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Energia e Climalunedì 13 luglio 2026

El Niño si rafforza: probabilità record di un evento “super”, scattano i piani di emergenza

L’aggiornamento NOAA assegna l’81% di probabilità a un El Niño molto forte entro dicembre, con ripercussioni su raccolti, energia e stagione degli uragani.

L’ultimo bollettino del Climate Prediction Center della NOAA ha alzato il livello di allerta globale: c’è il 97% di probabilità che El Niño raggiunga intensità forte o molto forte nel trimestre che si chiude a dicembre, e un 81% di probabilità che diventi un evento “super”, con anomalie termiche superficiali superiori a +1,2 °C nel Pacifico equatoriale. È un cambio di passo che modifica le stime diffuse appena a maggio e che, secondo i meteorologi statunitensi, potrebbe prolungare il fenomeno fino ai primi mesi del 2027. La combinazione di acque insolitamente calde e venti occidentali anomali sta già alterando la circolazione atmosferica globale, con effetti che si propagano dalle coste del Sudamerica all’Asia meridionale.

Il meccanismo è noto: il riscaldamento del Pacifico centro-orientale sposta le celle convettive, rafforza il getto subtropicale e modifica la distribuzione delle piogge. In Brasile, i produttori di manioca del Paraná – principale polo dell’amido – temono un’esplosione di batteriosi, antracnosi e cercosporiosi favorite dall’umidità eccessiva, mentre l’offerta già ridotta da costi e debiti rischia di contrarsi ulteriormente. In India, il monsone è entrato in una fase di pausa: l’assenza contemporanea di Madden-Julian Oscillation, oscillazioni intrastagionali e sistemi di bassa pressione sul Golfo del Bengala sta soffocando le piogge, e i meteorologi locali attribuiscono proprio a El Niño il rafforzamento di questo blocco atmosferico. Sul fronte opposto, il Messico si prepara a una canícula più secca al centro-sud, seguita da un possibile rimbalzo di cicloni e fronti freddi in autunno, con scenari che ricordano l’inverno 1997-1998.

Per l’Europa e l’Italia, l’impatto diretto di El Niño è meno lineare, ma le conseguenze sui mercati globali delle materie prime possono farsi sentire. La riduzione dell’offerta di manioca brasiliana e la crescente domanda cinese di amido senza glutine – Pechino sta ampliando gli acquisti – potrebbero sostenere i prezzi internazionali dei derivati agricoli. Al tempo stesso, un Atlantico più tranquillo, con la previsione di appena nove tempeste e quattro uragani secondo la Colorado State University, riduce i rischi per le piattaforme petrolifere del Golfo del Messico, ma non annulla del tutto la minaccia di eventi estremi sulle coste statunitensi.

Il nervosismo maggiore si registra nel settore elettrico brasiliano. L’Operatore Nazionale del Sistema (ONS) ha già avviato discussioni con il Comitato di Monitoraggio per preservare i livelli dei serbatoi del Sud, temendo un ritardo delle piogge nel Nord, dove si trovano impianti strategici come Belo Monte. L’ipotesi di attivare centrali termoelettriche fuori ordine di merito, insieme alla possibilità di anticipare l’entrata in esercizio di impianti di riserva, sta alimentando le attese di un aumento dei costi operativi. L’Agenzia nazionale per l’energia elettrica ha già mantenuto la bandiera tariffaria gialla, e gli analisti di Rio de Janeiro considerano quasi certo il passaggio alla bandiera rossa nei prossimi mesi, con un impatto diretto sulle bollette.

La prossima verifica arriverà con l’inizio della stagione delle piogge nell’emisfero australe, a ottobre. Fino ad allora, i modelli saranno aggiornati mensilmente, e il comportamento delle precipitazioni nel Sud-Est e Centro-Ovest del Brasile – dove si concentra la grande capacità di stoccaggio idrico – rimarrà l’ago della bilancia per i mercati energetici e per la tenuta dei raccolti.

