
Droni ucraini colpiscono raffinerie russe: incendi a Krasnodar e Bashkortostan
Gli attacchi notturni hanno provocato incendi in due impianti, mentre Mosca annuncia ritorsioni e Kiev subisce nuovi raid missilistici.
Nella notte tra il 13 e il 14 luglio, una serie di attacchi condotti con droni ucraini ha colpito infrastrutture energetiche in diverse regioni della Russia, provocando incendi presso la raffineria Afipsky nel Territorio di Krasnodar e il complesso petrolchimico Gazprom Neftekhim Salavat in Bashkortostan. Secondo i resoconti delle autorità regionali russe, i roghi sono stati causati dalla caduta di detriti di velivoli abbattuti dai sistemi di difesa aerea. Nel distretto di Seversky, dove sorge l’impianto Afipsky, un civile è rimasto ferito e sono stati segnalati danni a sedici abitazioni private. A Salavat, il capo della repubblica Radij Chabirov ha parlato di «attacco massiccio» con trentadue droni, diciotto dei quali distrutti, e ha escluso vittime, pur riconoscendo danni ad alcune passerelle di servizio e cavi elettrici. Le fiamme sono state domate in giornata e le autorità locali hanno assicurato che la produzione riprenderà entro pochi giorni, senza ripercussioni sul mercato regionale dei carburanti.
Dal punto di vista di Mosca, l’ondata di incursioni – il ministero della Difesa ha dichiarato di aver intercettato 288 droni su sedici regioni e due mari – rappresenta un’escalation che il presidente Vladimir Putin ha promesso di ripagare con ritorsioni «diverse volte più potenti». In Crimea, l’attacco ha causato un blackout parziale a Sebastopoli dopo che i droni hanno preso di mira la centrale termoelettrica di Balaklava, secondo quanto riferito da canali di monitoraggio locali. Le autorità russe insistono sul fatto che gli impianti principali non abbiano subito danni strutturali e che la situazione dei rifornimenti resti stabile, ma fonti indipendenti come Bloomberg segnalano che la raffinazione russa ha toccato a giugno i minimi da ventun anni, in un contesto di ripetuti attacchi alle infrastrutture energetiche.
Sul versante ucraino, i canali di intelligence open source hanno rivendicato la paternità delle operazioni, indicando come obiettivi anche una base di stoccaggio di Rosneft a Salavat e petroliere della cosiddetta “flotta ombra” russa nel Mar d’Azov. Per gli analisti di Bruxelles, la campagna di colpi in profondità condotta da Kiev mira a interrompere le linee di rifornimento dell’esercito russo e a erodere la capacità di Mosca di finanziare il conflitto, sfruttando i progressi nella tecnologia dei droni. Parallelamente, la Russia ha risposto con un nuovo lancio di missili balistici su Kiev, che ha innescato incendi nel quartiere Holosiivskyi e ferito sei persone nella regione di Kharkiv, a poche ore dalla riunione a Parigi della “coalizione dei volenterosi” – il gruppo di paesi guidato da Francia e Regno Unito che ha discusso il rafforzamento del sostegno militare all’Ucraina, inclusa la produzione su licenza di missili da crociera e sistemi di difesa aerea.
L’intensificarsi degli attacchi reciproci sulle infrastrutture energetiche avviene mentre l’amministrazione statunitense spinge per un negoziato, finora respinto dal Cremlino che ha bollato l’incontro di Parigi come una «coalizione di guerrafondai». Per l’Italia e l’Europa, il protrarsi delle ostilità mantiene elevata la pressione sui mercati energetici globali, già provati dalle sanzioni e dalla ridotta capacità di raffinazione russa. Il dossier resta in piena evoluzione: le autorità del Bashkortostan hanno annunciato il potenziamento delle difese antiaeree sugli impianti critici, mentre Kiev e i suoi alleati si preparano a nuove forniture di armamenti a lungo raggio.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
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| Stampa russa e CSI | +0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.80 | critical |
L'Europa universalizza il conflitto, mostrando entrambi i lati come aggressori e vittime.
Bilanciando gli attacchi ucraini e russi si crea una narrazione di equivalenza morale.
La Russia respinge l'attacco ucraino con successo, minimizzando i danni e sottolineando la prontezza delle difese.
Enfatizzare la reazione efficace delle forze russe trasforma un attacco nemico in una dimostrazione di forza e resilienza.
Omette gli attacchi russi su Kiev della stessa notte, che forniscono un contesto di escalation reciproca.
L'Occidente condanna gli attacchi russi su Kiev, presentandoli come una rappresaglia sproporzionata e allarmante.
Si focalizza esclusivamente sulla risposta russa, dipingendola come una minaccia immediata e ingiustificata, mentre si minimizza l'attacco ucraino che l'ha provocata.
Omette i dettagli dell'attacco ucraino alle raffinerie russe, inclusi danni e incendi, che potrebbero giustificare la reazione russa.
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