
Yamal spegne le polemiche: «Nessuna paura della Francia, ci vediamo campioni del mondo»
Il diciannovenne prodigio spagnolo chiarisce le dichiarazioni pre-partita e rilancia l'ambizione della Roja alla vigilia della semifinale mondiale contro i Bleus.
Lamine Yamal ha spento sul nascere ogni tentativo di polemica con una conferenza stampa distesa, nel giorno del suo diciannovesimo compleanno, alla vigilia della semifinale di Coppa del Mondo 2026 contro la Francia. Indossando un vistoso collier regalato a sé stesso per l'occasione, il talento del Barcellona ha spiegato che le frasi sul non temere i Bleus, rilasciate dopo il quarto di finale con il Belgio, erano soltanto la risposta a una domanda dei giornalisti. «Mi hanno chiesto se avevo paura della Francia e ho detto di no. Siamo campioni d'Europa. È calcio, semplicemente», ha chiarito, citando anche le parole del compagno di club Jules Koundé. Il regalo più bello, ha aggiunto, sarebbe «una vittoria martedì e un viaggio a New York», sede della finale.
La stampa spagnola e i media sudamericani hanno sottolineato la serenità con cui il giovane attaccante ha affrontato anche le critiche sul proprio rendimento: un solo gol finora nel torneo. «Dite voi che non sono al mio livello migliore, quindi non dovreste aspettarvi troppo da me. Ma sono sicuro che sarà un giorno speciale», ha ribattuto, ricordando che il suo contributo non si misura solo con reti e assist. Yamal ha poi allargato lo sguardo all'intero gruppo, rivelando che la squadra si vede già «campione del mondo come nel 2010» e che dalla vittoria dell'Europeo 2024 la Roja è cresciuta «come squadra e come famiglia, imparando a soffrire insieme».
Il commissario tecnico Luis de la Fuente, dal canto suo, ha invitato alla calma e ha eluso l'etichetta di favorita che Didier Deschamps aveva attribuito alla Spagna. «Non significa nulla chi sia favorito», ha tagliato corto, per poi riconoscere i progressi della Francia dalle due sconfitte recenti in semifinale, all'Europeo e in Nations League. Secondo gli analisti iberici, il tecnico ha voluto spostare l'attenzione sulla maturazione dei singoli, citando Mbappé, Dembélé e Pedri come esempi di giocatori che «sono migliorati, tutti siamo migliorati». Non sono mancate parole di ammirazione per il capitano francese: «Per me è un calciatore geniale, un grande del calcio mondiale».
Yamal ha infine preso le distanze dalle dichiarazioni dell'ex premier spagnolo Mariano Rajoy, che aveva affermato che la Francia «non ha giocatori francesi». «Non credo ci sia spazio per parlare di questo, ma se il calcio serve a qualcosa, è a integrare la società, e non c'è esempio migliore della Francia e di noi», ha risposto, mostrando una maturità che, secondo gli osservatori internazionali, completa il profilo di un leader tecnico già decisivo. La semifinale di Arlington, in Texas, mette in palio il pass per la finale di New York: per la Spagna sarebbe la prima dal trionfo sudafricano del 2010.
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Yamal chiarisce: nessuna polemica, solo una risposta a una domanda. La Spagna è serena.
Il blocco neutralizza la polemica presentando la dichiarazione di Yamal come una semplice risposta, privandola di qualsiasi carica conflittuale.
Viene omesso il fatto che la dichiarazione originale di Yamal ('la Francia dovrebbe avere paura') era stata interpretata come provocatoria da alcuni media.
Yamal si vede già campione del mondo: nessuna paura della Francia, la squadra è pronta.
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Yamal insiste: la Spagna non ha nulla da temere dalla Francia. Il contesto è chiaro.
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