Divergenza — chi la racconta come
12%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.30 a 0.00
CriticoFavorevole
LATATLIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica−0.30critical
Stampa latinoamericana0.00
Voce

I settori produttivi latinoamericani si preparano a fronteggiare l'El Niño con misure concrete, monitorando le colture e i livelli dei serbatoi.

Meccanismopragmatismo settoriale

I settori produttivi latinoamericani costruiscono credibilità attraverso l'uso di dati tecnici e previsioni ufficiali, ancorando il discorso a impatti settoriali misurabili.

Omissione

Omette il contesto del riscaldamento globale a lungo termine e la possibilità che El Niño possa portare benefici ad alcune regioni, concentrandosi solo sugli impatti negativi immediati.

PragmatismoAllarmeDistacco
Stampa atlantica / anglosfera−0.20
Voce

L'Occidente lancia l'allarme su un super El Niño di portata storica, invocando preparazione globale e richiamando precedenti catastrofi.

Meccanismoapocalissi preventiva

L'Occidente amplifica l'urgenza attraverso un linguaggio apocalittico e il richiamo a esperti autorevoli, creando un senso di inevitabilità.

Omissione

Omette le misure di adattamento locali e il fatto che El Niño è un ciclo naturale, non necessariamente un disastro per tutti, e non menziona gli impatti positivi come la riduzione degli uragani in alcune aree.

AllarmeUrgenzaPaternalismo
Stampa indiana e sudasiatica−0.30
Voce

L'India subisce l'El Niño come un'aggressione climatica che mette a rischio la sicurezza alimentare e idrica del paese.

Meccanismovittimismo climatico

L'India costruisce la narrazione sulla contrapposizione tra la vulnerabilità del monsone e la forza del fenomeno, utilizzando un tono di vittimismo e attribuendo la colpa a fattori esterni.

Omissione

Omette il contesto globale e il fatto che altre regioni devono affrontare rischi simili, concentrandosi esclusivamente sul fallimento del monsone indiano.

AllarmeUrgenzaVittimismo

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lunedì 13 luglio 2026

El Niño si rafforza: probabilità record di un evento “super”, scattano i piani di emergenza

L’aggiornamento NOAA assegna l’81% di probabilità a un El Niño molto forte entro dicembre, con ripercussioni su raccolti, energia e stagione degli uragani.

L’ultimo bollettino del Climate Prediction Center della NOAA ha alzato il livello di allerta globale: c’è il 97% di probabilità che El Niño raggiunga intensità forte o molto forte nel trimestre che si chiude a dicembre, e un 81% di probabilità che diventi un evento “super”, con anomalie termiche superficiali superiori a +1,2 °C nel Pacifico equatoriale. È un cambio di passo che modifica le stime diffuse appena a maggio e che, secondo i meteorologi statunitensi, potrebbe prolungare il fenomeno fino ai primi mesi del 2027. La combinazione di acque insolitamente calde e venti occidentali anomali sta già alterando la circolazione atmosferica globale, con effetti che si propagano dalle coste del Sudamerica all’Asia meridionale.

Il meccanismo è noto: il riscaldamento del Pacifico centro-orientale sposta le celle convettive, rafforza il getto subtropicale e modifica la distribuzione delle piogge. In Brasile, i produttori di manioca del Paraná – principale polo dell’amido – temono un’esplosione di batteriosi, antracnosi e cercosporiosi favorite dall’umidità eccessiva, mentre l’offerta già ridotta da costi e debiti rischia di contrarsi ulteriormente. In India, il monsone è entrato in una fase di pausa: l’assenza contemporanea di Madden-Julian Oscillation, oscillazioni intrastagionali e sistemi di bassa pressione sul Golfo del Bengala sta soffocando le piogge, e i meteorologi locali attribuiscono proprio a El Niño il rafforzamento di questo blocco atmosferico. Sul fronte opposto, il Messico si prepara a una canícula più secca al centro-sud, seguita da un possibile rimbalzo di cicloni e fronti freddi in autunno, con scenari che ricordano l’inverno 1997-1998.

