
Francia-Spagna, la semifinale mondiale che riaccende il duello Mbappé-Yamal
Ad Arlington va in scena la prima semifinale del Mondiale 2026: i Bleus di un Mbappé da otto gol sfidano la Roja, che si aggrappa al talento ancora in ombra del diciannovenne Yamal.
L’AT&T Stadium di Arlington, casa dei Dallas Cowboys, ospita la notte italiana di martedì la prima semifinale del Mondiale 2026, un Francia-Spagna che per molti analisti europei vale una finale anticipata. È soltanto il secondo incrocio iridato tra le due nazionali: l’unico precedente risale agli ottavi del 2006 in Germania, quando i transalpini si imposero 3-1 in rimonta, in una serata che la stampa spagnola ricorda ancora per il titolo «Vamos a jubilar a Zidane» e per l’eliminazione delle Furie Rosse. Da allora le gerarchie sono mutate: la Spagna ha vinto il Mondiale nel 2010 e la Francia nel 2018, e negli ultimi due anni le semifinali di Euro 2024 e Nations League hanno sorriso entrambe agli iberici, con un Lamine Yamal capace di segnare in entrambe le occasioni.
Il presente racconta però di due squadre arrivate a questo appuntamento con stati di forma opposti. La Francia di Didier Deschamps – per il quale, secondo fonti vicine alla federazione, queste saranno le ultime due partite sulla panchina dei Bleus – ha mostrato il potenziale offensivo più devastante del torneo: sedici gol in sei partite, frutto di un tridente in cui Kylian Mbappé guida la classifica marcatori a quota otto, affiancato da un Ousmane Dembélé a cinque reti e da un Michael Olise che ha già servito cinque assist. La Spagna di Luis de la Fuente, al contrario, ha costruito il proprio cammino su una difesa di ferro, capace di mantenere la porta inviolata per 650 minuti consecutivi – record assoluto nella storia dei Mondiali, superando i 517 di Walter Zenga a Italia ’90 – prima di incassare l’unico gol del torneo nei quarti contro il Belgio.
Al centro della scena c’è il duello generazionale tra Mbappé e Yamal, i due fuoriclasse che si affrontano quotidianamente nel Clásico tra Real Madrid e Barcellona. Il capitano francese, a 27 anni, è a caccia della terza finale mondiale consecutiva, impresa riuscita soltanto a Germania Ovest e Brasile, e con otto gol è in piena corsa per la Scarpa d’Oro insieme a Lionel Messi. Il diciannovenne spagnolo, che ha spento le candeline proprio alla vigilia della semifinale, è invece rimasto finora in ombra: un solo gol, contro l’Arabia Saudita, e una condizione fisica condizionata dal fastidio al tendine del ginocchio sinistro che lo aveva messo in dubbio per il torneo. «Lamine deve calmare l’ansia che a volte ha di dimostrare», ha dichiarato il capitano Rodri, sintetizzando un sentimento diffuso nell’ambiente iberico.
Sul piano tattico, la sfida oppone due filosofie complementari. La Spagna cercherà di controllare il possesso per sterilizzare la verticalità francese, ma i Bleus hanno già dimostrato di saper colpire in transizione senza bisogno di dominare il palleggio. L’unico dubbio di formazione per de la Fuente riguarda la mediana: Pedri garantirebbe maggior dominio, Fabián Ruiz – autore del primo gol contro il Belgio – offrirebbe più inserimenti. In panchina resta l’arma Mikel Merino, match-winner a partita in corso sia contro il Portogallo che contro il Belgio. La direzione arbitrale è affidata al salvadoregno Iván Barton, con lo svedese Glenn Nyberg designato come quarto uomo.
La posta in palio è il biglietto per la finale del MetLife Stadium di domenica 19 luglio, mentre la perdente si giocherà il terzo posto sabato a Miami. Per la Francia sarebbe la terza finale di fila, per la Spagna la seconda della sua storia dopo il trionfo sudafricano del 2010. Un incrocio che, al di là dell’esito, conferma la centralità del calcio europeo nella geografia del potere mondiale.
| Stampa africana subsahariana | 0.00 | neutral |
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| Stampa del Golfo arabo | +0.60 | aligned |
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
Un osservatore neutrale riferisce sull'ambizione di Yamal di emulare Mbappé, senza schierarsi per nessuno dei due.
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