
Da Afragola a Ceilândia, una scia di femminicidi tra ex partner e conviventi
In Italia, Brasile, Argentina e Nigeria si susseguono arresti e condanne per omicidi di donne, spesso maturati in contesti di controllo e pregressa violenza domestica.
A Afragola, nell’hinterland napoletano, un giovane di diciannove anni è a processo con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per la morte di Martina Carbonaro, quattordici anni, uccisa a colpi di pietra il 26 maggio 2025 e ritrovata senza vita in un casolare diroccato. Secondo quanto emerso in aula, la vittima si confidava con ChatGPT e subiva da tempo minacce e aggressioni da parte dell’ex fidanzato, che in chat le scriveva «devi morire per amore». Il caso, che ha scosso l’opinione pubblica italiana, è solo il più recente di una serie di episodi di violenza letale contro le donne registrati in diversi continenti nel giro di poche settimane.
In Brasile, le autorità del Distretto Federale hanno arrestato un uomo e una donna di ventiquattro anni, accusati di aver picchiato a morte Gabriela Benázio do Nascimento, trentacinquenne, il 13 maggio scorso nei pressi della Feira Central di Ceilândia. Secondo la Polícia Civil, il movente sarebbe legato alla vendita di telefoni cellulari di provenienza illecita: la vittima si sarebbe appropriata del ricavato per acquistare droga, scatenando la reazione violenta dei due, che l’hanno colpita con calci, pugni e una coltellata. La donna è deceduta in ospedale tre giorni dopo per traumatismo toracico e tromboembolismo polmonare. Nello stato di Goiás, un uomo ha confessato di aver strangolato la compagna, una cassiera di supermercato di sessantatré anni, e in un audio diffuso sui social ha minacciato di uccidere anche la figlia e il genero della vittima. In Paraná, un sottufficiale dell’Esercito in pensione è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie, una funzionaria della Polizia Federale, inscenando un suicidio con un colpo di pistola alla testa; la perizia balistica ha escluso la compatibilità con un gesto autoinflitto.
In Argentina, un tribunale di Santa Fe ha condannato all’ergastolo Mario Andrés Cena, trentaseienne, per il femminicidio della cognata Vanesa Troncoso, ventiduenne, strangolata e poi data alle fiamme nel settembre 2024. L’uomo aveva già scontato dieci anni di carcere per aver abusato della stessa vittima quando era minorenne. In Nigeria, la polizia dello Stato del Delta ha arrestato un uomo dopo che la sua compagna è stata trovata senza vita nell’appartamento che condividevano a Warri; i vicini avevano udito grida prima dell’intervento delle forze dell’ordine. In India, la Corte Suprema ha chiuso un procedimento per omicidio colposo durato quasi trent’anni, originato dalla morte di un uomo durante una lite tra vicini per un orologio da cinquecento rupie: due dei tre imputati sono deceduti in attesa del giudizio, e il sopravvissuto, ormai ultrasessantenne, ha visto la pena ridotta al periodo già trascorso in carcere.
Le indagini, in molti di questi episodi, hanno fatto emergere un quadro comune fatto di pregressa violenza domestica, controllo ossessivo e, in diversi casi, l’uso di armi da fuoco o da taglio. In Italia, il processo di Afragola sta portando alla luce il ruolo delle piattaforme digitali come spazio di confidenza per vittime che non trovavano ascolto in famiglia. In Brasile, le forze dell’ordine segnalano che diversi aggressori avevano precedenti per reati contro la persona o legati al traffico di stupefacenti. Le procure competenti, da Napoli a San Paolo, mantengono il riserbo sugli sviluppi istruttori, mentre in tutti i casi gli indagati sono stati posti a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un'ondata di femminicidi attraversa il Brasile, con donne picchiate, accoltellate e uccise da partner o ex partner. Le autorità rispondono con arresti, ma la violenza prosegue senza sosta, rivelando una profonda crisi sociale.
Un podcaster occultista è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio brutale della compagna. L'aula ha ascoltato i dettagli agghiaccianti dell'aggressione, avvenuta dopo una lite domestica, e il caso ha attirato l'attenzione sui pericoli nascosti della violenza domestica.
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