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Geopolitica e Politicavenerdì 3 luglio 2026

Putin rivendica la presa di Kostiantynivka, tappa decisiva per il Donbass

Il Cremlino annuncia il controllo completo della città strategica, ma fonti indipendenti non confermano e Kiev tace, mentre si delinea una zona cuscinetto oltre confine.

Il presidente russo Vladimir Putin, in visita a un posto di comando delle forze congiunte, ha ricevuto il 3 luglio il rapporto sulla completa conquista di Kostiantynivka, nodo industriale e logistico della regione di Donetsk. Secondo quanto dichiarato dal portavoce Dmitrij Peskov, la città – trasformata dalle forze ucraine in un caposaldo fortificato – è ora sotto controllo russo, aprendo la strada verso gli ultimi bastioni di Slovjansk e Kramatorsk. L’annuncio è stato accompagnato dalla diffusione di immagini girate da droni e da collegamenti video con i comandanti delle unità d’assalto, ma al momento non esistono riscontri indipendenti sull’effettiva caduta dell’abitato.

Nella narrazione del Cremlino, la presa di Kostiantynivka rappresenta «la chiave per la liberazione dell’intera Repubblica Popolare di Donetsk», perché spezza la continuità del sistema difensivo ucraino nella parte settentrionale della regione. Analisti militari occidentali osservano che, se confermata, la perdita della città esporrebbe le retrovie di Družkivka e Kramatorsk e comprometterebbe le linee di rifornimento delle forze di Kiev. Il capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov ha riferito inoltre del completo controllo della regione di Luhans’k, sebbene osservatori indipendenti segnalino che l’esercito ucraino mantiene posizioni in alcuni villaggi di confine.

Sul piano diplomatico e informativo, il silenzio di Kiev e l’assenza di prove geolocalizzate alimentano la cautela con cui Bruxelles e le capitali europee guardano a queste rivendicazioni. Fonti vicine all’intelligence ucraina ricordano che in passato Mosca ha annunciato la conquista di centri abitati poi rivelatisi ancora contesi, e che la battaglia per Kostiantynivka – in corso dall’ottobre 2025 – ha visto un progressivo arretramento delle linee, ma non un crollo repentino. La stessa amministrazione presidenziale russa ha messo in guardia da possibili «azioni diversivo-terroristiche» ucraine, finalizzate a sostenere una narrazione di successi inesistenti.

Putin ha inoltre ribadito che prosegue «secondo i piani» la creazione di una fascia di sicurezza nelle regioni di Charkiv, Sumy e Dnipropetrovs’k, con l’obiettivo di allontanare l’artiglieria e i droni nemici dai confini russi. Il comandante del raggruppamento “Nord” ha riferito di avanzate fino a dieci chilometri dalla periferia di Sumy. Per l’Italia e l’Europa, l’estensione di una zona cuscinetto su territori ucraini amministrati da Kiev segna un’ulteriore erosione del diritto internazionale e prefigura un conflitto di lunga durata, con ricadute sulla sicurezza energetica e sugli equilibri della Nato. Il Cremlino ha infine ordinato l’evacuazione dei civili ancora presenti a Kostiantynivka, mentre si attende che i prossimi rapporti dal campo possano confermare o ridimensionare la portata dell’avanzata russa.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa russa e CSIStampa europea continentale
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TrionfoPragmatismo

La leadership russa annuncia la completa presa di Konstantinovka, definita chiave strategica per la liberazione dell'intera Repubblica Popolare di Donetsk. Il successo apre la strada verso la cintura difensiva di Slavyansk-Kramatorsk e rientra nell'espansione pianificata della zona di sicurezza.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
ScetticismoDistacco

Il Cremlino rivendica la presa di Konstantinovka, presentandola come un passo decisivo verso il controllo dell'intero Donbass. La notizia viene riportata con cautela, sottolineando la mancanza di conferme indipendenti e inquadrando la mossa nelle ambizioni territoriali di Mosca.

