
Washington contro ABC: lo scontro su 'The View' e le nuove fratture sull'asse Israele-USA
L'indagine della FCC sul talk show scatena accuse di censura, mentre un sondaggio rivela che l'elettorato ebraico americano guarda con più favore al sindaco Mamdani che a Netanyahu.
La Commissione federale per le comunicazioni (FCC) degli Stati Uniti ha aperto un'indagine sul talk show 'The View' di ABC, accusato di aver violato le norme sul tempo d'antenna paritario dopo che una conduttrice ha definito «anti-semita» una candidata sostenuta dal sindaco di New York, Zohran Mamdani. L'inchiesta ha immediatamente innescato uno scontro frontale sulla libertà di stampa: la casa madre Disney ha denunciato un tentativo dell'amministrazione Trump di «occupare la poltrona del direttore», mentre il presidente della FCC, Brendan Carr, sostiene che il programma non possa più godere dello status di trasmissione giornalistica che lo esenta da quegli obblighi. Oltre 77mila commenti pubblici sono stati depositati presso l'agenzia, con una maggioranza schiacciante a sostegno della rete televisiva.
Secondo fonti vicine a Disney, la First Amendment impedisce al governo di imporre scelte editoriali o di costringere un'emittente a ospitare invitati mai presi in considerazione. La società ricorda che 'The View' è classificato come programma d'informazione da decenni e che «nulla è cambiato sul piano legale, solo il clima politico attorno allo show». Dal canto suo, l'FCC ritiene che ABC debba concentrarsi sugli obblighi di servizio pubblico anziché «fuorviare l'opinione pubblica». La disputa si inserisce in un'offensiva più ampia del presidente Trump contro i media, che ha già portato a cause legali contro diverse testate e a un risarcimento di 15 milioni di dollari versato proprio da Disney nel 2024 per chiudere una vertenza personale.
Il caso Mamdani si intreccia con i dati di un sondaggio AP-NORC che fotografa un'opinione pubblica americana in rapida trasformazione. Tra gli ebrei statunitensi, il 44% esprime un giudizio favorevole sul sindaco newyorkese, contro il 32% che apprezza il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il 7% degli intervistati ebrei ritiene giustificato l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, e il 30% afferma che Israele ha commesso un genocidio a Gaza. A livello nazionale, un terzo degli adulti condivide quest'ultima accusa, percentuale che sale a quasi la metà tra i democratici. Il 58% degli elettori del partito di opposizione considera oggi gli Stati Uniti «troppo di parte» a favore degli israeliani, in netto aumento rispetto al 45% del gennaio 2024.
Negli ambienti diplomatici europei si osserva con attenzione questa evoluzione, perché il logoramento del consenso bipartisan su Israele potrebbe influenzare la postura americana in Medio Oriente e, di riflesso, il già fragile equilibrio transatlantico sulla questione palestinese. L'indagine della FCC resta aperta e non è stata ancora fissata alcuna scadenza per una decisione. Nel frattempo, lo scontro su 'The View' si è trasformato in un banco di prova per i limiti del potere regolatorio sull'informazione, mentre la candidata al centro della polemica, Darializa Avila Chevalier, è finita sotto i riflettori per vecchi post social in cui elogiava Karl Marx e citava una militante condannata per l'omicidio di un poliziotto.
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
| Stampa israeliana | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
Il campo di Mamdani protesta contro l'accusa di antisemitismo, difendendo la propria candidata.
Riducendo la controversia a un conflitto locale, si evitano le implicazioni nazionali e internazionali.
Il blocco omette l'indagine FCC e il collegamento con le relazioni USA-Israele.
Disney denuncia il tentativo del governo USA di censurare la libertà di stampa.
Presentando l'azione della FCC come un attacco al Primo Emendamento, si legittima la posizione di Disney e si condanna l'intervento governativo.
Il blocco omette il sondaggio sugli ebrei americani e le critiche a Netanyahu, concentrandosi solo sulla disputa sulla censura.
Il sondaggio rivela che gli ebrei americani preferiscono Mamdani a Netanyahu, segnalando una frattura nell'asse USA-Israele.
Utilizzando dati statistici, si presenta un cambiamento di opinione come fatto oggettivo, senza commento diretto.
Il blocco omette completamente la controversia tra ABC e FCC, concentrandosi esclusivamente sul sondaggio.
L'amministrazione Trump minaccia la libertà di stampa e l'alleanza con Israele, mentre Netanyahu perde sostegno.
Collegando due crisi apparentemente separate (censura e relazioni con Israele) in un'unica narrazione di declino, si amplifica il senso di urgenza.
Il blocco omette la protesta locale di Mamdani a New York, concentrandosi sugli aspetti nazionali e internazionali.
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