
Ciberattacchi russi in Europa: convocati ambasciatori, scattano sanzioni Ue-Regno Unito
Francia, Germania e Finlandia convocano i diplomatici di Mosca mentre Bruxelles e Londra impongono misure coordinate contro individui ed entità russe per una campagna di spionaggio e sabotaggio informatico.
Lunedì 13 luglio 2026, i governi di Francia, Germania e Finlandia hanno annunciato la convocazione dei rispettivi ambasciatori russi in risposta a una vasta campagna di attacchi informatici attribuita a Mosca. In parallelo, l’Unione Europea e il Regno Unito hanno imposto un pacchetto coordinato di sanzioni – il primo congiunto in ambito cibernetico – contro individui ed entità russe: Bruxelles ha colpito nove persone e quattro organizzazioni, Londra ha aggiunto ventiquattro nominativi alla propria lista nera, inclusi ufficiali del GRU e responsabili del progetto mediatico Rybar.
Secondo le valutazioni condivise dai servizi di intelligence europei e rese pubbliche dalle cancellerie occidentali, la campagna sarebbe stata orchestrata dal Centro 16 dell’FSB, già noto per l’uso del malware Turla, e da unità cibernetiche del GRU. Gli attacchi – condotti con finalità di spionaggio e sabotaggio – avrebbero preso di mira ministeri, aziende e infrastrutture critiche in almeno nove Paesi dell’Unione (tra cui Francia, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania, Finlandia e Cipro) oltre all’Ucraina. Tra gli episodi citati dalle autorità europee figurano il tentativo di blackout della rete elettrica polacca nel dicembre 2025, che avrebbe potuto lasciare mezzo milione di persone senza elettricità in pieno inverno, il sabotaggio di infrastrutture ferroviarie sempre in Polonia e la sottrazione di dati sensibili da un istituto di ricerca francese attivo nel settore della difesa.
Da parte russa, le accuse vengono respinte come infondate. Il ministero degli Esteri di Mosca aveva a sua volta convocato l’ambasciatore tedesco nella stessa giornata del 13 luglio, senza tuttavia precisare le ragioni del passo diplomatico. Fonti ufficiali russe, riecheggiando dichiarazioni precedenti del presidente Vladimir Putin, inquadrano le denunce occidentali come un pretesto per giustificare politiche aggressive nei confronti della Federazione. Secondo questa lettura, le accuse di sabotaggio e interferenza rappresenterebbero un tentativo di distogliere l’attenzione dalle responsabilità occidentali nel conflitto ucraino.
L’escalation diplomatica si inserisce in un contesto di crescente tensione ibrida tra Russia e Occidente. Lo stesso giorno, a Parigi, si è tenuto il vertice della “Coalizione dei Volenterosi” con la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, di Emmanuel Macron, del cancelliere tedesco Friedrich Merz e del premier britannico Keir Starmer, incentrato sul rafforzamento della difesa aerea e missilistica europea e sulla cooperazione industriale nel settore degli armamenti. Per l’Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha preso parte sia al Consiglio Affari Esteri dell’UE a Bruxelles sia al vertice parigino, allineandosi alla posizione comune europea. L’Unione sta inoltre lavorando al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che potrebbe includere ulteriori nominativi. La convocazione degli ambasciatori e le misure restrittive appena adottate segnano un nuovo capitolo nel confronto cibernetico, mentre le capitali europee rafforzano i propri dispositivi di difesa digitale – come il sistema francese Viginum – e preparano la tradizionale parata del 14 luglio sugli Champs-Élysées, quest’anno dedicata al “risveglio strategico dell’Europa”.
| Stampa russa e CSI | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
La Russia respinge le accuse francesi come infondate e denuncia la mancanza di prove.
Sottolineando l'assenza di prove concrete, la Russia sposta l'onere della prova sulla Francia, presentando le accuse come politicamente motivate.
Omette i dettagli specifici delle presunte attività di sabotaggio e spionaggio attribuite alla Russia, concentrandosi solo sulla mancanza di prove.
La Francia agisce con determinazione contro le minacce cyber russe, convocando l'ambasciatore e imponendo sanzioni.
Presenta le accuse come fatti accertati, basandosi sulle capacità di rilevamento francesi e sulla cooperazione europea, senza mettere in dubbio la loro veridicità.
Omette la posizione russa di diniego e la mancanza di prove pubbliche, presentando le accuse come indiscutibili.
La Francia annuncia misure diplomatiche e sanzioni contro la Russia per una campagna cyber.
Riporta le dichiarazioni ufficiali senza aggiungere commenti, mantenendo una posizione di osservatore neutrale.
Omette la replica russa e il contesto delle accuse non provate, ma ciò è coerente con la sua neutralità.
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