
Ginevra, l’intelligenza artificiale al servizio del bene comune: sicurezza, etica e aiuti umanitari
Al vertice AI for Good 2026 premiata la campagna di cybersicurezza degli Emirati, mentre leader religiosi e governi discutono di tutele per i minori e nuovi strumenti per le emergenze.
Il riconoscimento assegnato a Mohammed Al Kuwaiti, capo del Consiglio per la cybersicurezza degli Emirati Arabi Uniti, con il premio “Campione del Vertice mondiale sulla società dell’informazione 2026” ha aperto a Ginevra una settimana di confronto sull’intelligenza artificiale come infrastruttura di protezione collettiva. Il programma StaySafe Nation, premiato per l’alfabetizzazione digitale di massa, segnala un orientamento che da Abu Dhabi si estende ai consessi multilaterali: la cybersicurezza non è più solo presidio tecnico, ma leva di inclusione e condizione per un uso responsabile delle tecnologie emergenti.
Sul piano della governance etica, la sessione organizzata dal Consiglio dei Saggi musulmani insieme a Globethics ha riunito per la prima volta leader religiosi e dirigenti dell’industria tecnologica. È emersa una convergenza tra le tradizioni religiose rappresentate – dalla Santa Sede all’induismo – e gli operatori del settore: la dignità umana, la trasparenza e la responsabilità devono tradursi in politiche concrete. In parallelo, l’Indonesia ha portato al Palazzo di Vetro e a Ginevra la richiesta di inserire la protezione dell’infanzia tra i principi fondanti della governance globale dell’IA. Secondo osservatori a Bruxelles, questa spinta dei paesi del Golfo e del Sud-est asiatico si allinea con l’impianto dell’AI Act europeo, che già classifica i rischi per i minori come inaccettabili, e potrebbe accelerare il consenso su standard internazionali vincolanti.
Sul fronte operativo, le agenzie umanitarie hanno mostrato applicazioni già in fase di test. Il Programma alimentare mondiale esporrà in Uganda nel 2028 una versione a guida remota dei veicoli anfibi SHERP, dotati di sensori e algoritmi di supporto alla navigazione fuoristrada, dopo aver perso autisti in contesti di conflitto. L’Alto commissariato per i rifugiati ha presentato un assistente legale virtuale per velocizzare la preparazione dei casi, mentre l’iniziativa Disha, sostenuta da Google e McKinsey, utilizza dati anonimizzati di telefonia mobile e immagini satellitari per mappare gli spostamenti di popolazioni durante i disastri. In tutti i progetti, i coordinatori hanno ribadito che l’elemento umano resta insostituibile nelle decisioni critiche, un caveat che a Ginevra è stato accolto come prerequisito operativo, non come freno all’innovazione.
La dimensione securitaria ha trovato un ulteriore snodo a New York, dove il Ministero dell’Interno emiratino, intervenendo al vertice dei capi di polizia UNCOPS 2026, ha annunciato l’impiego di strumenti di IA per il monitoraggio delle reti criminali transnazionali e per rafforzare la fiducia tra forze di pace e comunità locali. L’approccio, che punta a integrare analisi predittiva e cooperazione internazionale, è osservato con interesse dai paesi mediterranei, Italia inclusa, che vedono nella condivisione di piattaforme tecnologiche un possibile argine ai traffici illeciti.
Il prossimo passaggio concreto sarà la sperimentazione sul campo dei mezzi autonomi in Africa orientale, prevista per il 2028, mentre l’Unione internazionale delle telecomunicazioni proseguirà il lavoro di standardizzazione avviato con la piattaforma AI for Good. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, il banco di prova resta la capacità di tradurre questi impegni in cooperazione operativa e in un’architettura di regole che tenga insieme innovazione, diritti fondamentali e sicurezza collettiva.
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