Per l’Europa e l’Italia, l’impatto diretto di El Niño è meno lineare, ma le conseguenze sui mercati globali delle materie prime possono farsi sentire. La riduzione dell’offerta di manioca brasiliana e la crescente domanda cinese di amido senza glutine – Pechino sta ampliando gli acquisti – potrebbero sostenere i prezzi internazionali dei derivati agricoli. Al tempo stesso, un Atlantico più tranquillo, con la previsione di appena nove tempeste e quattro uragani secondo la Colorado State University, riduce i rischi per le piattaforme petrolifere del Golfo del Messico, ma non annulla del tutto la minaccia di eventi estremi sulle coste statunitensi.

Il nervosismo maggiore si registra nel settore elettrico brasiliano. L’Operatore Nazionale del Sistema (ONS) ha già avviato discussioni con il Comitato di Monitoraggio per preservare i livelli dei serbatoi del Sud, temendo un ritardo delle piogge nel Nord, dove si trovano impianti strategici come Belo Monte. L’ipotesi di attivare centrali termoelettriche fuori ordine di merito, insieme alla possibilità di anticipare l’entrata in esercizio di impianti di riserva, sta alimentando le attese di un aumento dei costi operativi. L’Agenzia nazionale per l’energia elettrica ha già mantenuto la bandiera tariffaria gialla, e gli analisti di Rio de Janeiro considerano quasi certo il passaggio alla bandiera rossa nei prossimi mesi, con un impatto diretto sulle bollette.

La prossima verifica arriverà con l’inizio della stagione delle piogge nell’emisfero australe, a ottobre. Fino ad allora, i modelli saranno aggiornati mensilmente, e il comportamento delle precipitazioni nel Sud-Est e Centro-Ovest del Brasile – dove si concentra la grande capacità di stoccaggio idrico – rimarrà l’ago della bilancia per i mercati energetici e per la tenuta dei raccolti.

Divergenza — chi la racconta come
12%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.30 a 0.00
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Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica−0.30critical
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I settori produttivi latinoamericani si preparano a fronteggiare l'El Niño con misure concrete, monitorando le colture e i livelli dei serbatoi.

Meccanismopragmatismo settoriale

I settori produttivi latinoamericani costruiscono credibilità attraverso l'uso di dati tecnici e previsioni ufficiali, ancorando il discorso a impatti settoriali misurabili.

Omissione

Omette il contesto del riscaldamento globale a lungo termine e la possibilità che El Niño possa portare benefici ad alcune regioni, concentrandosi solo sugli impatti negativi immediati.

PragmatismoAllarmeDistacco
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L'Occidente lancia l'allarme su un super El Niño di portata storica, invocando preparazione globale e richiamando precedenti catastrofi.

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L'Occidente amplifica l'urgenza attraverso un linguaggio apocalittico e il richiamo a esperti autorevoli, creando un senso di inevitabilità.

Omissione

Omette le misure di adattamento locali e il fatto che El Niño è un ciclo naturale, non necessariamente un disastro per tutti, e non menziona gli impatti positivi come la riduzione degli uragani in alcune aree.

AllarmeUrgenzaPaternalismo
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L'India subisce l'El Niño come un'aggressione climatica che mette a rischio la sicurezza alimentare e idrica del paese.

Meccanismovittimismo climatico

L'India costruisce la narrazione sulla contrapposizione tra la vulnerabilità del monsone e la forza del fenomeno, utilizzando un tono di vittimismo e attribuendo la colpa a fattori esterni.

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Omette il contesto globale e il fatto che altre regioni devono affrontare rischi simili, concentrandosi esclusivamente sul fallimento del monsone indiano.

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