
La rimonta dell’Argentina e le accuse egiziane: Collina difende l’arbitraggio
Dopo il 3-2 sull’Egitto, il capo degli arbitri FIFA respinge le accuse di favoritismi e spiega le decisioni contestate, mentre Il Cairo presenta un reclamo ufficiale.
L’Argentina campione del mondo in carica era a un passo dall’eliminazione. Sotto di due gol all’Atlanta Stadium fino al 79’, la squadra di Scaloni ha ribaltato l’Egitto in tredici minuti di fuoco: Romero, Messi e, al 92’, il colpo di testa di Enzo Fernández hanno trasformato lo 0-2 in un 3-2 che vale i quarti di finale. Una rimonta che ha scatenato l’entusiasmo dei tifosi albiceleste, ma anche una tempesta di polemiche arbitrali destinate a segnare il cammino del Mondiale 2026.
La miccia si è accesa su due episodi. Al 58’, sul punteggio di 1-0 per i Faraoni, il VAR ha annullato un gol di Mostafa Zico per un fallo di Marwan Attia su Lisandro Martínez, commesso novanta metri più indietro, all’inizio dell’azione. Poi, nel recupero, il contatto in area argentina tra Julián Álvarez e Mohamed Salah, non sanzionato, ha dato il via al contropiede del definitivo sorpasso. Per la panchina egiziana, guidata da Hossam Hassan, si è trattato di un’ingiustizia palese: «Il risultato è stato influenzato da fattori esterni», ha dichiarato il tecnico, arrivando a ipotizzare che la FIFA volesse «tenere in gara il campione del mondo e Messi per ragioni di marketing». La Federazione egiziana ha presentato un esposto ufficiale chiedendo l’esclusione dell’arbitro francese François Letexier e dell’intera squadra arbitrale, mentre sui media del mondo arabo e su molte piattaforme internazionali si è diffusa l’accusa di un torneo «pilotato» a favore dell’Argentina.
A respingere ogni sospetto è intervenuto direttamente Pierluigi Collina, capo degli arbitri FIFA. In un’intervista pubblicata sul sito ufficiale, l’ex fischietto italiano ha difeso l’operato dei colleghi e ha spiegato nel dettaglio il protocollo VAR: «Dopo ogni gol viene rivista l’intera fase di possesso offensivo. Non esiste un limite di tempo o di distanza: se viene individuato un fallo che ha inciso sulla rete, il VAR raccomanda la revisione. Attia ha chiaramente pestato il piede a Martínez: un fallo resta un fallo». Quanto al contatto Salah-Álvarez, Collina ha parlato di «contatto normale di gioco», ricordando che un difensore che tocca prima il pallone non commette infrazione. Ha poi ribadito con forza l’indipendenza della commissione: «Nessuno può influenzare l’arbitraggio FIFA, nemmeno il presidente Infantino. Le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport e rischiano di alimentare minacce verso gli arbitri e le loro famiglie».
Le polemiche, tuttavia, non si spengono. In Sudamerica la stampa ha accolto le parole di Collina come una legittimazione piena, mentre in Europa diversi analisti hanno sottolineato come il regolamento, pur applicato correttamente, consenta un margine di soggettività che in partite così tese diventa esplosivo. L’Argentina, intanto, si prepara ad affrontare la Svizzera nei quarti, con il peso di un’etichetta – quella di squadra protetta – che l’accompagna fin dal Mondiale in Qatar e che rischia di condizionare la narrazione del suo cammino verso una possibile seconda stella consecutiva.
| Stampa del Golfo arabo | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.40 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | −0.50 | critical |
La FIFA, attraverso Collina, respinge le accuse e riafferma la propria autorità tecnica e morale.
Citando la figura autorevole di Collina e la tecnologia VAR, si costruisce una narrazione di correttezza tecnica e inattaccabilità delle decisioni.
Viene omesso il contesto delle proteste egiziane e il caso Balogun (coinvolgimento di Trump), che avrebbero potuto indebolire la tesi dell'assoluta indipendenza.
L'Egitto e i suoi sostenitori denunciano un'ingiustizia arbitrale e chiedono giustizia.
Enfatizzando le proteste egiziane e i dettagli delle decisioni controverse, si crea un senso di vittimismo e si sposta l'attenzione dalla spiegazione tecnica alla presunta parzialità.
Vengono omesse le spiegazioni dettagliate di Collina che giustificano le decisioni, così come il fatto che il VAR ha confermato la correttezza.
I critici del Mondiale accusano la FIFA di favoritismo verso l'Argentina e mettono in dubbio l'integrità del torneo.
Collegando le decisioni arbitrali a un presunto disegno di favorire Messi, si alimenta il sospetto sistemico, trasformando un episodio in prova di corruzione.
Viene omessa la mancanza di prove concrete per le accuse di complotto e il fatto che Collina abbia difeso anche altre decisioni non legate all'Argentina.
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