
Il tifone Bavi si abbatte sulla Cina: allagamenti e quasi due milioni di evacuati
La tempesta più violenta del 2026 ha toccato terra nello Zhejiang, scatenando piogge torrenziali e inondazioni in sei province, mentre le autorità cinesi hanno disposto evacuazioni di massa e chiusure diffuse.
Il tifone Bavi, il più potente a colpire la Cina continentale quest’anno, ha raggiunto la costa orientale nella serata di sabato 11 luglio, toccando terra prima a Taizhou e poi a Wenzhou, nella provincia dello Zhejiang. Secondo i media statali cinesi, oltre 1,7 milioni di persone sono state evacuate nella sola provincia dello Zhejiang, mentre altre fonti ufficiali locali parlano di quasi 2,7 milioni di sfollati. Nella provincia nord-orientale del Liaoning, le autorità hanno disposto l’allontanamento di oltre 170.000 residenti, in particolare nelle città di Fushun, Shenyang e Huludao, a causa dell’innalzamento dei fiumi Liaohe, Horin Gol e Taizihe.
Le piogge torrenziali hanno provocato inondazioni improvvise in diverse aree. Nella contea di Kuancheng, nella provincia di Hebei, il livello dell’acqua ha superato i due metri sulle strade, trascinando via automobili e intrappolando circa 1.800 abitanti, come riferito dall’emittente statale CCTV. Video diffusi sui social media mostrano persone nuotare o usare tavole da paddle per spostarsi tra le vie allagate di Shenyang, capoluogo del Liaoning. Le autorità di Hebei hanno diramato un’allerta rossa per piogge intense, imponendo la sospensione di tutte le attività lavorative, commerciali e degli assembramenti.
Il tifone, che in precedenza aveva causato almeno 17 vittime nelle Filippine a causa di frane, ha lambito anche l’arcipelago giapponese delle Ryukyu e la punta settentrionale di Taiwan, dove non si registrano decessi ma migliaia di sfollati e il rischio di smottamenti. Secondo i meteorologi cinesi, Bavi potrebbe risultare il ciclone più intenso nella regione dell’Asia-Pacifico dal supertifone Kong-rey del 2024. La sua estensione, circa 1.000 chilometri nel punto più largo, e l’enorme carico di umidità ne fanno un sistema ancora pericoloso nonostante l’indebolimento a tempesta tropicale severa.
Le operazioni di soccorso sono in corso, con oltre 3.500 operatori mobilitati nel solo Liaoning. Scuole, asili e siti turistici restano chiusi in diverse province, mentre centinaia di voli e decine di treni sono stati cancellati. Le autorità cinesi hanno definito prioritaria l’evacuazione e la ricollocazione dei residenti, mentre il bilancio complessivo dei danni e delle eventuali vittime resta provvisorio e in fase di accertamento.
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa cinese | +0.20 | neutral |
Le inondazioni hanno trasformato le strade in fiumi, con persone che sfruttano l'acqua per attività ricreative, mentre le autorità invitano alla prudenza.
L'uso di video virali e descrizioni visive crea un senso di immediatezza e spettacolo, senza approfondire le cause o le misure di prevenzione.
Non menziona le misure di chiusura delle scuole e dei siti turistici adottate dalle autorità cinesi.
Il governo cinese ha attivato tempestivamente le misure di emergenza, chiudendo scuole e siti turistici per proteggere i cittadini, dimostrando efficienza e controllo.
Enfatizza le azioni ufficiali e le statistiche (3.500 operatori) per trasmettere un'immagine di gestione ordinata e responsabile, minimizzando il caos delle inondazioni.
Non riporta i video di persone che nuotano o fanno paddle-board nelle strade, né i dettagli dei veicoli trascinati via, che appaiono in altre fonti.
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