Accedi
Edizione delle 10:00 CETvenerdì 19 giugno 2026
311 testate · 17 lingue828 briefing oggi
Geopolitica e Politicagiovedì 18 giugno 2026

Venezuela, il dialogo sulla transizione riparte sotto la regia degli Stati Uniti

Dinorah Figuera, ex deputata e presidente del parlamento parallelo venezuelano, è rientrata a Caracas dopo otto anni di esilio per avviare un negoziato su transizione e riforme elettorali, sotto l’egida degli Stati Uniti.

Giovedì a Caracas, Dinorah Figuera, ex deputata dell’opposizione venezuelana, è rientrata dopo otto anni di esilio in Spagna e ha incontrato Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale e fratello della presidente facente funzione Delcy Rodríguez. L’incontro, promosso e salutato dal Dipartimento di Stato americano come «primo passo verso una società libera e aperta», ha portato all’istituzione di un tavolo tecnico-politico paritario con l’obiettivo di definire una tabella di marcia per la transizione democratica. Al centro dell’agenda, secondo fonti diplomatiche a Washington, ci sono la ricostruzione delle istituzioni, il rafforzamento del Consiglio Nazionale Elettorale e le garanzie per la partecipazione politica.

Il ritorno di Figuera avviene in un Venezuela radicalmente trasformato dalla cattura di Nicolás Maduro da parte di forze statunitensi nel gennaio scorso. Da allora, Delcy Rodríguez guida un governo interino sotto forte pressione di Washington, che non riconosce le elezioni del 2020 né la rielezione di Maduro nel 2024, bollata come fraudolenta. Figuera, 65 anni, è la presidente del parlamento parallelo eletto nel 2015 – l’ultimo a maggioranza antichavista – e gode del riconoscimento degli Stati Uniti, che vedono in lei un interlocutore alternativo a María Corina Machado. Atterrando a Maiquetía, Figuera ha preso le distanze dalla leader dell’opposizione e dal suo «manifesto di Panama», dichiarando di rispondere all’invito del Dipartimento di Stato. Analisti latinoamericani leggono in questa mossa il tentativo di Washington di aggirare l’intransigenza di Machado e costruire un negoziato pragmatico con l’attuale esecutivo, che resta espressione del chavismo.

Il dialogo non è inedito. Nel 2023 gli accordi di Barbados avevano tracciato un percorso per elezioni presidenziali nel 2024, con un allentamento temporaneo delle sanzioni petrolifere, ma Maduro le dichiarò «ferite a morte» e il voto si tenne senza standard democratici. Oggi, con Maduro detenuto e il governo Rodríguez bisognoso di legittimazione, il tavolo punta a rifondare l’architettura elettorale – dal Tribunale Supremo al Consiglio Nazionale Elettorale – e a fissare scadenze per elezioni «libere e multipartitiche», come ribadito da Marco Rubio. Da Bruxelles, l’Unione Europea segue con attenzione: una stabilizzazione venezuelana avrebbe ricadute dirette sui flussi migratori e sulla sicurezza energetica, dossier cruciali per l’Italia, che ospita una numerosa comunità venezuelana e ha interessi nel settore degli idrocarburi.

Le incognite restano profonde. La legittimità del parlamento del 2015 è contestata dal chavismo, che controlla le istituzioni e ha incriminato Figuera per usurpazione. La frammentazione dell’opposizione e la diffidenza verso qualsiasi dialogo con l’erede di Maduro potrebbero rallentare il processo. Tuttavia, la regia statunitense e la mesa paritaria con tappe concrete rappresentano un salto di qualità. Per l’Italia e l’Europa, l’evoluzione di questa transizione pilotata da Washington sarà un banco di prova della capacità di coniugare pressione e negoziato in uno degli scenari più intricati dell’America Latina.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

0%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ mercato
pragmatismoscetticismo

L'incontro tra governo e opposizione, mediato dagli Stati Uniti, è visto come un passo pragmatico verso una transizione democratica. Restano però dubbi sulla sincerità del governo e preoccupazioni per i prigionieri politici.

Stampa atlantica / anglosfera/ progressista
trionfopragmatismo

L'incontro rappresenta un trionfo della diplomazia americana e un primo passo concreto verso il ripristino della democrazia in Venezuela. Il ritorno degli esuli e la tabella di marcia concordata segnano una svolta storica.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Svizzera, quattro gol in sedici minuti: Bosnia travolta 4-1, Manzambi eroe dalla panchina·Apple aumenta i prezzi e guarda a Intel: la memoria rara ridisegna il mercato degli smartphone·La nave cinese sfida Taiwan: rilevamenti a est dell’isola mentre Washington ridispiega nel Pacifico·Il paradosso dell’auto globale: piccole elettriche cancellate, maxi SUV inarrestabili·Iran minaccia una “risposta schiacciante” se gli USA violano il memorandum·FP1 Moto3 a Brno: Danish il più veloce, Veda Ega arranca in 22ª posizione·Dopo l’attacco di Hezbollah, i ministri israeliani invocano la distruzione del Libano·Libano in fiamme dopo l’intesa USA-Iran: 18 morti e negoziati rinviati·Svizzera, quattro gol in sedici minuti: Bosnia travolta 4-1, Manzambi eroe dalla panchina·Apple aumenta i prezzi e guarda a Intel: la memoria rara ridisegna il mercato degli smartphone·La nave cinese sfida Taiwan: rilevamenti a est dell’isola mentre Washington ridispiega nel Pacifico·Il paradosso dell’auto globale: piccole elettriche cancellate, maxi SUV inarrestabili·Iran minaccia una “risposta schiacciante” se gli USA violano il memorandum·FP1 Moto3 a Brno: Danish il più veloce, Veda Ega arranca in 22ª posizione·Dopo l’attacco di Hezbollah, i ministri israeliani invocano la distruzione del Libano·Libano in fiamme dopo l’intesa USA-Iran: 18 morti e negoziati rinviati·
Agg. 05:435 lingue · 8 testate
PrecedenteGeopolitica e PoliticaSuccessivo
8 testate|5 lingue|3 min lettura
giovedì 18 giugno 2026

