
El Niño accelera: Pacifico a +2°C, sistemi energetici sotto stress da Bogotá a Nuova Delhi
L’Organizzazione meteorologica mondiale conferma il rapido rafforzamento del fenomeno, mentre Colombia, India, Perù e Marocco misurano già gli effetti su reti elettriche, pesca e agricoltura.
L’ultimo bollettino dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) segnala un riscaldamento di 2 °C delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centro-orientale e una probabilità superiore al 95% che El Niño si consolidi entro la fine del 2026, con il 63% di possibilità che raggiunga un’intensità molto forte tra novembre e gennaio. È il dato che cambia lo scenario: il fenomeno, già in atto, si sta intensificando più rapidamente del previsto, aumentando la probabilità di eventi meteorologici estremi in molte regioni del pianeta.
Il meccanismo è noto: l’anomalia termica oceanica altera la circolazione atmosferica tropicale, spostando le zone di convezione e modificando i regimi monsonici e le traiettorie delle perturbazioni. In America Latina, il servizio meteorologico argentino prevede per il trimestre luglio-settembre temperature superiori alla media e siccità severa nel Nordovest e a Cuyo. In Perù, la temperatura marina lungo la costa settentrionale è già di 7 °C sopra la norma, con la cattura di acciughe crollata al 25% della quota assegnata e la proliferazione di granchi privi di valore commerciale che danneggiano le reti. Il governo di Lima ha dichiarato lo stato d’emergenza in quasi 800 municipalità, mentre 9,3 milioni di persone sono esposte a rischio molto alto di inondazioni e frane. In Nordafrica, il Marocco affronta un’ondata di calore con temperature superiori a 35 °C che, secondo il bollettino FEWS NET, provocherà stress termico sulle colture primaverili e accelererà l’evaporazione dai suoli già provati da piogge irregolari.
I sistemi elettrici sono il punto di massima tensione. In Colombia, dove la generazione dipende per oltre il 60% dall’idroelettrico, gli invasi operano sotto i minimi storici e l’autonomia è scesa a 66 giorni, contro gli 87 del 2015-2016. La domanda ha toccato a maggio un record di 261,86 GWh/giorno, mentre il parco termico è già al massimo storico per quattro mesi consecutivi. Il prezzo spot dell’energia è aumentato del 285% da inizio anno, e tra aprile e giugno il gestore XM ha impartito 165 ordini di distacco del carico per limiti di rete. La manutenzione simultanea delle centrali idroelettriche di Chivor e Guavio, che servono l’area di Bogotá, configura un rischio di deficit di potenza e possibili razionamenti programmati. In India, l’analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA) stima un deficit di generazione eolico e idroelettrico fino a 24 TWh nell’anno a giugno 2027, colmabile con un’impennata del carbone che libererebbe circa 17 milioni di tonnellate di CO₂. La capacità solare installata ha raggiunto 150 GW, ma senza un’accelerazione sugli accumuli e sulla rete, gli operatori hanno già dovuto tagliare 2,1 TWh di rinnovabili per mantenere accese le centrali a carbone.
La finanza del settore elettrico colombiano è un ulteriore anello debole: l’associazione dei generatori Acolgen segnala che i ritardi nei progetti di trasmissione (circa il 60% del totale) e la mancanza di risorse per l’acquisto di combustibili mettono a rischio la piena operatività delle termiche. L’OMM e le agenzie dell’ONU insistono sulla necessità di rafforzare i sistemi di allerta precoce e i piani di adattamento, in particolare nei paesi in via di sviluppo dove milioni di persone dipendono dall’agricoltura pluviale. Il prossimo snodo fattuale è la finestra tra novembre 2026 e gennaio 2027, quando i modelli climatici collocano il picco di intensità del fenomeno e, con esso, la massima sollecitazione su reti elettriche, raccolti e infrastrutture idriche.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.20 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.40 | critical |
Il sistema elettrico colombiano è al collasso e il Paese rischia il razionamento se non si interviene immediatamente. Le autorità e gli operatori lanciano l'allarme: la fiducia nel sistema è persa.
Accumula una serie di fattori di crisi (domanda record, manutenzione, siccità, El Niño) per creare un senso di urgenza e inevitabilità del razionamento.
Non menziona gli impatti specifici su Asia e Africa, concentrandosi esclusivamente sulla crisi colombiana e latinoamericana.
L'India subirà la maggiore tensione elettrica da El Niño, ma il deficit è minimo e gestibile. Le fonti rinnovabili coprono quasi un terzo del fabbisogno.
Ridimensiona la minaccia quantificando il deficit come percentuale irrisoria della produzione totale, normalizzando il rischio.
Non menziona la crisi elettrica in Colombia né gli allarmi dell'ONU sugli effetti globali, limitandosi all'analisi tecnica per l'India.
Il Marocco è in emergenza canicola e la politica deve rispondere. L'esempio americano del 'diritto al fresco' mostra una strada possibile.
Utilizza una domanda retorica per mettere in discussione l'inerzia politica, contrapponendo un esempio concreto di policy.
Non menziona la crisi elettrica colombiana né gli effetti in Asia, concentrandosi sulla canicola in Marocco e la risposta politica.
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