Accedi
Edizione delle 20:00 CETvenerdì 3 luglio 2026
311 testate · 17 lingue144 briefing oggi
Geopolitica e Politicamercoledì 1 luglio 2026

Zaluzhny a Zelensky: 'Mi candiderò'. L'Ucraina discute le elezioni

L'ex comandante in capo delle forze armate ha comunicato al presidente l'intenzione di correre, mentre a Kiev si valutano i sondaggi e le possibili date del voto.

Valerij Zalužnyj, ex comandante in capo delle forze armate ucraine e oggi ambasciatore a Londra, ha comunicato personalmente al presidente Volodymyr Zelensky l'intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, qualora si tengano in autunno. L'incontro, avvenuto a Kiev con il pretesto formale della crisi di governo britannica, ha visto Zelensky porre una domanda diretta: «Se le elezioni si terranno in autunno, ti candiderai?». Secondo fonti vicine a entrambi i partecipanti, citate dalla stampa ucraina e riprese da media internazionali, la risposta di Zalužnyj è stata netta: «Sì. Lo farò». Un passaggio che segna uno spartiacque nella politica ucraina, cristallizzando la rivalità tra i due volti più noti della resistenza all'invasione russa.

La dichiarazione arriva mentre nell'entourage presidenziale si moltiplicano le riunioni riservate sul futuro assetto del potere. Fonti dell'ufficio del presidente riferiscono di un incontro a porte chiuse nella residenza di campagna di Zelensky con i vertici dell'esecutivo e della maggioranza parlamentare, durante il quale sono stati esaminati sondaggi riservati che mostrano un arresto del calo di consensi del presidente e un timido recupero. Secondo questi dati, al primo turno Zelensky otterrebbe il 33% delle preferenze, Zalužnyj il 22% e il capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov il 14%; al ballottaggio, però, Zalužnyj prevarrebbe con il 37% contro il 32%. Di fronte a queste proiezioni, Zelensky avrebbe offerto a Zalužnyj qualsiasi incarico di governo, compresa la guida dell'esecutivo, ma l'ex generale ha declinato, motivando la scelta con la responsabilità verso le aspettative che molti ucraini ripongono in lui. Inviati del presidente, tra cui il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e il capogruppo di Servitore del Popolo, hanno successivamente chiesto a Zalužnyj di «riflettere ancora», senza smuoverlo dalla sua posizione.

La prospettiva di un voto in tempo di guerra solleva interrogativi giuridici e politici di prim'ordine. La legislazione ucraina vieta lo svolgimento di elezioni durante la legge marziale, e qualsiasi modifica richiederebbe un voto parlamentare. Analisti di Bruxelles osservano che una campagna elettorale combattuta rischierebbe di incrinare la coesione nazionale in una fase ancora delicata del conflitto, mentre da Mosca i commentatori statali leggono la rivalità come sintomo di instabilità, pronosticando un indebolimento di Zelensky. Al contrario, fonti diplomatiche occidentali sottolineano che un processo elettorale credibile necessiterebbe di garanzie di sicurezza e di un'osservazione internazionale oggi difficilmente realizzabili su tutto il territorio.

Zalužnyj, soprannominato il «generale di ferro», è l'uomo che ha orchestrato la difesa di Kiev nel 2022, guadagnando una popolarità trasversale. La sua rimozione dal comando nel febbraio 2024 e la nomina ad ambasciatore furono interpretate da molti osservatori come un tentativo di allontanare un rivale scomodo. Le tensioni tra i due erano già affiorate pubblicamente: Zalužnyj ha accusato il presidente di interferenze nella pianificazione militare, in particolare durante la fallita controffensiva del 2023, e ha descritto un clima di intimidazione, con perquisizioni nei suoi uffici da parte dei servizi di sicurezza fedeli al capo dello Stato. La sua decisione di scendere in campo trasforma una competizione latente in un confronto aperto, con potenziali ripercussioni sulla tenuta del fronte interno e sulla percezione internazionale dell'Ucraina.