Venezuela, il dialogo sulla transizione riparte sotto la regia degli Stati Uniti

Dinorah Figuera, ex deputata e presidente del parlamento parallelo venezuelano, è rientrata a Caracas dopo otto anni di esilio per avviare un negoziato su transizione e riforme elettorali, sotto l’egida degli Stati Uniti.

Giovedì a Caracas, Dinorah Figuera, ex deputata dell’opposizione venezuelana, è rientrata dopo otto anni di esilio in Spagna e ha incontrato Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale e fratello della presidente facente funzione Delcy Rodríguez. L’incontro, promosso e salutato dal Dipartimento di Stato americano come «primo passo verso una società libera e aperta», ha portato all’istituzione di un tavolo tecnico-politico paritario con l’obiettivo di definire una tabella di marcia per la transizione democratica. Al centro dell’agenda, secondo fonti diplomatiche a Washington, ci sono la ricostruzione delle istituzioni, il rafforzamento del Consiglio Nazionale Elettorale e le garanzie per la partecipazione politica.

Il ritorno di Figuera avviene in un Venezuela radicalmente trasformato dalla cattura di Nicolás Maduro da parte di forze statunitensi nel gennaio scorso. Da allora, Delcy Rodríguez guida un governo interino sotto forte pressione di Washington, che non riconosce le elezioni del 2020 né la rielezione di Maduro nel 2024, bollata come fraudolenta. Figuera, 65 anni, è la presidente del parlamento parallelo eletto nel 2015 – l’ultimo a maggioranza antichavista – e gode del riconoscimento degli Stati Uniti, che vedono in lei un interlocutore alternativo a María Corina Machado. Atterrando a Maiquetía, Figuera ha preso le distanze dalla leader dell’opposizione e dal suo «manifesto di Panama», dichiarando di rispondere all’invito del Dipartimento di Stato. Analisti latinoamericani leggono in questa mossa il tentativo di Washington di aggirare l’intransigenza di Machado e costruire un negoziato pragmatico con l’attuale esecutivo, che resta espressione del chavismo.

Il dialogo non è inedito. Nel 2023 gli accordi di Barbados avevano tracciato un percorso per elezioni presidenziali nel 2024, con un allentamento temporaneo delle sanzioni petrolifere, ma Maduro le dichiarò «ferite a morte» e il voto si tenne senza standard democratici. Oggi, con Maduro detenuto e il governo Rodríguez bisognoso di legittimazione, il tavolo punta a rifondare l’architettura elettorale – dal Tribunale Supremo al Consiglio Nazionale Elettorale – e a fissare scadenze per elezioni «libere e multipartitiche», come ribadito da Marco Rubio. Da Bruxelles, l’Unione Europea segue con attenzione: una stabilizzazione venezuelana avrebbe ricadute dirette sui flussi migratori e sulla sicurezza energetica, dossier cruciali per l’Italia, che ospita una numerosa comunità venezuelana e ha interessi nel settore degli idrocarburi.

Le incognite restano profonde. La legittimità del parlamento del 2015 è contestata dal chavismo, che controlla le istituzioni e ha incriminato Figuera per usurpazione. La frammentazione dell’opposizione e la diffidenza verso qualsiasi dialogo con l’erede di Maduro potrebbero rallentare il processo. Tuttavia, la regia statunitense e la mesa paritaria con tappe concrete rappresentano un salto di qualità. Per l’Italia e l’Europa, l’evoluzione di questa transizione pilotata da Washington sarà un banco di prova della capacità di coniugare pressione e negoziato in uno degli scenari più intricati dell’America Latina.

Divergenza delle fonti

Geopolitica e Politica · 8 testate · 5 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale100%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ mercato
pragmatismoscetticismo

L'incontro tra governo e opposizione, mediato dagli Stati Uniti, è visto come un passo pragmatico verso una transizione democratica. Restano però dubbi sulla sincerità del governo e preoccupazioni per i prigionieri politici.

Stampa atlantica / anglosfera/ progressista
trionfopragmatismo

L'incontro rappresenta un trionfo della diplomazia americana e un primo passo concreto verso il ripristino della democrazia in Venezuela. Il ritorno degli esuli e la tabella di marcia concordata segnano una svolta storica.

Questa notizia è apparsa su

8 testate · 5 lingue

Articoli correlati

Sport

Trionfo storico del Canada, ma la frattura di Koné gela Vancouver

12 lingue · 78 testate

Sport

Mondiale 2026: il Messico è la prima squadra a qualificarsi, Corea del Sud punita da un errore del portiere

10 lingue · 44 testate

Geopolitica e Politica

Saltano i colloqui Usa-Iran in Svizzera, Teheran subordina i negoziati alla tregua in Libano

8 lingue · 30 testate

Leggi di più