
Brasile eliminato dalla Norvegia, Ancelotti: «Non è la fine, inizia un nuovo ciclo»
Il ct italiano conferma la permanenza fino al 2030 nonostante l'uscita agli ottavi, la peggiore dal 1990, e indica il rinnovamento a centrocampo come priorità.
Il MetLife Stadium del New Jersey ha visto il Brasile crollare sotto i colpi di Erling Haaland, che con una doppietta nel finale ha regalato alla Norvegia la vittoria per 2-1 e l’accesso ai quarti di finale del Mondiale 2026. La Seleção era passata in svantaggio dopo aver sprecato un calcio di rigore al 15’ del primo tempo con Bruno Guimarães – scelto in base a statistiche annuali che lo indicavano come il miglior tiratore disponibile in campo, secondo quanto spiegato da Ancelotti – e ha accorciato solo al 93’ con un penalty trasformato da Neymar, entrato nella ripresa. Il dato del 34% di possesso palla, il più basso mai registrato dal Brasile in una partita dei Mondiali da quando Opta raccoglie il dato (1966), fotografa una serata in cui la squadra ha subìto il ritmo avversario, nonostante un numero maggiore di conclusioni totali (14 a 9).
Nel dopo-partita Carlo Ancelotti ha allontanato ogni ipotesi di dimissioni: «Non credo sia la fine, è l’inizio di un nuovo ciclo», ha dichiarato, ricordando il contratto che lo lega alla CBF fino al 2030. Il tecnico ha ammesso che il Brasile «non ha giocato un Mondiale spettacolare, ma un buon Mondiale» e ha indicato la necessità di immettere giovani talenti, specialmente a centrocampo, dove le uscite di scena di Neymar (che ha annunciato il ritiro dalla nazionale) e di giocatori come Casemiro e Fabinho aprono un vuoto generazionale. La federazione brasiliana, per voce del coordinatore Rodrigo Caetano, ha ribadito la volontà di proseguire il progetto con Ancelotti, parlando di «tranquillità per andare avanti e preparare il prossimo torneo».
Le reazioni in Brasile sono state segnate da una forte ondata critica. Media come O Globo hanno messo sotto accusa le scelte tattiche del commissario tecnico, giudicando errata la designazione di Guimarães dal dischetto e il piano partita che ha concesso alla Norvegia un controllo territoriale inedito per la Seleção. L’ex capitano Cafu, invece, ha invitato a dare fiducia all’allenatore italiano, sostenendo che Ancelotti «ha preso il timone di una nave già in corsa» e che ora potrà «cominciare dall’inizio e metterla sulla rotta giusta». In Europa, i resoconti spagnoli e inglesi hanno sottolineato come l’eliminazione rappresenti il peggior piazzamento brasiliano dal 1990, quando l’Argentina li estromise sempre agli ottavi, e hanno evidenziato la volontà di Ancelotti di usare la sconfitta come «carburante» per il futuro.
Dall’Asia e dall’Africa, i commenti hanno oscillato tra lo stupore per il risultato e l’analisi delle fragilità emerse. La stampa indonesiana ha parlato di «critiche feroci» ad Ancelotti, mentre testate nigeriane e ghanesi hanno riportato sia le scuse del capitano Marquinhos ai tifosi, sia la conferma della fedeltà della CBF al progetto tecnico. In Russia, le dichiarazioni del dirigente Caetano sono state lette come un segnale di stabilità nonostante l’«uscita sensazionale». Il comune denominatore resta l’attesa per un rinnovamento che, nelle parole dello stesso Ancelotti, dovrà passare dall’inserimento di «giocatori di alto livello provenienti dal calcio brasiliano».
La Norvegia, mai prima d’ora ai quarti di finale di un Mondiale, affronterà ora la vincente tra Inghilterra e Messico a Miami. Per il Brasile, che non vince il trofeo dal 2002, inizia un cammino di ricostruzione in vista delle qualificazioni al Mondiale 2030, con l’obbligo di voltare pagina dopo un torneo che ha interrotto una striscia di almeno sette quarti di finale consecutivi raggiunti.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa africana subsahariana | +0.20 | neutral |
Ancelotti ha deluso il Brasile, e le sue scuse non bastano a placare la critica.
Si concentra sulle responsabilità personali del tecnico, ignorando il contesto della partita e le prestazioni dei giocatori.
Il rinnovo contrattuale di Ancelotti non viene menzionato, così come la sua intenzione di continuare.
Ancelotti guarda avanti, certo che il Brasile si riprenderà e che questa sconfitta è solo l'inizio di un nuovo ciclo.
Si proietta la sconfitta in una narrazione di crescita futura, minimizzando la gravità dell'eliminazione.
Le critiche dei tifosi e l'assenza di Ancelotti alla intervista post-partita vengono omesse.
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