
Zelensky vara un’operazione segreta di 40 giorni per forzare Mosca alla pace
L’iniziativa del Servizio di sicurezza ucraino, priva di dettagli, si inserisce in una campagna di attacchi in profondità che sta aggravando la crisi dei carburanti in Russia.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver autorizzato una «operazione di influenza» della durata di quaranta giorni condotta dal Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) con l’obiettivo dichiarato di «costringere lo Stato aggressore a porre fine alla guerra». L’iniziativa, comunicata sui canali social della presidenza dopo un incontro con il capo dell’SBU Yevheni Jmara, non è stata accompagnata da alcun dettaglio operativo. Secondo fonti di Kiev, l’operazione si inserisce in una strategia più ampia che nelle ultime settimane ha visto un’intensificazione degli attacchi a medio e lungo raggio contro infrastrutture energetiche e logistiche in territorio russo, con particolare attenzione a depositi di carburante e raffinerie.
Nell’ottica ucraina, l’operazione rappresenta una leva per modificare il calcolo politico del Cremlino. Funzionari di Kiev sottolineano come gli attacchi condotti con droni di vario tipo abbiano già prodotto conseguenze tangibili: secondo stime ucraine, oltre sessanta regioni russe soffrono di carenze di carburante, con limitazioni alla vendita imposte dalle autorità locali in più di venti di esse. L’SBU, che ha rivendicato un ruolo crescente nella difesa delle posizioni al fronte, viene descritto dalla presidenza ucraina come lo strumento per esercitare una pressione asimmetrica, capace di erodere il consenso interno in Russia e di complicare lo sforzo logistico militare, in un momento in cui la linea del fronte rimane sostanzialmente statica.
Da Mosca non sono giunte reazioni ufficiali immediate, ma i media russi hanno rilanciato le critiche di esponenti dell’opposizione ucraina. Il deputato Oleksandr Dubinsky, attualmente in custodia cautelare, ha interpretato l’annuncio come un diversivo per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli scandali di corruzione che coinvolgono l’entourage presidenziale. L’ex consigliere Leonid Kuchma, Oleg Soskin, ha invece descritto la situazione militare di Kiev come «catastrofica su tutti i fronti». Sul versante occidentale, secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe confidato ai leader del G7 che Vladimir Putin «non vuole la pace», segnando un possibile irrigidimento della posizione americana dopo il fallimento di diverse iniziative di tregua mediate da Washington.
L’assenza di dettagli sull’operazione lascia spazio a ipotesi che spaziano da nuove offensive cibernetiche a un’intensificazione degli attacchi mirati contro ufficiali russi, come quello costato la vita a un colonnello nei pressi di Mosca. Analisti di Bruxelles osservano che la finestra di quaranta giorni potrebbe essere calibrata su scadenze diplomatiche o sulla necessità di ottenere risultati prima di un possibile mutamento del sostegno occidentale. Al momento, il dossier resta aperto: Kiev non ha fornito ulteriori precisazioni, mentre l’impatto dell’operazione si misura già nella crisi energetica che sta attraversando la Russia.
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L'annunciata operazione di 40 giorni non è altro che una manovra politica di Zelensky per distogliere l'attenzione dagli scandali di corruzione e per mettersi in mostra davanti al presidente americano. È un disperato tentativo di fabbricare una storia di successo, non un serio sforzo di pace.
L'Ucraina ha dato il via libera a un'operazione segreta di influenza di 40 giorni per costringere la Russia al tavolo dei negoziati. Il piano, approvato personalmente da Zelensky, segna una nuova fase aggressiva nello sforzo di Kiev per porre fine alla guerra alle proprie condizioni.
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