
Vertice Nato ad Ankara: 70 miliardi a Kiev, Mosca denuncia il rischio di una catastrofe
L'Alleanza atlantica conferma il sostegno militare all'Ucraina e accelera sul riarmo, mentre la Russia accusa gli alleati di preparare un conflitto armato e di ignorare le priorità sociali.
Il vertice della Nato conclusosi l'8 luglio ad Ankara ha prodotto impegni per 70 miliardi di euro in assistenza militare all'Ucraina nel 2026, con un livello analogo previsto per il 2027, e ha riaffermato l'«impegno ferreo» alla difesa collettiva. La reazione di Mosca è stata immediata: la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito «irresponsabili» le decisioni dell'Alleanza, accusando i paesi membri di prepararsi a un conflitto armato con la Russia e di spingere per la «militarizzazione del continente europeo».
Secondo l'analisi diffusa dal ministero degli Esteri russo, la linea della Nato resta immutata e il confronto con Mosca ha assunto un carattere «esistenziale e sistemico». Zakharova ha sottolineato che le «crepe nel legame transatlantico non sono scomparse», citando il disappunto di Washington verso alleati che non avrebbero agito «in modo solidale» quando gli Stati Uniti avevano bisogno di sostegno, e la mancata risoluzione della questione della Groenlandia secondo lo scenario americano. Dal punto di vista russo, i governi occidentali destinano miliardi al regime di Kiev trascurando i problemi socio-economici interni, con un danno «irreparabile» al benessere delle popolazioni europee. Una politica che, ha avvertito la diplomatica, potrebbe condurre a una catastrofe non solo per l'alleanza ma per il mondo intero.
All'interno del vertice, il presidente statunitense Donald Trump ha elogiato la «tremenda unità» tra gli alleati e ha spinto per accelerare verso l'obiettivo di una spesa per la difesa pari al 5% del Pil. Washington ha inoltre promesso a Kiev la licenza per produrre missili intercettori per il sistema Patriot. Secondo fonti diplomatiche, per evitare di irritare Trump i leader hanno persino concordato di non menzionare l'eliminazione degli Stati Uniti ai quarti di finale dei Mondiali di calcio. Il segretario generale Mark Rutte ha interpretato le divergenze emerse come un segno della forza democratica dell'Alleanza, ma ha anche ammesso che l'industria della difesa fatica a tenere il passo con i finanziamenti, che nel 2026 dovrebbero raggiungere 1.800 miliardi di dollari complessivi.
Per l'Italia e gli altri membri europei, l'esito del vertice di Ankara consolida una traiettoria di riarmo che avrà ricadute fiscali e politiche significative. Il meccanismo di prestito dell'Unione europea da 90 miliardi di euro, di cui 30 miliardi annui destinati all'Ucraina, e la pressione per portare i bilanci della difesa al 5% del Pil – ben oltre l'attuale soglia del 2% che Roma fatica a raggiungere – pongono i governi di fronte a scelte di bilancio complesse, in un contesto di rallentamento economico. L'attuazione degli impegni finanziari sarà verificata nei prossimi vertici, mentre il dispositivo di assistenza militare dovrà essere operativo entro l'anno, delineando un orizzonte di confronto prolungato con Mosca.
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
Mosca dichiara che il vertice NATO ha rivelato una spaccatura e la preparazione al conflitto, usando il portavoce del ministero degli Esteri per affermare il fallimento del vertice.
Il blocco russo rende plausibile la sua posizione inquadrando il vertice come un fallimento e una spaccatura, usando l'autorità del portavoce del ministero degli Esteri per affermare che il vertice non ha raggiunto i suoi obiettivi.
Il blocco russo omette gli impegni finanziari specifici presi dalla NATO per l'Ucraina, che mostrerebbero l'unità dell'alleanza nel sostegno.
Gli impegni di aiuto della NATO sono dettagliati e le critiche della Russia sono riportate senza approvazione.
Il blocco europeo rende plausibile la sua posizione fornendo numeri e dettagli specifici degli impegni della NATO, che danno credibilità alle azioni dell'alleanza, mentre riporta le critiche della Russia come opinione separata.
Il blocco europeo omette la narrativa russa di una spaccatura all'interno della NATO, concentrandosi invece sugli impegni di aiuto e sulla critica generale della Russia.
La dichiarazione del ministero degli Esteri russo è riportata direttamente, senza ulteriore contesto o commento.
Il blocco latinoamericano rende plausibile la sua posizione semplicemente trasmettendo la dichiarazione del ministero degli Esteri russo senza ulteriore contesto, dando l'impressione che il punto di vista della Russia sia la storia principale.
Il blocco latinoamericano omette sia le cifre specifiche degli aiuti sia l'affermazione russa di una divisione interna alla NATO.
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