
BYD accelera sulla ricarica ultrarapida: 6.682 stazioni in Cina e il debutto in Germania
Con 6.682 stazioni già attive in Cina e le prime inaugurazioni a Berlino e Londra, BYD accelera la sfida infrastrutturale globale, mentre Tesla e altri operatori rispondono in America Latina.
A metà giugno 2026, BYD ha raggiunto quota 6.682 stazioni di ricarica ultrarapida in 321 città cinesi, capaci di erogare 1.500 kW in corrente continua e di portare una batteria dal 10 al 97% in nove minuti. L’infrastruttura, avviata solo il 5 marzo scorso, è parte del programma “Flash Charging China” che punta a 20.000 stazioni entro fine anno; al momento la copertura è al 33,4%, con 13.318 unità ancora da installare nel secondo semestre. Parallelamente, il costruttore di Shenzhen ha inaugurato la prima stazione da 1.500 kW in Germania e una analoga nel Regno Unito, gettando le basi per una rete di 3.000 punti in Europa.
La tecnologia si appoggia alla Blade Battery di seconda generazione ed è già compatibile con una dozzina di modelli, tra cui Denza N9, Yangwang U7 e BYD Seal 07. Secondo stime elaborate da analisti di Pechino, i veicoli con ricarica ultraveloce potrebbero rappresentare circa il 30% delle vendite annuali del gruppo, con volumi mensili tra 20.000 e 30.000 unità. L’espansione europea si inserisce in una strategia più ampia: BYD intende produrre localmente tutti i veicoli venduti nel continente entro il 2028 e, secondo analisti finanziari internazionali, sta valutando un ingresso in Formula 1 come sponsor – opzione a minor rischio rispetto alla creazione di un team – per accrescere la notorietà del marchio al di fuori della Cina, su una piattaforma che già conta costruttori come Ferrari e Mercedes.
Sul fronte latinoamericano, Tesla ha risposto con l’installazione di 12 supercharger da 325 kW in Colombia, che riducono il tempo di ricarica completa a 35 minuti, e con un accordo siglato con YPF in Argentina per realizzare corridoi elettrici lungo le stazioni di servizio della compagnia statale, a partire dai collegamenti tra Buenos Aires e Mendoza. In Messico, l’operatore Vemo ha inaugurato due elettrolineras ad alta capacità con 37 caricatori rapidi, parte di un investimento di 825 milioni di pesos che prevede ulteriori stazioni e un’officina specializzata. In Indonesia, il passaggio all’elettrico sta ridisegnando la rete commerciale: diversi concessionari di marchi giapponesi hanno chiuso per passare a brand cinesi, un fenomeno che BYD interpreta come una tappa inevitabile della transizione.
Il prossimo banco di prova sarà la seconda metà del 2026, quando BYD dovrà più che raddoppiare la propria rete cinese per centrare l’obiettivo dichiarato. In Europa, gli analisti di Bruxelles osserveranno con attenzione l’eventuale accelerazione delle aperture, in un contesto in cui la Commissione europea monitora l’impatto dei veicoli elettrici cinesi sul mercato interno. In America Latina, la definizione dei corridoi YPF-Tesla e il completamento delle stazioni Vemo offriranno un termometro della domanda di ricarica veloce in mercati emergenti. La partita infrastrutturale, più ancora dei modelli in listino, determinerà la velocità della transizione nei diversi continenti.
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La costruzione di oltre 6.600 stazioni di ricarica ultraveloce da parte di BYD segna un passo decisivo nella strategia nazionale per l'elettrificazione. Questa infrastruttura, capace di ricaricare un veicolo in pochi minuti, dimostra la maturità tecnologica e la visione a lungo termine dell'industria cinese, consolidando la leadership globale nella mobilità elettrica.
L'espansione aggressiva della rete di ricarica BYD solleva interrogativi sulla dipendenza strategica dalle tecnologie cinesi. Mentre Pechino accelera verso il dominio dell'infrastruttura elettrica globale, gli alleati occidentali restano indietro, esponendo le proprie catene di approvvigionamento e i dati degli utenti a rischi sistemici.
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