
Ecuador, impresa mondiale: Germania battuta 2-1, scatta il giorno di festa nazionale
Con una rimonta da 0-1 a 2-1, l’Ecuador supera la Germania e si qualifica ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026; il presidente Noboa decreta subito una giornata di vacanza nazionale.
Il fischio finale dell’arbitro Tori Penso al MetLife Stadium di East Rutherford ha scatenato un’esplosione di gioia che ha travalicato i confini del New Jersey per rimbalzare immediatamente sui social network del presidente ecuadoriano. Daniel Noboa, in viaggio ufficiale negli Stati Uniti, ha annunciato su X la decisione di dichiarare il giorno successivo, venerdì 26 giugno, festa nazionale in tutto il Paese: «Grazie ai giocatori e all’allenatore che, nonostante le critiche, gli insulti e i momenti difficili, sono riusciti a riprendersi e a regalare questa immensa gioia all’intero Ecuador. Domani, vacanza!». Il decreto presidenziale, firmato poche ore dopo, ha sospeso le attività lavorative pubbliche e private, senza obbligo di recupero, sancendo un evento che la stampa latinoamericana ha subito definito storico.
Sul campo, la partita aveva preso una piega che sembrava preludere a un’eliminazione annunciata. La Germania, già certa del primo posto nel Gruppo E, era passata in vantaggio dopo appena due minuti con Leroy Sané, in un’azione viziata da un possibile fallo di Pavlovic su Pedro Vite, non sanzionato né dall’arbitro né dal VAR. L’Ecuador, che nelle prime due uscite non aveva ancora segnato, ha però trovato la forza di reagire immediatamente: al nono minuto Nilson Angulo ha raccolto un pallone fuori area e ha infilato Manuel Neuer con un tiro che ha attraversato le gambe dello stesso Pavlovic, firmando il primo gol ecuadoriano del torneo al quarantesimo tentativo. La ripresa ha visto i sudamericani crescere, sfiorare il raddoppio e resistere a un calcio di rigore revocato alla Germania dopo revisione al monitor. Al 77’, il neoentrato Kevin Rodríguez ha prolungato di testa un corner, e Gonzalo Plata, il più lesto, ha toccato in rete il pallone del 2-1, facendo esplodere la panchina e i tifosi.
La vittoria ha permesso all’Ecuador di chiudere il girone come una delle migliori otto terze classificate, un percorso reso obbligato dalla sconfitta per 1-0 contro la Costa d’Avorio e dal pareggio a reti bianche con Curaçao. Per la Tricolor si tratta della seconda qualificazione alla fase a eliminazione diretta in una Coppa del Mondo, vent’anni dopo l’unico precedente, quando nel 2006 raggiunse gli ottavi in Germania. Il presidente Noboa, che ha seguito la partita in coincidenza con la sua visita ufficiale, ha voluto così trasformare un successo sportivo in un momento di coesione nazionale, mentre i media di tutto il mondo – dalle testate arabe a quelle asiatiche – hanno rilanciato l’immagine di un Paese in festa. L’Ecuador attende ora di conoscere l’avversario nei sedicesimi di finale, in programma nei prossimi giorni, con la consapevolezza di aver già scritto una pagina indelebile del proprio calcio.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La vittoria dell'Ecuador sulla Germania rappresenta un trionfo storico per il calcio latinoamericano, un riscatto contro le potenze europee. Il presidente Noboa ha giustamente decretato una festa nazionale per celebrare l'orgoglio regionale e la resilienza della Tricolor.
La sorprendente vittoria dell'Ecuador sulla Germania ha spinto il presidente Noboa a dichiarare un giorno festivo, una mossa pragmatica per capitalizzare l'euforia nazionale. La qualificazione storica agli ottavi è stata accolta con celebrazioni in tutto il paese.
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