
Droga, la guerra entra nelle aule: in Ghana messaggio quotidiano obbligatorio, Algeria e Bangladesh in prima linea
In occasione della Giornata internazionale contro la droga, Accra impone la recitazione di uno slogan anti-stupefacenti in tutte le scuole, mentre Algeri rivendica sequestri record e Dacca mobilita la società civile.
Un messaggio scandito ogni mattina, subito dopo l’inno nazionale e prima del giuramento, in tutte le scuole pre-universitarie del Ghana. Il ministro dell’Istruzione Haruna Iddrisu ha ordinato l’introduzione immediata di una formula di chiamata e risposta — «Non cominciare come un saluto», «Per vivere nel rimpianto» — come cardine di una campagna nazionale di comunicazione per il cambiamento comportamentale. L’iniziativa, varata insieme al ministero dell’Interno e alla Commissione narcotici, è stata presentata da Accra come una risposta preventiva all’aumento del consumo di sostanze tra i minori, in un Paese dove, secondo i nutrizionisti riuniti da SEND Ghana, bambini di dodici anni iniziano a ricevere diagnosi di diabete di tipo 2 e ipertensione legate all’alimentazione ultra-processata, spingendo gli esperti a chiedere etichette d’allarme anche sui cibi.
La scelta ghanese si inserisce in una cornice globale che il 26 giugno ha visto moltiplicarsi le iniziative. Ad Algeri, il premier Sifi Ghrieb ha presieduto un incontro di valutazione della strategia nazionale 2025-2029, durante il quale il direttore dell’Ufficio nazionale antidroga, Tarek Kour, ha reso noti sequestri giudicati senza precedenti: oltre 37 tonnellate di cannabis, quasi una tonnellata e mezzo di cocaina e più di 43 milioni di compresse di psicofarmaci nel solo 2025. Per il ministro della Giustizia Lotfi Boudjemaa, questi numeri confermano «un salto dinamico sul campo» reso possibile da un approccio integrato che non si limita a colpire le reti criminali ma punta a prosciugarne le fonti di finanziamento, inasprendo al contempo le pene per i trafficanti di droghe pesanti.
In Bangladesh, la pressione arriva dal basso. A Rajbari, un corteo promosso dal Prothom Alo Trust ha unito insegnanti, giornalisti, commercianti e semplici lavoratori sotto lo slogan «Dobbiamo vincere questa guerra contro la droga». Il preside del Rabeya Idris Women’s College, Abdul Kader Sheikh, ha denunciato una sfiducia crescente verso le istituzioni, citando episodi in cui la folla sottrae sospetti alla polizia, mentre un ex segretario del BNP locale ha ammesso: «Nessuno controlla dove vanno i nostri figli». La mobilitazione, che ha visto sventolare cartelli con scritte come «I giovani intelligenti non si drogano», riflette una consapevolezza diffusa: senza una vigilanza familiare e comunitaria, ha avvertito l’attivista Abu Saeed Mondal, «nessuno potrà salvare le prossime generazioni».
Negli Emirati Arabi Uniti, l’Autorità per la cura della famiglia di Abu Dhabi ha scelto la via del dialogo istituzionale, organizzando una sessione intitolata «La prevenzione è una responsabilità condivisa». La direttrice esecutiva Asma Al Azri ha insistito sulla necessità di una collaborazione stretta tra famiglie, scuole, forze dell’ordine e servizi sociali, mentre il maggiore Youssef Hassan Al Hammadi della direzione Antinarcotici ha illustrato i rischi delle nuove droghe sintetiche e delle tecniche di reclutamento dei trafficanti. L’incontro ha ribadito che la famiglia resta «la prima linea di difesa contro la dipendenza», in un contesto regionale dove, secondo fonti di Abu Dhabi, il reinserimento sociale dei tossicodipendenti passa anche attraverso case di accoglienza intermedie e programmi di assistenza post-trattamento.
La simultaneità delle iniziative — dalla recitazione scolastica in Africa occidentale ai sequestri record nel Maghreb, dalla piazza bengalese ai forum del Golfo — disegna una mappa di risposte eterogenee a un’emergenza che, secondo i dati diffusi ad Algeri, ha ormai assunto i tratti di una minaccia transnazionale capace di «frantumare la coesione sociale». Il Ghana ha già attivato la sua campagna; l’Algeria è entrata nel primo anno della strategia quinquennale; il Bangladesh affida la spinta al volontariato. L’efficacia di ciascun modello sarà misurata, come ha ricordato Boudjemaa, non solo dal volume dei sequestri ma dalla capacità di costruire «un sistema legislativo e istituzionale solido, capace di anticipare e adattarsi alle nuove forme del crimine organizzato».
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Ministero dell'Istruzione del Ghana ha ordinato un messaggio quotidiano anti-droga in tutte le scuole pre-universitarie, come parte di una campagna nazionale di cambiamento comportamentale. L'iniziativa, condotta insieme al Ministero dell'Interno e alla Commissione Narcotici, mira a proteggere gli studenti e promuovere ambienti di apprendimento sicuri. L'approccio è pragmatico e preventivo, incentrato sull'educazione e la tutela dei giovani.
Sotto l'alto patronato del Presidente, l'Algeria ha celebrato la Giornata internazionale contro la droga con un bilancio della strategia nazionale 2025-2029, evidenziando sequestri record nel 2025. Il Primo Ministro ha sottolineato l'inasprimento delle leggi e la determinazione dello Stato nel combattere un flagello che corrode la società. La narrazione unisce l'allarme per la diffusione delle droghe al trionfalismo per i successi repressivi.
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