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Crimini & Disastrilunedì 13 luglio 2026

Cosmetici illegali, tra sequestri record in Indonesia e divieti in Argentina: la sfida globale della sorveglianza

Le autorità di Jakarta stimano in decine di miliardi di rupie il valore dei prodotti sequestrati, mentre Buenos Aires vieta quattro marchi. Un fenomeno che interroga anche l'Europa sulla tenuta dei controlli nell'era delle piattaforme digitali.

In Indonesia, l'agenzia nazionale per il controllo di farmaci e alimenti (BPOM) ha reso noto di aver sequestrato, nel corso di un'operazione intensificata nella prima metà del 2026, oltre due milioni di confezioni di cosmetici illegali, per un valore economico che le stime ufficiali collocano attorno ai 35,8 miliardi di rupie. Una cifra che, secondo alcune ricostruzioni circolate sulla stampa locale, potrebbe salire fino a 260 miliardi se si considerano i volumi complessivi del commercio irregolare rilevati nell'intero anno. La quasi totalità dei prodotti posti sotto sequestro – oltre il 90 per cento – è risultata di origine importata e priva di autorizzazione all'immissione in commercio, mentre più di due terzi dei siti produttivi e distributivi ispezionati non rispettavano le normative vigenti.

Sul fronte sudamericano, l'Amministrazione nazionale argentina per i medicinali, gli alimenti e la tecnologia medica (ANMAT) ha disposto il divieto immediato di uso, vendita e pubblicità su tutto il territorio nazionale per una serie di maschere facciali e per le mani a marchio Ushas, Fayankou, Kakaziyan e Chovemoar. La decisione, formalizzata con una disposizione pubblicata sul bollettino ufficiale, è scaturita dall'assenza di registrazione sanitaria e dal sospetto che i prodotti siano entrati nel Paese al di fuori dei canali legali di importazione. L'ANMAT ha motivato il provvedimento con l'impossibilità di garantire la sicurezza igienico-sanitaria e la composizione degli ingredienti, estendendo il divieto a qualsiasi altro cosmetico delle stesse marche fino a regolarizzazione.

Entrambi i casi mettono in luce una dinamica che le autorità di controllo, da Giacarta a Buenos Aires, attribuiscono in misura crescente alla capillarità delle piattaforme di commercio elettronico. In Indonesia, i dati BPOM indicano che la categoria cura della pelle e bellezza su TikTok ha generato ricavi stimati in 35,61 trilioni di rupie, con una crescita del 79,73 per cento, creando un canale che, secondo i vertici dell'agenzia, viene sfruttato da operatori senza scrupoli per immettere sul mercato prodotti non autorizzati o contenenti sostanze pericolose come mercurio, idrochinone e acido retinoico. Parallelamente, in Argentina, le ispezioni hanno preso le mosse da verifiche condotte sia in esercizi commerciali fisici della capitale, sia su piattaforme di vendita online con distribuzione nazionale.

La risposta delle istituzioni ha assunto forme diverse ma convergenti. L'Indonesia ha avviato il ritiro e la distruzione dei prodotti, la sospensione delle attività per i trasgressori e la raccomandazione di chiusura degli accessi all'importazione rivolta alla Direzione generale delle dogane. L'Argentina ha ordinato la rimozione delle inserzioni dai siti di e-commerce e ha allertato le autorità sanitarie provinciali e gli organismi di difesa dei consumatori. In entrambi i contesti, le agenzie hanno sottolineato come l'aumento dei sequestri non rifletta necessariamente un'aggravarsi del fenomeno, ma piuttosto una maggiore efficacia dei sistemi di sorveglianza, resa possibile dal rafforzamento della cooperazione inter-istituzionale e dall'affinamento delle tecniche di monitoraggio digitale.

Per l'Europa, e in particolare per l'Italia, dove il mercato dei cosmetici è tra i più regolamentati al mondo, queste vicende rappresentano un promemoria sulla porosità delle frontiere digitali. Sebbene il sistema di cosmetovigilanza europeo imponga obblighi stringenti di notifica e tracciabilità, la possibilità che prodotti non conformi raggiungano i consumatori attraverso canali online sfuggenti ai controlli doganali tradizionali resta una preoccupazione condivisa dagli analisti di Bruxelles. Le indagini in Indonesia e Argentina sono ancora in corso e le autorità di entrambi i Paesi hanno invitato i cittadini a verificare sempre la presenza del numero di registrazione sulle confezioni e a segnalare eventuali sospetti di irregolarità.

Divergenza — chi la racconta come
20%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.20 a +0.20
CriticoFavorevole
SEALAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa sud-est asiatica+0.20neutral
Stampa latinoamericana−0.20neutral
Stampa sud-est asiatica+0.20
Voce

L'Indonesia, attraverso il BPOM, rivendica il successo della propria sorveglianza e attribuisce l'aumento dei sequestri a controlli più efficaci, non a un peggioramento del fenomeno.

Meccanismopragmatismo regolatorio

Utilizza dati numerici e confronti temporali per dimostrare l'efficacia dell'azione regolatoria, normalizzando la situazione come sotto controllo.

Omissione

Non menziona le misure analoghe adottate in Argentina, né il contesto globale della sorveglianza, limitando la narrazione al solo fronte interno.

PragmatismoDistacco
Stampa latinoamericana−0.20
Voce

L'Argentina, tramite l'ANMAT, lancia un allarme sui cosmetici illegali e impone un divieto immediato per proteggere la salute pubblica, sottolineando l'ingresso illegale dei prodotti.

