difficile interrompere la diffusione illecita. Prima del blocco, i rappresentanti del governo avevano incontrato i vertici di Telegram il 3 giugno, segnalando le preoccupazioni; la società ha affermato di aver rimosso oltre novecento link a contenuti illegali. Il fondatore Pavel Durov ha criticato la misura come punitiva per centocinquanta milioni di utenti indiani e inefficace, sostenendo che i responsabili si sono semplicemente spostati su altre app. La Corte Suprema di Delhi ha tuttavia respinto il ricorso di Telegram, giudicando legittima l'azione governativa a tutela dell'integrità di un esame nazionale. Un incidente parallelo di instradamento BGP, causato da una configurazione errata degli ex asset di Reliance Communications, ha brevemente esteso il blocco a livello globale, scatenando accuse di sabotaggio poi rientrate.
La vicenda indiana si inserisce in una tendenza internazionale di attrito tra Stati e piattaforme cifrate. In Russia, contro Durov è stata aperta nel febbraio 2026 un'indagine penale per «favoreggiamento del terrorismo», mentre le autorità promuovono l'app nazionale MAX, priva di crittografia end-to-end e aperta alla condivisione di dati con le forze di sicurezza. L'Iran blocca Telegram dal 2018 per motivi di sicurezza nazionale, e in Europa il Digital Services Act impone obblighi crescenti di moderazione, con la Spagna che nel 2024 ha disposto un fermo temporaneo per violazioni del diritto d'autore. In India, il blocco ha generato un'impennata di download di VPN – quasi un milione in un giorno – e ha riacceso il dibattito sul confine tra responsabilità delle piattaforme e libertà di comunicazione, in un Paese dove Telegram rappresentava nel 2022 quasi un terzo dei download globali.
Il divieto di utilizzare la funzione di modifica dei messaggi su Telegram resta in vigore fino al 30 giugno, mentre le indagini sulle fughe di esami continuano. Il caso indiano fornisce un precedente giuridico rilevante per le democrazie che cercano di bilanciare la sicurezza di processi selettivi nazionali con la tutela della privacy digitale, e sarà osservato con attenzione dai regolatori europei impegnati nell'applicazione del DSA.
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La cancellazione dei risultati degli esami di ammissione a medicina dopo una fuga di notizie ha scatenato proteste di massa e accuse di collasso del sistema educativo indiano. Almeno sei studenti si sono tolti la vita dopo aver saputo che i loro risultati non sarebbero più stati validi. Lo scandalo ha messo a nudo profonde falle nel processo d'esame e ha suscitato un'ondata di indignazione nazionale.
Le autorità indiane hanno limitato temporaneamente Telegram per una settimana dopo la fuga online dei materiali d'esame per le università mediche. I funzionari hanno spiegato che l'architettura del messenger impediva un intervento rapido contro i canali che vendevano falsi questionari. L'app è ora tornata sul negozio di Google, ma l'incidente ha evidenziato la vulnerabilità della piattaforma ad abusi.
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