
Hong Kong seconda al mondo per competitività, Brasile crolla al 65° posto
Il ranking IMD 2026 premia l’efficienza governativa e l’istruzione, mentre l’America Latina paga il costo del capitale e i deficit fiscali.
La classifica mondiale della competitività 2026, pubblicata dall’International Institute for Management Development (IMD) di Losanna, ridisegna la mappa della capacità di attrarre investimenti: Hong Kong sale al secondo posto globale, il Brasile sprofonda al 65° su 70 economie, la Colombia arretra al 59° e il Kuwait guadagna cinque posizioni fino al 31°. Il verdetto, basato su trecento indicatori, arriva in un momento di crescita economica brasiliana e di bassa disoccupazione, segnalando che la congiuntura favorevole non basta a colmare divari strutturali.
Il ranking misura quattro pilastri — performance economica, efficienza governativa, efficienza delle imprese e infrastrutture — e assegna a Hong Kong il secondo posto per efficienza del governo e il terzo per efficienza imprenditoriale, con primati in politica fiscale, legislazione commerciale e istruzione. Secondo gli analisti asiatici, il risultato consolida il ruolo della città come «hub di valore» che unisce prevedibilità istituzionale e connessione con la Cina continentale. Sul versante opposto, gli economisti brasiliani attribuiscono il crollo a un costo del capitale che strangola gli investimenti produttivi: il servizio del debito pubblico assorbe circa il 46% del bilancio federale, mentre solo lo 0,3% va a scienza e tecnologia. La Selic, salita in diciotto mesi dal 2% al 13,5%, ha innescato un circolo vizioso in cui le imprese, indebitatesi a tassi bassi durante la pandemia, ora faticano a ripagare i prestiti e a investire.
Anche la Colombia sconta un arretramento su tutti i fronti, con un deficit fiscale elevato e un’efficienza governativa scivolata al 68° posto. Gli osservatori latinoamericani indicano la necessità di norme meno restrittive, una politica agraria che generi valore aggiunto e un’integrazione commerciale più profonda con i mercati asiatici e nordamericani. Il Kuwait, invece, deve il suo avanzamento al miglioramento della performance economica e dell’efficienza del business, in un contesto regionale dove la diversificazione post-petrolio diventa sempre più urgente.
Per l’Europa, la presenza di Svizzera, Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi e Svezia nella top ten conferma la tenuta di modelli fondati su istruzione di qualità e innovazione, ma la scalata di Singapore, Taiwan ed Emirati Arabi Uniti mostra che il baricentro competitivo si sta spostando. Il prossimo banco di prova sarà la capacità dei governi di tradurre le diagnosi in riforme: Hong Kong sta già formulando il suo primo Piano quinquennale per allinearsi al Piano nazionale cinese, mentre in Brasile e Colombia la prossima legge di bilancio dirà se le raccomandazioni del rapporto troveranno ascolto. La rilevazione del 2027 misurerà l’efficacia di queste scelte.
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Le principali economie latinoamericane arretrano nella classifica IMD 2026: Brasile, Colombia e Messico perdono posizioni, scivolando verso il fondo. Costi elevati del capitale, lacune educative e inefficienza governativa sono indicati come cause strutturali di una perdita di competitività che allontana investimenti e frena l'occupazione.
Hong Kong consolida la sua ascesa nella classifica IMD 2026, raggiungendo il secondo posto globale, il miglior piazzamento dal 2019. Il successo è attribuito a solide performance economiche, efficienza imprenditoriale e al riconoscimento internazionale delle sue università, che rafforzano la vocazione di hub formativo e competitivo.
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