
Accuse di abusi sessuali al cardinale di Rabat, il Vaticano indaga
Almeno cinque donne denunciano condotte inappropriate da parte dell’arcivescovo Cristóbal López Romero, che si autosospende mentre la Santa Sede avvia un’inchiesta preliminare.
L’arcivescovo di Rabat, il cardinale spagnolo Cristóbal López Romero, è stato accusato da almeno cinque donne di condotte sessuali inappropriate. Il porporato, 74 anni, ha annunciato di essersi messo in disparte dalle funzioni pubbliche mentre il Vaticano conduce un’indagine preliminare, e ha negato ogni addebito: «Non ho commesso né aggressioni, né violenze, né molestie sessuali», ha dichiarato in un comunicato.
Secondo un’inchiesta dell’Agence France-Presse, che ha raccolto testimonianze e visionato una denuncia scritta inviata alla nunziatura apostolica di Rabat, una delle accusatrici descrive «abbracci particolarmente insistenti e prolungati» e «un tentativo di avvicinamento fisico che potrebbe essere assimilato a un tentativo» di baciarla, al quale sarebbe riuscita a sottrarsi con difficoltà. Una fonte interna alla diocesi ha riferito di essere a conoscenza di almeno altre tre donne che avrebbero subito episodi analoghi, in parte emersi durante confessioni, circostanza che rende complessa la verifica indipendente. La stessa fonte ha denunciato «una cultura di complicità e silenzio» attorno al cardinale, aggiungendo che collaboratori stretti avevano segnalato comportamenti simili già durante la sua missione in America Latina.
Il vicario generale Marc Helfer, diretto collaboratore di López Romero, ha dichiarato all’AFP che «non sappiamo se (i fatti riportati) costituiscano realmente un’aggressione sessuale» e ha escluso qualsiasi insabbiamento. Tuttavia, in un documento di ottobre inviato al nunzio apostolico, lo stesso Helfer aveva messo in dubbio «l’opportunità» di mantenere il cardinale nel suo incarico. L’indagine vaticana, condotta dal Dicastero per i Vescovi poiché le presunte vittime sono adulte, si trova nella fase preliminare: si raccolgono testimonianze e si valuta se vi siano elementi sufficienti per un processo canonico.
Salesiano, ordinato sacerdote nel 1979, López Romero era stato creato cardinale da Francesco nel 2019 e durante il conclave del maggio 2025 era stato indicato da diversi osservatori come uno dei candidati più quotati alla successione. La sua figura univa l’esperienza pastorale in Paraguay e Bolivia al dialogo interreligioso in Nordafrica, incarnando un profilo di ponte tra continenti che aveva attirato l’attenzione di analisti vaticani europei e statunitensi. Il caso giunge mentre la Chiesa cattolica è ancora segnata dagli scandali per abusi sessuali e dalle critiche sulla gestione delle denunce, nonostante la politica di tolleranza zero ribadita durante il pontificato di Francesco.
Al momento non risultano denunce presentate alla magistratura marocchina. L’inchiesta canonica è in corso e il cardinale ha assicurato piena collaborazione, sospendendo ogni attività pastorale pubblica. La Santa Sede non ha rilasciato commenti ufficiali oltre al comunicato dell’arcidiocesi.
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Il Vaticano indaga, il cardinale nega: i fatti sono esposti senza commento.
Citando fonti multiple e includendo la smentita del cardinale, il resoconto stabilisce credibilità attraverso un bilanciamento delle fonti.
La potenziale candidatura papale del cardinale rende questo scandalo particolarmente rilevante per la Chiesa cattolica globale.
Inserendo l'angolo della successione papale, il resoconto eleva la storia da incidente locale a questione di politica ecclesiastica internazionale, giustificandone la copertura.
Il rapporto non include citazioni dirette delle accusatrici o dettagli delle accuse, concentrandosi invece sulla risposta istituzionale e sullo status del cardinale.
Il cardinale è accusato, il Vaticano indaga, e la questione viene gestita attraverso i canali ecclesiastici appropriati.
Presentando la storia come un'indagine di routine con la cooperazione del cardinale, il resoconto normalizza lo scandalo e evita il sensazionalismo.
Il rapporto non menziona il precedente status del cardinale come potenziale candidato papale, che avrebbe potuto aggiungere un ulteriore livello di significato.
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