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Turchia, beffa al 98': Stati Uniti sconfitti 3-2, Ayhan gela Los Angeles

Un gol in pieno recupero condanna i co-organizzatori già qualificati, mentre l'Australia strappa il secondo posto al Paraguay e avanza.

Quando il cronometro del SoFi Stadium segnava l’ottavo minuto di recupero, Kaan Ayhan ha raccolto un pallone vagante nell’area piccola e lo ha spinto in rete, regalando alla Turchia una vittoria per 3-2 che nessuno, a Los Angeles, si aspettava. Il pubblico hollywoodiano – con Brad Pitt ed Edward Norton in tribuna – era già pronto a celebrare un pareggio spettacolare, ma il colpo di coda turco ha riscritto il finale di una partita che, per entrambe, non modificava la classifica ma ha offerto emozioni a raffica.

La cronaca della sfida è un susseguirsi di ribaltamenti. Dopo appena tre minuti, sugli sviluppi di un corner, Auston Trusty ha portato in vantaggio gli Stati Uniti con un sinistro potente, firmando il secondo gol più veloce nella storia mondiale americana. La Turchia, già eliminata e a secco di reti nelle prime due uscite, ha reagito con orgoglio: Arda Güler, il talento del Real Madrid, ha pareggiato al 10’ con un destro preciso su assist di Yilmaz, e al 31’ Orkun Kökçü ha completato la rimonta sfruttando un cross radente di Elmali. Nella ripresa, Sebastian Berhalter – già autore dell’assist per l’1-0 – ha ristabilito la parità con un tiro da fuori area che si è infilato nell’angolo. L’ingresso di Christian Pulisic, assente da due settimane per un infortunio al polpaccio, ha acceso l’attacco a stelle e strisce: in due minuti, tra il 61’ e il 63’, il “Captain America” ha prima costretto Çakir a una parata decisiva e poi ha visto il proprio tiro deviato sul palo. Sembrava il preludio al sorpasso, ma è stata la Turchia a colpire nel finale, con Ayhan che ha trasformato in gol l’ultima azione manovrata.

La partita era un “dead rubber” – un match senza peso specifico per la qualificazione – e Mauricio Pochettino lo aveva affrontato con nove cambi rispetto alla formazione che aveva battuto l’Australia. Una scelta dettata dalla necessità di preservare i titolari in vista dell’ottavo di finale contro la Bosnia-Erzegovina, in programma il 1° luglio a Santa Clara. «Cosa significa vincere tre partite del girone se poi perdi la successiva e non vinci il Mondiale?», ha dichiarato il tecnico argentino in conferenza stampa, respingendo ogni allarmismo. La Turchia, dal canto suo, ha onorato l’impegno con una prestazione che, secondo gli osservatori europei, restituisce dignità a un percorso altrimenti deludente, chiuso all’ultimo posto con tre punti ma con la consapevolezza di aver messo in difficoltà i padroni di casa.

Nell’altro incontro del Gruppo D, Australia e Paraguay hanno pareggiato 0-0 a San Francisco, un risultato che ha permesso ai Socceroos di agganciare il secondo posto a quota quattro punti, gli stessi dei sudamericani, ma con una differenza reti migliore (0 contro -2). L’Australia affronterà quindi la seconda classificata del Gruppo C, mentre il Paraguay attende il verdetto delle altre terze per sperare nel ripescaggio. Gli Stati Uniti, primi con sei punti, si preparano a un ottavo di finale che, nelle analisi dei media nordamericani, rappresenta il vero banco di prova per una squadra costruita per arrivare fino in fondo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa indiana e sudasiaticaStampa sud-est asiatica
Stampa indiana e sudasiatica
DistaccoPragmatismo

Una partita ininfluente a Los Angeles ha visto la Turchia battere 3-2 un Stati Uniti ampiamente rimaneggiato con un gol nei minuti di recupero. Il risultato non ha inciso sulla classifica del girone: gli USA erano già primi e la Turchia già eliminata.

Stampa sud-est asiatica
TrionfoPragmatismo

La Turchia ha riscattato il proprio orgoglio con un'elegante vittoria per 3-2 sugli Stati Uniti, decisa da un drammatico gol all'ultimo respiro. Nonostante l'eliminazione già certa, la squadra turca ha chiuso con stile la sua avventura mondiale a Los Angeles.

