
L’Ue prepara la stretta sui social per i minori: accesso graduale e soglia a 13 anni
Dopo l’estate Bruxelles presenterà una proposta per armonizzare le regole sull’uso delle piattaforme digitali da parte dei più giovani, ispirandosi al rapporto di un gruppo di esperti.
La Commissione europea presenterà dopo la pausa estiva una proposta legislativa per limitare l’accesso dei minori alle reti sociali, armonizzando un quadro normativo che oggi vede diversi Stati membri muoversi in ordine sparso. L’annuncio è arrivato lunedì dalla presidente Ursula von der Leyen, che ha definito «molto convincente» il rapporto consegnato da un panel di esperti guidato dallo psichiatra infantile Jörg Fegert e dall’epidemiologa Maria Melchior. Secondo Bruxelles, l’obiettivo è fissare un’età minima comune per l’iscrizione alle piattaforme, superando la logica degli algoritmi predatori e restituendo centralità alla responsabilità genitoriale.
Nel dettaglio, il rapporto raccomanda un accesso scaglionato: nessuno schermo per i bambini fino a due anni; tra i tre e i dodici anni, uso consentito solo sotto la supervisione di adulti e per un tempo limitato; dai tredici anni in su, un’autonomia progressiva, subordinata alla capacità delle piattaforme di dimostrare l’adeguatezza dei contenuti e l’assenza di meccanismi di dipendenza. La soglia dei 13 anni, inferiore a quanto già deciso da Francia (15) e Spagna (16), è stata scelta su basi scientifiche, hanno spiegato gli esperti, anche alla luce dell’esperienza australiana: il divieto per gli under 16, in vigore da dicembre, sarebbe già aggirato dall’85 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni, secondo i primi rilevamenti.
La spinta di Bruxelles si inserisce in un contesto globale in cui Stati Uniti, Regno Unito, Cina e India stanno adottando o valutando misure analoghe. Sul piano interno, la Commissione ha già avviato procedure contro TikTok e Meta in base al Digital Services Act, contestando design potenzialmente addictive. La futura normativa, ha anticipato il commissario alla tutela dei consumatori Michael McGrath, introdurrà tutele più stringenti contro le interfacce manipolative. Per rendere efficaci le restrizioni, il rapporto suggerisce di ricorrere a sistemi di verifica dell’età rispettosi della privacy, come il portafoglio digitale europeo EUDI Wallet, atteso per il 2027.
La proposta legislativa, attesa in autunno e probabilmente annunciata nel discorso sullo stato dell’Unione di settembre, dovrà ora passare al vaglio del collegio dei commissari. L’intenzione è quella di integrare le iniziative nazionali – in Italia è già pronto un disegno di legge per vietare i social sotto i 15 anni – in un approccio comune che eviti la frammentazione del mercato unico e garantisca a tutti i minori dell’Unione lo stesso livello di protezione, indipendentemente dal contesto socioeconomico o nazionale.
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| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'Europa protegge i minori dagli algoritmi predatori, affermando il ruolo dei genitori e preparando una legge dopo l'estate.
Trasformando una scelta tecnica in una battaglia morale tra genitori e algoritmi, l'UE si presenta come difensore dei valori familiari, rendendo la regolamentazione un imperativo etico anziché una semplice opzione politica.
L'Unione Europea procede con cautela verso una regolamentazione dell'accesso dei minori ai social, basandosi su raccomandazioni di esperti e spinte nazionali.
Riportando la notizia senza commenti né enfasi, la stampa sud-est asiatica presenta la proposta come un normale sviluppo politico, normalizzando l'idea di restrizioni senza alimentare allarmismi.
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