
Eisenkot lancia la sfida a Netanyahu: 'Inchiesta sul 7 ottobre e nuovo capitolo per Israele'
L'ex capo di stato maggiore promette una commissione d'inchiesta statale e accusa il governo di aver perso la rotta, mentre i sondaggi lo danno in forte ascesa.
A quattro mesi dalle elezioni politiche israeliane, l'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot ha ufficialmente aperto la campagna del suo partito Yashar con un attacco frontale al primo ministro Benjamin Netanyahu, promettendo di istituire una commissione statale d'inchiesta sui fallimenti che portarono all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. «Per il futuro di Israele, dobbiamo assicurarci che il prossimo ottobre il governo del '7 ottobre' concluda il suo ruolo nella storia», ha dichiarato Eisenkot durante il primo comizio, tenutosi il 30 giugno nella regione di Sharon. L'ex generale ha accusato l'attuale leadership di rifiutare ogni assunzione di responsabilità, di approfondire le divisioni sociali e di promuovere «mosse che contraddicono l'interesse nazionale, schiaffeggiando chi lavora, serve ed è pronto a sacrificare la vita».
Secondo analisti vicini all'establishment della difesa israeliano, la piattaforma di Eisenkot si fonda su una critica radicale alla gestione della guerra a Gaza e all'assenza di una strategia di lungo periodo. Il partito Yashar, fondato nel settembre 2023, si presenta come una forza politica matura e organizzata, con un programma che spazia dalla sicurezza all'economia, dall'istruzione all'integrazione degli ultraortodossi attraverso una legge sul servizio nazionale. Eisenkot, che ha perso un figlio e due nipoti nei combattimenti nella Striscia, incarna per una parte dell'elettorato la figura di un leader sobrio e competente, capace di ricucire il patto sociale. «Sostituiremo una leadership priva di visione e strategia, che sta portando il Paese verso una perdita di direzione», ha ribadito, promettendo di governare «per tutti gli israeliani».
I sondaggi diffusi dall'emittente Channel 12 attribuiscono a Yashar 22 seggi sui 120 della Knesset, appena due in meno del Likud di Netanyahu, proiettato a 24. Questo scenario, secondo osservatori europei, configura Eisenkot come il principale sfidante e potenziale catalizzatore di una coalizione alternativa, in un quadro politico frammentato e segnato dalla crescente insoddisfazione verso il premier. La sua precedente esperienza nel gabinetto di guerra, da cui si dimise nel giugno 2024, e la collaborazione con l'altro ex capo di stato maggiore Benny Gantz, gli conferiscono credibilità presso l'elettorato centrista e di sicurezza, pur mantenendo una posizione volutamente ambigua sulla questione palestinese.
Le elezioni sono fissate per il 27 ottobre 2026 e si svolgono in un clima di profonda polarizzazione, con Israele ancora scosso dalle conseguenze dell'attacco di Hamas e dalla guerra a Gaza. La richiesta di una commissione d'inchiesta statale, a lungo osteggiata da Netanyahu, rappresenta il cuore simbolico della campagna di Eisenkot e intercetta una domanda di verità e responsabilità che attraversa settori trasversali della società. La tenuta del Likud e la capacità di Yashar di attrarre consensi oltre la propria base determineranno non solo l'esito del voto, ma anche la futura postura strategica di Israele in una regione in ebollizione.
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L'ex capo di stato maggiore Eisenkot lancia la campagna del partito Yashar attaccando il governo Netanyahu, accusato di rifiutare ogni responsabilità per i fallimenti e di approfondire le divisioni. Promette, se eletto, una commissione statale d'inchiesta sul 7 ottobre e dipinge le elezioni come decisive per la sicurezza e l'anima di Israele.
L'ex capo dell'esercito israeliano Gadi Eisenkot ha avviato la sua campagna elettorale con l'obiettivo di spodestare il primo ministro Netanyahu. Descrive l'attuale esecutivo come il 'governo del 7 ottobre' e invoca un nuovo capitolo per il paese, in un clima di crescente competizione politica.
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