Allo stato attuale, nessuna data elettorale è stata fissata e il quadro normativo resta immutato. Fonti di Kiev indicano che il dibattito è in corso ai massimi livelli, con una parte dello staff presidenziale favorevole a sfruttare la finestra di consenso per un voto già nell'autunno del 2026, e un'altra che mette in guardia dai rischi di una polarizzazione. Il dossier rimane confinato alle consultazioni informali, ma la mossa di Zalužnyj imprime un'accelerazione che rende più concreta l'ipotesi di un passaggio elettorale, con tutte le incognite che esso comporterebbe per il futuro del paese e per gli equilibri del sostegno occidentale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

32%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa israelianaStampa russa e CSI
Stampa israeliana/ Sicurezza
AllarmeScetticismo

Una drammatica lotta per il potere è in corso ai vertici dell'Ucraina. L'ex comandante in capo Valery Zaluzhny, celebrato come il 'Generale di ferro' che ha salvato il paese, ha comunicato al presidente Zelensky che lo sfiderà alle elezioni presidenziali, preparando il terreno per un terremoto politico. I rapporti tra le due icone della guerra sono precipitati in sospetto e tensione, con Zaluzhny che ha rivelato come nel 2022 agenti dei servizi di sicurezza abbiano fatto irruzione nel suo ufficio, facendolo sentire personalmente minacciato.

Stampa russa e CSI/ Statale
DistaccoPragmatismo

L'ex comandante in capo Valery Zaluzhny ha confermato la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza se si terranno le elezioni, dopo una domanda diretta del presidente Zelensky. Fonti riferiscono inoltre che Zelensky ha tenuto un incontro a porte chiuse con alti funzionari per discutere la possibilità di elezioni entro l'anno, con i sondaggi in crescita del presidente indicati come tema centrale.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Il funerale di Khamenei, tra prova di forza e fragilità del regime iraniano·Il tocco invisibile: come un sensore ha spento il sogno croato·La crisi del carburante paralizza la Russia: razionamenti in 60 regioni e crollo della raffinazione·Crisi dell'auto tedesca: Volkswagen prepara 100mila tagli, scontri alla Mercedes·Esodo estivo in Europa tra caos aeroporti e cantieri ferroviari·L’ultimo gesto di Kjell Nilsson, il gigante svedese che fu Lord Humungus·Putin rivendica la presa di Kostiantynivka, tappa decisiva per il Donbass·Justin Bieber e lo spettacolo di metà partita: la finale Mondiale diventa un palco globale·Il funerale di Khamenei, tra prova di forza e fragilità del regime iraniano·Il tocco invisibile: come un sensore ha spento il sogno croato·La crisi del carburante paralizza la Russia: razionamenti in 60 regioni e crollo della raffinazione·Crisi dell'auto tedesca: Volkswagen prepara 100mila tagli, scontri alla Mercedes·Esodo estivo in Europa tra caos aeroporti e cantieri ferroviari·L’ultimo gesto di Kjell Nilsson, il gigante svedese che fu Lord Humungus·Putin rivendica la presa di Kostiantynivka, tappa decisiva per il Donbass·Justin Bieber e lo spettacolo di metà partita: la finale Mondiale diventa un palco globale·
Agg. 15:021 lingua · 3 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
3 testate|1 lingua|4 min lettura
mercoledì 1 luglio 2026

Zaluzhny a Zelensky: 'Mi candiderò'. L'Ucraina discute le elezioni

L'ex comandante in capo delle forze armate ha comunicato al presidente l'intenzione di correre, mentre a Kiev si valutano i sondaggi e le possibili date del voto.

Valerij Zalužnyj, ex comandante in capo delle forze armate ucraine e oggi ambasciatore a Londra, ha comunicato personalmente al presidente Volodymyr Zelensky l'intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, qualora si tengano in autunno. L'incontro, avvenuto a Kiev con il pretesto formale della crisi di governo britannica, ha visto Zelensky porre una domanda diretta: «Se le elezioni si terranno in autunno, ti candiderai?». Secondo fonti vicine a entrambi i partecipanti, citate dalla stampa ucraina e riprese da media internazionali, la risposta di Zalužnyj è stata netta: «Sì. Lo farò». Un passaggio che segna uno spartiacque nella politica ucraina, cristallizzando la rivalità tra i due volti più noti della resistenza all'invasione russa.

La dichiarazione arriva mentre nell'entourage presidenziale si moltiplicano le riunioni riservate sul futuro assetto del potere. Fonti dell'ufficio del presidente riferiscono di un incontro a porte chiuse nella residenza di campagna di Zelensky con i vertici dell'esecutivo e della maggioranza parlamentare, durante il quale sono stati esaminati sondaggi riservati che mostrano un arresto del calo di consensi del presidente e un timido recupero. Secondo questi dati, al primo turno Zelensky otterrebbe il 33% delle preferenze, Zalužnyj il 22% e il capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov il 14%; al ballottaggio, però, Zalužnyj prevarrebbe con il 37% contro il 32%. Di fronte a queste proiezioni, Zelensky avrebbe offerto a Zalužnyj qualsiasi incarico di governo, compresa la guida dell'esecutivo, ma l'ex generale ha declinato, motivando la scelta con la responsabilità verso le aspettative che molti ucraini ripongono in lui. Inviati del presidente, tra cui il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e il capogruppo di Servitore del Popolo, hanno successivamente chiesto a Zalužnyj di «riflettere ancora», senza smuoverlo dalla sua posizione.