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venerdì 26 giugno 2026

Turchia, beffa al 98': Stati Uniti sconfitti 3-2, Ayhan gela Los Angeles

Un gol in pieno recupero condanna i co-organizzatori già qualificati, mentre l'Australia strappa il secondo posto al Paraguay e avanza.

Quando il cronometro del SoFi Stadium segnava l’ottavo minuto di recupero, Kaan Ayhan ha raccolto un pallone vagante nell’area piccola e lo ha spinto in rete, regalando alla Turchia una vittoria per 3-2 che nessuno, a Los Angeles, si aspettava. Il pubblico hollywoodiano – con Brad Pitt ed Edward Norton in tribuna – era già pronto a celebrare un pareggio spettacolare, ma il colpo di coda turco ha riscritto il finale di una partita che, per entrambe, non modificava la classifica ma ha offerto emozioni a raffica.

La cronaca della sfida è un susseguirsi di ribaltamenti. Dopo appena tre minuti, sugli sviluppi di un corner, Auston Trusty ha portato in vantaggio gli Stati Uniti con un sinistro potente, firmando il secondo gol più veloce nella storia mondiale americana. La Turchia, già eliminata e a secco di reti nelle prime due uscite, ha reagito con orgoglio: Arda Güler, il talento del Real Madrid, ha pareggiato al 10’ con un destro preciso su assist di Yilmaz, e al 31’ Orkun Kökçü ha completato la rimonta sfruttando un cross radente di Elmali. Nella ripresa, Sebastian Berhalter – già autore dell’assist per l’1-0 – ha ristabilito la parità con un tiro da fuori area che si è infilato nell’angolo. L’ingresso di Christian Pulisic, assente da due settimane per un infortunio al polpaccio, ha acceso l’attacco a stelle e strisce: in due minuti, tra il 61’ e il 63’, il “Captain America” ha prima costretto Çakir a una parata decisiva e poi ha visto il proprio tiro deviato sul palo. Sembrava il preludio al sorpasso, ma è stata la Turchia a colpire nel finale, con Ayhan che ha trasformato in gol l’ultima azione manovrata.

La partita era un “dead rubber” – un match senza peso specifico per la qualificazione – e Mauricio Pochettino lo aveva affrontato con nove cambi rispetto alla formazione che aveva battuto l’Australia. Una scelta dettata dalla necessità di preservare i titolari in vista dell’ottavo di finale contro la Bosnia-Erzegovina, in programma il 1° luglio a Santa Clara. «Cosa significa vincere tre partite del girone se poi perdi la successiva e non vinci il Mondiale?», ha dichiarato il tecnico argentino in conferenza stampa, respingendo ogni allarmismo. La Turchia, dal canto suo, ha onorato l’impegno con una prestazione che, secondo gli osservatori europei, restituisce dignità a un percorso altrimenti deludente, chiuso all’ultimo posto con tre punti ma con la consapevolezza di aver messo in difficoltà i padroni di casa.

Nell’altro incontro del Gruppo D, Australia e Paraguay hanno pareggiato 0-0 a San Francisco, un risultato che ha permesso ai Socceroos di agganciare il secondo posto a quota quattro punti, gli stessi dei sudamericani, ma con una differenza reti migliore (0 contro -2). L’Australia affronterà quindi la seconda classificata del Gruppo C, mentre il Paraguay attende il verdetto delle altre terze per sperare nel ripescaggio. Gli Stati Uniti, primi con sei punti, si preparano a un ottavo di finale che, nelle analisi dei media nordamericani, rappresenta il vero banco di prova per una squadra costruita per arrivare fino in fondo.

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Una partita ininfluente a Los Angeles ha visto la Turchia battere 3-2 un Stati Uniti ampiamente rimaneggiato con un gol nei minuti di recupero. Il risultato non ha inciso sulla classifica del girone: gli USA erano già primi e la Turchia già eliminata.

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TrionfoPragmatismo

La Turchia ha riscattato il proprio orgoglio con un'elegante vittoria per 3-2 sugli Stati Uniti, decisa da un drammatico gol all'ultimo respiro. Nonostante l'eliminazione già certa, la squadra turca ha chiuso con stile la sua avventura mondiale a Los Angeles.

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