
Furti nei luoghi di culto: dal Brasile al Messico, un’ondata di saccheggi tra arte e devozione
Tre episodi in tre continenti mostrano come le chiese siano sempre più bersaglio di furti, spesso per rivendere il metallo di opere d’arte sacra.
Un uomo è fuggito sui tetti dopo aver rubato due bombole di gas e un bidone da una parrocchia di Belo Horizonte, in Brasile. Nella stessa notte, a Città del Messico, ignoti hanno portato via sculture in bronzo e targhe commemorative dal giardino della parrocchia di San Cosme e Damián. A Hod HaSharon, in Israele, un ladro ha sfondato la cassetta della carità di una sinagoga. Tre episodi lontani, uniti da un comune denominatore: la vulnerabilità dei luoghi di culto di fronte a furti che, sempre più spesso, uniscono il danno economico alla perdita di beni dal forte valore simbolico.
Secondo le autorità brasiliane, il sospetto del furto nella parrocchia di Nossa Senhora do Rosário de Pompeia è stato identificato grazie alle telecamere di sorveglianza, ma al momento dell’arrivo della polizia si era già barricato in casa con ostacoli di legno e filo spinato. In Messico, il furto ha colpito un atrio che ospitava opere ispirate alle artiste surrealiste Leonora Carrington e Remedios Varo, entrambe legate all’Europa – Carrington era britannica, Varo spagnola – e al Messico, dove vissero a lungo. Le sculture, tra cui due angeli a grandezza naturale e una riproduzione della “Mujer saliendo del psicoanalista” di Varo, erano ancorate con cemento e barre d’acciaio; i ladri hanno dovuto rompere una catena per trascinarle via. Il parroco, padre José de Jesús Aguilar, ha stimato il valore delle sole sculture in oltre 150.000 pesos e ha lanciato un appello via social perché non vengano acquistate, temendo che finiscano fuse per il bronzo.
In Israele, la polizia ha arrestato un uomo di circa quarant’anni sospettato di aver devastato l’interno di una sinagoga a Hod HaSharon per rubare il denaro destinato ai bisognosi. Le forze dell’ordine israeliane considerano i furti nei luoghi di preghiera con particolare severità, per la doppia offesa arrecata: al patrimonio e al sentimento comunitario. L’indagine si è conclusa in poche ore con il fermo del sospetto, ancora nella zona, e la procura ha già presentato un atto d’accusa.
Le indagini in America Latina restano aperte. In Messico, un uomo di 26 anni è stato arrestato con modiche quantità di marijuana e corrisponde alla descrizione di uno dei responsabili, ma le opere non sono state recuperate. In Brasile, il sospetto è ancora in fuga. Le istituzioni culturali messicane sottolineano come il furto colpisca un progetto che univa arte e memoria: tra le targhe rubate, una era dedicata alle madri dei desaparecidos, un’altra alle artiste che fecero del quartiere un crocevia del surrealismo. La polizia di entrambi i Paesi prosegue le ricerche, mentre le comunità attendono il recupero di oggetti che, al di là del valore venale, rappresentano un patrimonio di fede e di storia.
| Stampa latinoamericana | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | −0.30 | critical |
Le comunità religiose latinoamericane denunciano l'ondata di furti come un attacco alla fede e al patrimonio culturale.
Enfatizzando il valore simbolico e artistico degli oggetti rubati, si crea un senso di perdita collettiva che mobilita l'indignazione.
Non menziona il furto in sinagoga in Israele, che pure fa parte della stessa ondata di saccheggi.
La polizia israeliana e la comunità ebraica condannano il sacrilegio e sottolineano l'efficacia delle forze dell'ordine.
Raccontando l'arresto rapido e l'atto d'accusa, si proietta un'immagine di controllo e deterrenza.
Non fa riferimento ai furti in America Latina, isolando l'episodio come caso locale.
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