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venerdì 3 luglio 2026

Putin rivendica la presa di Kostiantynivka, tappa decisiva per il Donbass

Il Cremlino annuncia il controllo completo della città strategica, ma fonti indipendenti non confermano e Kiev tace, mentre si delinea una zona cuscinetto oltre confine.

Il presidente russo Vladimir Putin, in visita a un posto di comando delle forze congiunte, ha ricevuto il 3 luglio il rapporto sulla completa conquista di Kostiantynivka, nodo industriale e logistico della regione di Donetsk. Secondo quanto dichiarato dal portavoce Dmitrij Peskov, la città – trasformata dalle forze ucraine in un caposaldo fortificato – è ora sotto controllo russo, aprendo la strada verso gli ultimi bastioni di Slovjansk e Kramatorsk. L’annuncio è stato accompagnato dalla diffusione di immagini girate da droni e da collegamenti video con i comandanti delle unità d’assalto, ma al momento non esistono riscontri indipendenti sull’effettiva caduta dell’abitato.

Nella narrazione del Cremlino, la presa di Kostiantynivka rappresenta «la chiave per la liberazione dell’intera Repubblica Popolare di Donetsk», perché spezza la continuità del sistema difensivo ucraino nella parte settentrionale della regione. Analisti militari occidentali osservano che, se confermata, la perdita della città esporrebbe le retrovie di Družkivka e Kramatorsk e comprometterebbe le linee di rifornimento delle forze di Kiev. Il capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov ha riferito inoltre del completo controllo della regione di Luhans’k, sebbene osservatori indipendenti segnalino che l’esercito ucraino mantiene posizioni in alcuni villaggi di confine.

Sul piano diplomatico e informativo, il silenzio di Kiev e l’assenza di prove geolocalizzate alimentano la cautela con cui Bruxelles e le capitali europee guardano a queste rivendicazioni. Fonti vicine all’intelligence ucraina ricordano che in passato Mosca ha annunciato la conquista di centri abitati poi rivelatisi ancora contesi, e che la battaglia per Kostiantynivka – in corso dall’ottobre 2025 – ha visto un progressivo arretramento delle linee, ma non un crollo repentino. La stessa amministrazione presidenziale russa ha messo in guardia da possibili «azioni diversivo-terroristiche» ucraine, finalizzate a sostenere una narrazione di successi inesistenti.

Putin ha inoltre ribadito che prosegue «secondo i piani» la creazione di una fascia di sicurezza nelle regioni di Charkiv, Sumy e Dnipropetrovs’k, con l’obiettivo di allontanare l’artiglieria e i droni nemici dai confini russi. Il comandante del raggruppamento “Nord” ha riferito di avanzate fino a dieci chilometri dalla periferia di Sumy. Per l’Italia e l’Europa, l’estensione di una zona cuscinetto su territori ucraini amministrati da Kiev segna un’ulteriore erosione del diritto internazionale e prefigura un conflitto di lunga durata, con ricadute sulla sicurezza energetica e sugli equilibri della Nato. Il Cremlino ha infine ordinato l’evacuazione dei civili ancora presenti a Kostiantynivka, mentre si attende che i prossimi rapporti dal campo possano confermare o ridimensionare la portata dell’avanzata russa.

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La leadership russa annuncia la completa presa di Konstantinovka, definita chiave strategica per la liberazione dell'intera Repubblica Popolare di Donetsk. Il successo apre la strada verso la cintura difensiva di Slavyansk-Kramatorsk e rientra nell'espansione pianificata della zona di sicurezza.

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ScetticismoDistacco

Il Cremlino rivendica la presa di Konstantinovka, presentandola come un passo decisivo verso il controllo dell'intero Donbass. La notizia viene riportata con cautela, sottolineando la mancanza di conferme indipendenti e inquadrando la mossa nelle ambizioni territoriali di Mosca.

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