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Economia e Mercatilunedì 29 giugno 2026

Chip di memoria, la corsa all’IA innesca rincari e ridisegna gli equilibri di mercato

La domanda di memorie per data center spinge al rialzo i costi dei dispositivi, innesca rotazioni settoriali e costringe le aziende a rivedere strategie e catene di fornitura.

L’aumento dei prezzi di iPad, MacBook e Xbox annunciato in poche ore da Apple e Microsoft ha reso visibile una strozzatura che va oltre i costi. Secondo analisti di Taipei, la pressione si è spostata dal caro-componenti al rischio di non garantire i volumi. Il prezzo dei chip DDR5 è quadruplicato in un anno, e Apple sta chiedendo a Washington il permesso di acquistare dalla cinese CXMT, nella lista nera del Pentagono, per diversificare le fonti e ridurre il rischio di approvvigionamento.

All’origine c’è la domanda di memorie HBM per i data center dell’intelligenza artificiale, che assorbono una quantità di silicio tripla rispetto alle memorie convenzionali, sottraendo capacità a computer, telefoni e auto. Con nuovi impianti che richiedono due-tre anni, l’offerta resterà tesa almeno fino al 2028. Negli Stati Uniti i prezzi alla produzione dei componenti elettronici sono saliti del 26,9% a maggio, e dalla Germania si parla di «tassa inflazionistica della memoria».

La concentrazione produttiva in Corea del Sud — Samsung e SK Hynix detengono quasi il 70% del mercato DRAM — ha spinto il Kospi a un rialzo del 125% nel semestre, salvo poi crollare dell’8% in una seduta con circuit breaker. Taiwan ha guadagnato il 54% grazie a TSMC, mentre India e Cina, prive di campioni hardware dell’IA, hanno visto calare il peso delle prime dieci società e performance più modeste. In Cina la rotazione ha premiato consumi e sanità, mentre i titoli legati ai chip di comunicazione hanno ceduto oltre il 4%.

Sul fronte aziendale, la rotazione dei direttori finanziari ha toccato un massimo storico, segno che i consigli in Europa e negli Stati Uniti cercano manager capaci di gestire investimenti e liquidità. La mossa di Apple ha attirato le critiche del senatore Sanders, che l’ha definita «avidità aziendale», ma gli analisti di Wall Street l’hanno giudicata necessaria per i margini. Il titolo ha perso il 6% il giorno dell’annuncio; il 30 luglio la trimestrale offrirà un primo riscontro sulla domanda. Intanto, si stima che nel 2027 tra il 15 e il 20% della capacità di memoria per l’elettronica di consumo verrà dirottata verso i server IA, mentre il debutto in borsa di CXMT e le prossime mosse delle fonderie coreane terranno i mercati in tensione.

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lunedì 29 giugno 2026

Chip di memoria, la corsa all’IA innesca rincari e ridisegna gli equilibri di mercato

La domanda di memorie per data center spinge al rialzo i costi dei dispositivi, innesca rotazioni settoriali e costringe le aziende a rivedere strategie e catene di fornitura.

L’aumento dei prezzi di iPad, MacBook e Xbox annunciato in poche ore da Apple e Microsoft ha reso visibile una strozzatura che va oltre i costi. Secondo analisti di Taipei, la pressione si è spostata dal caro-componenti al rischio di non garantire i volumi. Il prezzo dei chip DDR5 è quadruplicato in un anno, e Apple sta chiedendo a Washington il permesso di acquistare dalla cinese CXMT, nella lista nera del Pentagono, per diversificare le fonti e ridurre il rischio di approvvigionamento.

All’origine c’è la domanda di memorie HBM per i data center dell’intelligenza artificiale, che assorbono una quantità di silicio tripla rispetto alle memorie convenzionali, sottraendo capacità a computer, telefoni e auto. Con nuovi impianti che richiedono due-tre anni, l’offerta resterà tesa almeno fino al 2028. Negli Stati Uniti i prezzi alla produzione dei componenti elettronici sono saliti del 26,9% a maggio, e dalla Germania si parla di «tassa inflazionistica della memoria».

La concentrazione produttiva in Corea del Sud — Samsung e SK Hynix detengono quasi il 70% del mercato DRAM — ha spinto il Kospi a un rialzo del 125% nel semestre, salvo poi crollare dell’8% in una seduta con circuit breaker. Taiwan ha guadagnato il 54% grazie a TSMC, mentre India e Cina, prive di campioni hardware dell’IA, hanno visto calare il peso delle prime dieci società e performance più modeste. In Cina la rotazione ha premiato consumi e sanità, mentre i titoli legati ai chip di comunicazione hanno ceduto oltre il 4%.

Sul fronte aziendale, la rotazione dei direttori finanziari ha toccato un massimo storico, segno che i consigli in Europa e negli Stati Uniti cercano manager capaci di gestire investimenti e liquidità. La mossa di Apple ha attirato le critiche del senatore Sanders, che l’ha definita «avidità aziendale», ma gli analisti di Wall Street l’hanno giudicata necessaria per i margini. Il titolo ha perso il 6% il giorno dell’annuncio; il 30 luglio la trimestrale offrirà un primo riscontro sulla domanda. Intanto, si stima che nel 2027 tra il 15 e il 20% della capacità di memoria per l’elettronica di consumo verrà dirottata verso i server IA, mentre il debutto in borsa di CXMT e le prossime mosse delle fonderie coreane terranno i mercati in tensione.

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