Meccanismoallerta sanitaria

Adotta un tono di urgenza e autorità, utilizzando la disposizione ufficiale come prova del rischio e legittimando l'intervento statale.

Omissione

Non fa riferimento ai sequestri record in Indonesia, né alla dimensione globale del problema, concentrandosi esclusivamente sul caso argentino.

AllarmeUrgenza

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lunedì 13 luglio 2026

Cosmetici illegali, tra sequestri record in Indonesia e divieti in Argentina: la sfida globale della sorveglianza

Le autorità di Jakarta stimano in decine di miliardi di rupie il valore dei prodotti sequestrati, mentre Buenos Aires vieta quattro marchi. Un fenomeno che interroga anche l'Europa sulla tenuta dei controlli nell'era delle piattaforme digitali.

In Indonesia, l'agenzia nazionale per il controllo di farmaci e alimenti (BPOM) ha reso noto di aver sequestrato, nel corso di un'operazione intensificata nella prima metà del 2026, oltre due milioni di confezioni di cosmetici illegali, per un valore economico che le stime ufficiali collocano attorno ai 35,8 miliardi di rupie. Una cifra che, secondo alcune ricostruzioni circolate sulla stampa locale, potrebbe salire fino a 260 miliardi se si considerano i volumi complessivi del commercio irregolare rilevati nell'intero anno. La quasi totalità dei prodotti posti sotto sequestro – oltre il 90 per cento – è risultata di origine importata e priva di autorizzazione all'immissione in commercio, mentre più di due terzi dei siti produttivi e distributivi ispezionati non rispettavano le normative vigenti.

Sul fronte sudamericano, l'Amministrazione nazionale argentina per i medicinali, gli alimenti e la tecnologia medica (ANMAT) ha disposto il divieto immediato di uso, vendita e pubblicità su tutto il territorio nazionale per una serie di maschere facciali e per le mani a marchio Ushas, Fayankou, Kakaziyan e Chovemoar. La decisione, formalizzata con una disposizione pubblicata sul bollettino ufficiale, è scaturita dall'assenza di registrazione sanitaria e dal sospetto che i prodotti siano entrati nel Paese al di fuori dei canali legali di importazione. L'ANMAT ha motivato il provvedimento con l'impossibilità di garantire la sicurezza igienico-sanitaria e la composizione degli ingredienti, estendendo il divieto a qualsiasi altro cosmetico delle stesse marche fino a regolarizzazione.

Entrambi i casi mettono in luce una dinamica che le autorità di controllo, da Giacarta a Buenos Aires, attribuiscono in misura crescente alla capillarità delle piattaforme di commercio elettronico. In Indonesia, i dati BPOM indicano che la categoria cura della pelle e bellezza su TikTok ha generato ricavi stimati in 35,61 trilioni di rupie, con una crescita del 79,73 per cento, creando un canale che, secondo i vertici dell'agenzia, viene sfruttato da operatori senza scrupoli per immettere sul mercato prodotti non autorizzati o contenenti sostanze pericolose come mercurio, idrochinone e acido retinoico. Parallelamente, in Argentina, le ispezioni hanno preso le mosse da verifiche condotte sia in esercizi commerciali fisici della capitale, sia su piattaforme di vendita online con distribuzione nazionale.

La risposta delle istituzioni ha assunto forme diverse ma convergenti. L'Indonesia ha avviato il ritiro e la distruzione dei prodotti, la sospensione delle attività per i trasgressori e la raccomandazione di chiusura degli accessi all'importazione rivolta alla Direzione generale delle dogane. L'Argentina ha ordinato la rimozione delle inserzioni dai siti di e-commerce e ha allertato le autorità sanitarie provinciali e gli organismi di difesa dei consumatori. In entrambi i contesti, le agenzie hanno sottolineato come l'aumento dei sequestri non rifletta necessariamente un'aggravarsi del fenomeno, ma piuttosto una maggiore efficacia dei sistemi di sorveglianza, resa possibile dal rafforzamento della cooperazione inter-istituzionale e dall'affinamento delle tecniche di monitoraggio digitale.

Per l'Europa, e in particolare per l'Italia, dove il mercato dei cosmetici è tra i più regolamentati al mondo, queste vicende rappresentano un promemoria sulla porosità delle frontiere digitali. Sebbene il sistema di cosmetovigilanza europeo imponga obblighi stringenti di notifica e tracciabilità, la possibilità che prodotti non conformi raggiungano i consumatori attraverso canali online sfuggenti ai controlli doganali tradizionali resta una preoccupazione condivisa dagli analisti di Bruxelles. Le indagini in Indonesia e Argentina sono ancora in corso e le autorità di entrambi i Paesi hanno invitato i cittadini a verificare sempre la presenza del numero di registrazione sulle confezioni e a segnalare eventuali sospetti di irregolarità.

Divergenza — chi la racconta come
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Meccanismopragmatismo regolatorio

Utilizza dati numerici e confronti temporali per dimostrare l'efficacia dell'azione regolatoria, normalizzando la situazione come sotto controllo.

Omissione

Non menziona le misure analoghe adottate in Argentina, né il contesto globale della sorveglianza, limitando la narrazione al solo fronte interno.

PragmatismoDistacco
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L'Argentina, tramite l'ANMAT, lancia un allarme sui cosmetici illegali e impone un divieto immediato per proteggere la salute pubblica, sottolineando l'ingresso illegale dei prodotti.

Meccanismoallerta sanitaria

Adotta un tono di urgenza e autorità, utilizzando la disposizione ufficiale come prova del rischio e legittimando l'intervento statale.

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