La prospettiva di un voto in tempo di guerra solleva interrogativi giuridici e politici di prim'ordine. La legislazione ucraina vieta lo svolgimento di elezioni durante la legge marziale, e qualsiasi modifica richiederebbe un voto parlamentare. Analisti di Bruxelles osservano che una campagna elettorale combattuta rischierebbe di incrinare la coesione nazionale in una fase ancora delicata del conflitto, mentre da Mosca i commentatori statali leggono la rivalità come sintomo di instabilità, pronosticando un indebolimento di Zelensky. Al contrario, fonti diplomatiche occidentali sottolineano che un processo elettorale credibile necessiterebbe di garanzie di sicurezza e di un'osservazione internazionale oggi difficilmente realizzabili su tutto il territorio.

Zalužnyj, soprannominato il «generale di ferro», è l'uomo che ha orchestrato la difesa di Kiev nel 2022, guadagnando una popolarità trasversale. La sua rimozione dal comando nel febbraio 2024 e la nomina ad ambasciatore furono interpretate da molti osservatori come un tentativo di allontanare un rivale scomodo. Le tensioni tra i due erano già affiorate pubblicamente: Zalužnyj ha accusato il presidente di interferenze nella pianificazione militare, in particolare durante la fallita controffensiva del 2023, e ha descritto un clima di intimidazione, con perquisizioni nei suoi uffici da parte dei servizi di sicurezza fedeli al capo dello Stato. La sua decisione di scendere in campo trasforma una competizione latente in un confronto aperto, con potenziali ripercussioni sulla tenuta del fronte interno e sulla percezione internazionale dell'Ucraina.

Allo stato attuale, nessuna data elettorale è stata fissata e il quadro normativo resta immutato. Fonti di Kiev indicano che il dibattito è in corso ai massimi livelli, con una parte dello staff presidenziale favorevole a sfruttare la finestra di consenso per un voto già nell'autunno del 2026, e un'altra che mette in guardia dai rischi di una polarizzazione. Il dossier rimane confinato alle consultazioni informali, ma la mossa di Zalužnyj imprime un'accelerazione che rende più concreta l'ipotesi di un passaggio elettorale, con tutte le incognite che esso comporterebbe per il futuro del paese e per gli equilibri del sostegno occidentale.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 3 testate · 1 lingua

32%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale80%
Critico20%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa israelianaStampa russa e CSI
Stampa israeliana/ Sicurezza
AllarmeScetticismo

Una drammatica lotta per il potere è in corso ai vertici dell'Ucraina. L'ex comandante in capo Valery Zaluzhny, celebrato come il 'Generale di ferro' che ha salvato il paese, ha comunicato al presidente Zelensky che lo sfiderà alle elezioni presidenziali, preparando il terreno per un terremoto politico. I rapporti tra le due icone della guerra sono precipitati in sospetto e tensione, con Zaluzhny che ha rivelato come nel 2022 agenti dei servizi di sicurezza abbiano fatto irruzione nel suo ufficio, facendolo sentire personalmente minacciato.

Stampa russa e CSI/ Statale
DistaccoPragmatismo

L'ex comandante in capo Valery Zaluzhny ha confermato la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza se si terranno le elezioni, dopo una domanda diretta del presidente Zelensky. Fonti riferiscono inoltre che Zelensky ha tenuto un incontro a porte chiuse con alti funzionari per discutere la possibilità di elezioni entro l'anno, con i sondaggi in crescita del presidente indicati come tema centrale.

Questa notizia è apparsa su

3 testate · 1 lingua

Allarga lo sguardo

Da Economy & Markets

L’onda cinese travolge i mercati: BYD insidia Tesla, l’Europa trema, l’Italia cresce drogata dagli incentivi

3 lingue · 13 testate

Da Technology

L’India ferma i nickname su WhatsApp: la paura delle frodi blocca la privacy

4 lingue · 16 testate

Da Science & Health

Il sonno e la curva a U: così il riposo modella invecchiamento e cuore

4 lingue · 6 testate

Leggi di più