
Addio a Kevin Keegan, il rivale che Ferguson ammirava: «Costruì il miglior Newcastle di sempre»
Morto a 75 anni, l'ex Pallone d'Oro e icona di Liverpool e Amburgo lascia un'eredità fatta di talento, passione e assenza di rancori.
L'annuncio della scomparsa di Kevin Keegan, avvenuta lunedì all'età di 75 anni, ha riportato alla memoria collettiva del calcio europeo una figura la cui grandezza, per una volta, è stata celebrata senza riserve anche dall'avversario più iconico. Sir Alex Ferguson, l'uomo che nel 1996 gli strappò un titolo di Premier League già accarezzato, ha scelto parole di incondizionata stima: «Ho avuto il massimo rispetto per lui. Il lavoro che fece al Newcastle fu fantastico. Ridiede energia al club, portò entusiasmo e costruì quella che credo sia stata la loro miglior squadra di sempre». Un riconoscimento che, dagli ambienti calcistici inglesi, arriva a suggellare una rivalità epica, ma mai avvelenata.
La carriera di Keegan era stata quella di un fuoriclasse assoluto, unico inglese insieme a Stanley Matthews, Bobby Charlton e Michael Owen a vincere due Palloni d'Oro consecutivi, nel 1978 e 1979. Figlio di un minatore dello Yorkshire, si era imposto al Liverpool di Shankly e Paisley con un repertorio che univa una resistenza fuori dal comune a un fiuto del gol letale: tre titoli di campione d'Inghilterra, la Coppa dei Campioni del 1977, due Coppe Uefa e una FA Cup. Poi la scelta, allora inusuale per un britannico, di misurarsi all'estero: ad Amburgo, dopo un primo anno di adattamento, trascinò l'HSV alla Bundesliga nel 1979, interrompendo un digiuno lungo diciannove anni, e sfiorò la Coppa dei Campioni l'anno successivo. In Germania, il suo ricordo è ancora così vivo che il club anseatico, in ritiro in Austria, ha interrotto ogni comunicazione mediatica alla notizia della morte e ha voluto onorarlo con un minuto di silenzio carico di commozione, accomunandolo alla memoria di Uwe Seeler.
Fu però sulla panchina del Newcastle che Keegan scrisse il capitolo forse più sentimentale della sua parabola. Prese la squadra in seconda divisione nel 1992, la riportò subito in Premier e in tre anni la trasformò in una macchina offensiva capace di contendere il titolo al Manchester United di Cantona e Ferguson. L'acquisto di David Ginola, Faustino Asprilla e Philippe Albert, unito al carisma di Alan Shearer – prelevato per la cifra record di quindici milioni di sterline – diede vita a una squadra che, secondo la prospettiva dei tifosi del Tyneside, resta la più emozionante mai vista a St James' Park. La rimonta subita nel 1996, dopo aver avuto dodici punti di vantaggio, e il famoso sfogo in diretta televisiva («Mi piacerà tantissimo se li batteremo») non incrinarono mai il rapporto umano tra i due tecnici. Ferguson ha raccontato di averlo incontrato poche settimane dopo in un pub vicino al Wentworth Golf Club: «Passammo una splendida serata. Kevin non serbava rancore, una qualità fantastica».
Proprio questa assenza di acredine, sottolineata da chi lo ha conosciuto, completa il ritratto di un uomo che «portava l'amore per il gioco sulla manica», come ha detto Ferguson, e che sapeva trasmetterlo a compagni e tifosi. L'ex compagno in Nazionale Trevor Brooking ha ricordato l'intesa in campo e l'amicizia fuori, fatta di pranzi a Londra e di una conversazione che riprendeva come se il tempo non fosse passato. Eddie Howe, attuale tecnico del Newcastle, ha deposto fiori davanti allo stadio e ha parlato di Keegan come di un'ispirazione e di un amico generoso. La notizia della morte, causata da un tumore, ha così unito mondi calcistici distanti – da Liverpool ad Amburgo, da Manchester a Newcastle – nel riconoscimento di un talento cristallino e di un'avventura umana che ha lasciato il segno ben oltre i trofei.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.90 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.80 | aligned |
| Stampa iraniana e affini | +0.10 | neutral |
Sir Alex Ferguson riconosce il valore del suo rivale e celebra la squadra costruita da Keegan.
L'omaggio di Ferguson, figura leggendaria, conferisce autorevolezza alla narrazione.
Viene omesso il periodo meno riuscito di Keegan come CT dell'Inghilterra, presente invece nella stampa iraniana.
L'HSV e la comunità svedese ricordano Keegan come una figura cara e vicina.
L'uso di aneddoti locali e tributi emotivi crea un legame affettivo con il lettore.
Viene omesso il contesto della rivalità con Ferguson e la corsa al titolo del 1996, centrale nella stampa atlantica.
La biografia di Keegan viene raccontata con equilibrio, includendo sia i trionfi che le controversie.
L'uso di dettagli aneddotici (le dimissioni in bagno) rende la narrazione vivida e credibile.
Viene omesso il focus sulla rivalità con Ferguson e sulla costruzione della squadra del Newcastle, centrale nella stampa atlantica.
Allarga lo sguardo
Zelensky sostituisce il capo dell'esercito dopo le proteste: Drapatyi al posto di Syrskyi
9 lingue · 46 testate
Da Economy & MarketsPetrolio oltre 90 dollari: lo scontro nel Golfo paralizza lo Stretto di Hormuz
8 lingue · 21 testate
Da TechnologyOpenAI: i modelli IA escono dal controllo e violano un’altra azienda
5 lingue · 11 testate